Le pagelle degli azzurri

Le pagelle degli azzurri

Terminata la stagione ATP, proviamo a dare i voti agli azzurri. Dai numeri uno, Fognini e Seppi, ai veterani, Volandri e Starace, al futuro (speriamo più prossimo), Gianlugi Quinzi.
Siete d’accordo con le valutazioni? Di L. Paolucci

 Cena di Gala presso la Galleria Grande alla Reggia di Venaria Reale in occasione della Coppa Davis, Italia vs Croazia, Primo Turno, Gruppo Mondiale che Si terr? a Torino dall'1 al 3 Febbraio 2013.

Fabio Fognini voto 7 :

Dare un voto a Fabio è difficile, quanto incomprensibile sia il suo carattere in campo.  Il 7  è una media tra la sua ottima stagione (8) e il suo pessimo comportamento (5), ma dargli un 6,5 sarebbe troppo ingeneroso.  E’ entrato finalmente tra i grandi del tennis, dove meriterebbe di stare dato il talento cristallino che Dio gli ha donato, meno però per l’atteggiamento strafottente che nemmeno i primi importanti risultati in carriera pare riescano a smussarre. Fabio ha riportato un italiano nella top 16 dopo trentaquattro anni, ha conquistato due ATP in meno di un mese ( Stoccarda ed Amburgo) e battuto top players come Berdych, Gasquet e Haas.
La stagione sul cemento americano però è stata disastrosa, male a Montreal e Cincinnati, più per responsabilità sua che per meriti degli avversari. Negli Slam è uscito sempre all’esordio, salvo a Parigi, dove ha messo e non poco in difficoltà, l’imbattibile (sul rosso) Rafa Nadal. A Wimbledon ha perso una partita che stava dominando contro Jurgen Melzer e a New York si è fatto umiliare da Ram al primo turno. Al ritorno dagli States però ha fatto buone prestazioni a Vienna, Valencia,  e soprattutto Pechino dove  ha strappato un set e mezzo a Nadal e solo la mancanza di cattiveria lo ha portato a cedere al fuoriclasse spagnolo. Ottima anche la prestazione contro Djokovic a Shangai. Non mancano però le note negative, come il ritiro a San Pietroburgo a due punti da una brutta sconfitta contro Przysiezny e le scenate contro Dimitrov a Parigi Bercy.
Tirando le somme si può dire che Fabio è cresciuto, quest’anno ha vinto partite che altre volte avrebbe perso, migliorato tanto nel gioco, battuto costantemente top ten e chiuso l’anno da n.16 ATP. Il sodalizio con Perlas ha dato ottimi frutti, grazie a lui il ligure ha imparato a non essere solo un terraiolo e sul veloce ha giocato alla pari con Djokovic e Nadal. In Coppa Davis, dove riesce a domare anche la testa, è un punto fisso in singolo ed  in doppio.  Deve giocare meglio nei Major e dare continuità ai suoi risultati ma i suoi margini di miglioramento sono ampi  e se ben sfruttati potrebbero portarlo dritto tra i primi dieci. Un minimo di incostanza però potremmo anche perdonargliela, se solo imparasse un po’ di educazione ed eviterebbe di cercare alibi ad ogni brutta prestazione. Chi lo conosce dice che  fuori dal campo sia un ragazzo d’oro,  bene che impari ad esserlo anche nel rettangolo di gioco.

Andreas Seppi  voto 6,5 :

Meriterebbe forse un mezzo voto in più ma deve imparare a fare qualche risultato in più, magari vincere un ATP come ha già dimostrato di saper fare, soprattutto sul veloce dove è forse il migliore dei nostri. La stagione dell’altoatesino è comunque buona.  Quest’anno dopo gli Open di Australia, dove ha raggiunto i quarti, ha siglato il suo best ranking (n.18 ATP), riportando un italiano tra i primi venti del mondo 18 anni dopo Andrea GaudenziHa trovato inoltre una grande continuità anche nei tornei Major, dove è stato sempre il migliore degli italiani. Oltre che a Melbourne, ha raggiunto ottavi a Parigi e Londra, dove ha ceduto ad Almagro ( causa un infortunio) e Del Potro. Ha sfatato anche il tabù Us open, cemento che gli era sempre stato un po’indigesto raggiungendo il terzo turno. Bravo anche in Coppa Davis, dove finalmente sembra aver trovato le giuste motivazioni.  In finale di stagione ha vinto il Changeller di Ortisei, i complimenti glieli facciamo perchè è  pur sempre un torneo vinto, ma un tennista tra i primi 20 del mondo dovrebbe cercare gloria altrove.
Che impari dalle colleghe.

Simone Bolelli S.V. :

Simone Bolelli rappresenta uno dei talenti più sprecati del tennis italiano. Se avesse avuto il carattere di Sara Errani, con le capacità che ha, sarebbe potuto diventare un tennista di vertice. Invece dopo l’exploit del 2009 e le polemiche con la Fit, Simone ha dimostrato purtroppo di non avere un temperamento proporzionato al suo braccio. Impossibile dare un voto al bolognese che purtroppo ha giocato pochissimo, causa il raro infortunio al polso destro che lo ha costretto all’operazione. Se ci fosse stato lui nei quarti di Davis contro il Canada al fianco di Fabio Fognini, probabilmente il doppio e la semifinale sarebbe stata nostra, a dimostrazione che Bolelli è diventato un elemento imprescindibile della squadra azzurra. A 28 anni non gli chiediamo di diventare ciò che speravamo e che non è stato ma ci auguriamo che possa tornare a buoni livelli. Gli infortuni spesso rendono più forti ed a Simone va il nostro in bocca al lupo per una pronta guarigione e per un 2014 all’insegna del riscatto.

Paolo Lorenzi  voto 6 :

Lorenzi non ha vissuto una stagione esaltante, lui che incarna il classico italiano amante della terra rossa. Quest’anno è scivolato fuori dai primi 100 del mondo, dove è in grado tranquillamente di stare. I tornei dove può eccellere sono i Changellers, ne ha 14 in bacheca, di cui due anche sul cemento. In questo 2013 però non è riuscito a portarne a casa nemmno uno e la classifica ne ha risentito drasticamente. Ci sono però anche le note positive, come il doppio vinto al fianco di Potito  Starace a Vin Del Mar, contro Nadale e Monaco, e l’ottima partita di Davis in Croazia dove ha fatto sudare in 5 set Marin Cilic.  Per adesso il posto in nazionale è ancora suo ma deve guardarsi alle spalle.

Filippo Volandri voto 7 :

Filippo a 32 anni suonati riesce ancora a mettere in riga le nuove leve, almeno nella dimensione Changeller. Quest’anno ne ha vinti tre, tra i quali l’ATP Changeller finals di San Paolo e si è portato al n.70 ATP, diventando il n.3 del tennis italiano. Ha deluso nelle qualificazioni del Roland Garros, fuori al primo turno da un avversario non certo irresistibile, negli altri ha sempre avuto primi turni molto difficili, e diciamola tutta da lui sul veloce non si può pretendere più nulla.
E’ sulla terra rossa che il livorense sa ancora far vedere belle cose, d’altronde nei tempi d’oro fu giustiziere di Federer e Moya. Poteva essere un campione ma con un solo colpo, il rovescio, e su di una sola superficie, (soprattutto la terra battuta) nel tennis non puoi andare lontano. Chissà dove sarebbe arrivato se avesse imparato a giocare sul veloce e aggiustato un servizio che è sempre stato più che mediocre. Il suo difetto più grande è stato quello di non essere andato oltre i propri limiti, per il resto tecnica e talento non gli mancano, così come l’essere mediatico e telegenico. A Filo auguriamo una nuova stagione ricca di soddisfazioni nel circuito minore, che l’agguerrita verve dei più giovani rende per niente semplice.

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Potito Starace voto 7,5 :

A Poto diamo un voto alto perchè era sprofondato oltre la 400esima posizione del ranking mondiale  ed ora è n. 152. Il mezzo voto in più rispetto all’amico e collega Volandri è dato dalle mille difficoltà che Starace ha dovuto affrontare, di fronte ad un bagaglio tecnico sicuramente minore rispetto al livornese.
La stagione scorsa è stata piena di infortuni, brutte sconfitte e pochissime vittorie. Si pensava ad un suo ritiro ed invece il campano ha risolto i problemi alla schiena che tanto lo avevano tormentato, si è rimboccato le maniche ed ha iniziato la sua rincorsa verso i primi 100 del mondo. Ha vinto in coppia con Paolo Lorenzi  l’ATP di Vina del Mar, superando Nadal e Monaco, li dove in singolo non è mai riuscito a portare casa un titolo. La svolta però arriva con la vittoria al Changeller di Napoli, la sua seconda patria. Poche settimane dopo è bravo ad onorare la wild card al Foro Italico dove supera il ceco Stephanek, portandolo al terzo set quando sembrava ad un passo dalla sconfitta. Potito nel circuito Changeller può ancora fare bene, lui si sa vorrebbe ritrovare il posto anche in Coppa Davis, dove è sempre stato il nostro miglior uomo. C’è però da essere realisti, con Fognini, Seppi e Bolelli trovare spazio è un po’ difficile e l’attaccamento alla maglia non può bastare. Forse come quarto convocato, dato che è un buon doppista, una speranza potrebbe ancora averla. Intanto speriamo nel 2014 di rivederlo tra i primi 100.

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Gianlugi Quinzi voto 8 :

Gianluigi merita il voto più alto, lo stesso che sarebbe dovuto essere di Fognini per quanto riguarda i risultati sul campo. Quinzi insieme a Fabio è stato di gran lunga il migliore tra i nostri e finalmente è riuscito a rispondere con i fatti concreti alle tanti voci che lo indicano come futuro campione italiano. Quest’anno ha vinto Wimbledon Juniores e si è affacciato nel circuito Changeller dove ha saputo rispondere presente. A Porto Alegre ha sconfitto l’allora n. 129 del mondo Elias, a Guayaquil ha conquistato la sua prima semifinale nella categoria ed ora  è il 307 del mondo (suo best ranking). Quinzi è un talento lo sappiamo, dobbiamo solo lasciarlo crescere. Dopo la vittoria a Wimbledon su di lui si sono accesi numerosi riflettori ma non bisogna caricarlo di responsabilità. La carriera juniores che sta avendo il ragazzo di Cittadella non possono vantarla nemmeno Federer e Nadal ma l’esperienze italiane di Trevisan e del compianto Luzzi, ci dicono che certi risultati non sono garanzia di successi futuri. D’altronde se si guarda le ragazze Schiavone e compagne non sono state certo delle eccellenti juniores, tutt’altro.
Il suo entourage per fortuna sembra essere abbastanza prudente, come dimostra il fatto di non averlo voluto gettare nella mischia degli Internazionali d’ Italia quando tutti ne chiedevano una wild card.
Fatto sta che Gianluigi di anni ne ha solo 17 ed insieme a Camila Giorgi rappresenta la promessa più preziosa del tennis azzurro. I due sono anche corregionali, sarà destino?

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