Leonardo Mayer e il bello d’esser lucky loser

Leonardo Mayer e il bello d’esser lucky loser

L’incredibile paradosso del tennista argentino che in meno di una settimana è passato dal perdere contro un ragazzino di 16 anni (923 ATP), al trionfare nel ATP 500 di Amburgo, grazie soprattutto al forfait del campione in carica Martin Klizan

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Il tennis si sa è uno sport imprevedibile e certe volte anche un po’ assurdo. Può accadere talvolta che un giocatore nel giro di pochi giorni passi dal perdere nelle qualificazioni contro un avversario con una classifica decisamente inferiore alla sua, al battere un top player, magari vincendo anche il torneo. Tutto ciò va al di là di ogni logica ed è possibile ovviamente solo se un atleta iscritto nel main draw dà forfait, lasciando così il posto al cosiddetto “lucky loser”. Ultimamente però, questi “perdenti fortunati”, forse cogliendo il ripescaggio come un segno del destino favorevole, anziché fermare la loro corsa ad inizio settimana, stanno prendendo gusto ad andare fino in fondo, arrivando addirittura a sollevare la domenica il trofeo. Il primo negli ultimi tempi a lanciare questa moda è stato il NextGen Rublev che ad Umago ha festeggiato il suo primo sigillo nel circuito maggiore, sebbene fosse stato eliminato nelle “quali” dall’ungherese Balasz. Ancora più clamorosa, considerando il ranking dell’avversario nel tabellone cadetto e il maggiore prestigio della manifestazione, è la “rinascita dalle ceneri”, esattamente come quella di una fenice, di Leonardo Mayer. L’argentino, infatti, nel ATP 500 di Amburgo era stato sconfitto prematuramente dal 16enne (!) talento locale, il numero 923 del mondo Rudolph Molleker, salvo poi riuscire ad entrare nel main draw, sfruttando il ritiro del campione in carica (un passaggio di consegne simbolico, altra storia nella storia…) Martin Klizan, messo k.o. dai soliti problemi al polpaccio sinistro che lo stanno tormentando dall’inizio del 2017. L’ex top 30 sudamericano, un passo alla volta (o se preferite “pasito a pasito”, volendo usare la lingua madre del giocatore in questione e citando la nuova hit di Luis Fonsi che ci sta accompagnando in queste calde serate estive), ha superato nell’ordine il primo favorito del seeding Ramos Vinolas, il padrone di casa Struff, il ceco Vesely e il suo connazionale Delbonis, conquistando così la finale dove ha schiantato in tre set il suo omonimo Florian Mayer. Non si è trattato del primo trionfo alla Rothenbaum Arena per “Leo” che già nel 2014, sconfiggendo al tie break del terzo David Ferrer, aveva trionfato nel torneo più importante (insieme ad Halle) di Germania. A rendere il tutto ancora più speciale è stata la presenza del piccolo Valentino, il figlio appena nato che, a detta di Mayer, ha rappresentato quello stimolo in più per raggiungere il traguardo e per mettersi alle spalle un periodo difficile, dovuto a problemi fisici e mancanza di fiducia, culminato con l’uscita dalla top 100. Dopo aver guadagnato 89 posizioni in classifica (era 138), per lui si aprono ora nuovi scenari, più ambiziosi e interessanti. Vedremo se riuscirà a cavalcare l’onda positiva, magari eguagliando e migliorando il suo best ranking toccato due stagioni fa (21), oppure se questo acuto sarà solo un sussulto in un’annata negativa.

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