LLEYTON HEWITT, IL VECCHIO LEONE SA ANCORA RUGGIRE

LLEYTON HEWITT, IL VECCHIO LEONE SA ANCORA RUGGIRE

Lleyton Hewitt, ex n. 1 al mondo, dopo tre anni di astinenza è tornato a vincere il primo titolo ATP dell’anno. A trentatré anni è il miglior australiano e si prepara a nuove sfide con il suo cuore e il suo coraggio.

Lleyton Hewitt, vincitore la scorsa settimana a Brisbane, ha cominciato l’anno nel migliore dei modi, dimostrando ancora una volta il suo valore e la voglia di non mollare mai.

Ci sono figure, in qualsiasi ambito, che non passano mai di moda, che riescono a rimanere al centro dell’attenzione per i loro risultati a lungo tempo, non se ne vanno mai, non pensano mai al ritiro, se si parla in ambito sportivo, nonostante l’età avanzi, il fiato si accorci, le gambe non rispondano come facevano un tempo. Nonostante tutto, queste figure intramontabili restano nella mischia, a combattere.

Nella lontana Australia, in questo momento, una di queste figure, si sta preparando a combattere ancora una volta. Nel corso della sua carriera ha vinto per due volte una prova dello Slam, Wimbledon e lo US Open, dimostrando al mondo il suo vero valore. Si prepara ora, e si prepara bene, a quanto pare, nonostante la carta d’identità, ormai, segni anni 33 ed un fisico che non è più neanche lontano parente di quello di un tempo. Una settimana fa, sempre nella “Terra dei canguri”, in quel di Brisbane, scendeva in campo Roger Federer, a giocarsi la prima finale del 2014, un anno che per Re Roger dovrà per forza essere decisivo, in un senso o nell’altro. Ovvio è che tutto il mondo tifa sempre per lui, il suo tennis, la sua grazia, la sua maestosità in due tocchi di racchetta; è pur vero che il mondo ama Federer e non può che sostenerlo sempre, ma in quel di Brisbane, l’atmosfera è diversa. Roger gioca, convince, entusiasma nei primi turni del Brisbane International, primo ATP 250 dell’anno, e raggiunge la finale, ma qualcosa non è come le altre volte. E’ sabato e si gioca la finale. C’è appunto il grande Roger, ma il boato non si sente quando ad entrare in campo è l’elvetico, applaudito, ma in maniera diversa dal solito. Ecco che in un momento, il boato arriva. Scoppio ritardato? Tifosi addormentati? No, semplicemente, è appena entrato in campo lui, quella figura intramontabile, quello per cui tutta l’Australia ha fatto il tifo in quella finale, lui, Lleyton Hewitt.

Comincia il match, un match di altri tempi, due ex numeri uno che si affrontano in finale in un torneo di basso livello, di preparazione all’Australian Open in arrivo. Lleyton sembra quello di un tempo, quel giocatore che arrivò quasi dal nulla e che in due anni conquistò tutto e tutti, arrivando a diventare il numero uno del mondo più giovane della storia. Piovono break a Brisbane e il pubblico esplode. Poche decine di minuti e il tabellone segna un set a zero Hewitt. L’australiano se l’è appena aggiudicato per sei giochi a uno, dominando a lungo e in largo. Tuttavia, Federer è Federer e subito si riscatta, portando il match nuovamente in parità, con l’aggiudicarsi del secondo parziale, per sei giochi a quattro. Il pubblico è muto, mai ci si poteva aspettare una reazione del genere con in campo Federer, mentre lo stesso Roger vince, la gente non esulta, non festeggia. Eh no, perchè oggi deve vincere l’altro, oggi deve vincere Hewitt. Terzo set che per forza di cose è decisivo, ma Federer sembra veramente favorito ora. Però, si sa, oggi deve vincere l’altro, il padrone di casa. E così è. Dopo oltre due ore di gioco, il trentatreenne Lleyton Hewitt può alzare le mani verso il cielo, esultare, perché dopo quattro anni di astinenza torna a vincere un torneo ATP, battendo in finale il suo grande rivale di un tempo, Roger Federer.

Hewitt esulta e si prepara allo slam casalingo nel migliore dei modi. Lo scalpo di Federer non è da poco, ma non bisogna montarsi la testa. – Che sia tornato quello di un tempo? – ci si chiede sugli spalti. Ma sono le classiche frasi di esaltazione, il passato è passato, non si può rivivere e Lleyton Hewitt, rispetto a quando esplose, ha 13 anni in più, che non sono pochi. Ma Lleyton ha una caratteristica, l’ha sempre avuta, il cuore. Tecnicamente, Hewitt è un ottimo giocatore, lo è sempre stato, ma non ha mai avuto il tocco di classe di Roger, la potenza di Nadal o la continuità di Djokovic. Però, a differenza di molti altri, in ogni partita, dà tutto, come se fosse l’ultima della sua vita, perchè Lleyton è fatto così e non può fare altrimenti.

Con questo cuore, forse, Hewitt mette un riparo alle mancanze del fisico, che ormai non è più quello dei tempi d’oro. Con questo cuore, questa tenacia, forse, Hewitt potrà andare lontano, anche all’Australian Open. Quello Slam casalingo che, per un motivo o un altro, non è mai riuscito a vincere. Nella sua unica finale, Lleyton ha sofferto la pressione del pubblico casalingo ed ha concesso, nel 2005, il canto del cigno a Marat Safin, per la sua ultima grande vittoria. Da quel giorno, Lleyton Hewitt, non ha più partecipato ad una finale di uno Slam e, probabilmente, non ci riuscirà mai, nonostante tutta la buona volontà, perchè il fisico per due settimane non regge più. Ma con la vittoria di Brisbane, il biondo australiano ha dimostrato che c’è ancora, che non è ancora finito, che ha ancora tanto da dare al tennis e ai suoi tifosi, che sono tanti nel mondo, perché quelle figure come lui non possono che influenzare la gente, che esprime ammirazione per uno come lui.

Una leggenda caduta nella mediocrità, ma sempre a lottare per risalire, con la stessa tenacia e la stessa voglia di quando era numero uno. Hewitt, ora, è tornato ad essere il miglior australiano in classifica, rientrando dopo tanto tempo nei primi 50 del ranking. Dietro di lui, c’è Bernard Tomic, il giovane ragazzo prodigio che ogni anno parte forte per finire afflosciandosi, ma dalle grandissime potenzialità. Una buona squadra di Davis, salita quest’anno nel World Group. Si va in Francia al primo turno, sulla terra rossa, superficie che Hewitt ha sempre odiato e Tomic evitato, per manifesto ribrezzo. Una sfida difficile, ma non impossibile. L’ennesima sfida di Hewitt, perché forse, questo potrebbe essere il vero obiettivo di Lleyton.

Riportare l’insalatiera in Australia, assieme al giovane Tomic, per poter chiudere la carriera con un vero trionfo, perché siamo sicuri, un vincente come Hewitt, non si ritirerà mai da perdente, non getterà mai la spugna, darà sempre tutto fino al raggiungimento dell’obiettivo… E qualunque esso sia, siamo sicuri, che Lleyton già ha la sua idea in testa e, molto probabilmente, la realizzerà.

2014 Brisbane International - Day 8

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