Lorenzi sconfitto a Bogotà, ma…

Lorenzi sconfitto a Bogotà, ma…

La sconfitta di oggi nella finale del challanger di Bogotà (50000 $ + h) non intacca l’ottimo lavoro fatto da Paolo Lorenzi in quest’annata, che credo che nessun osservatore delle cose tennistiche abbia dubbi come una stagione da sogno per il senese.

Quattro vittorie challanger, una finale, diverse semifinali e quarti, un turno Slam (questa volta vinto fino alla fine e contro un signor avversario come Dolgopolov), diversi secondi turni negli ATP. Ben 36 finora i tornei giocati, significa nove mesi pieni di tennis, con il “masterino” alle porte. Già, le ATP Challanger Finals di San Paolo del Brasile, tra due settimane, appuntamento per il quale Paolino è nuovamente qualificato, come tre anni fa.

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E oggi, la finale del challanger di Bogotà, contro un avversario che lo aveva già sconfitto due volte, il padrone di casa Eduardo Struvay. Partita dall’andamento molto lottato, con un primo set in cui Paolo cede il servizio con percentuali molto basse, va sotto di un break nel secondo, ma recupera e poi chiude in volata. Nella terza partita dopo un buon inizio, subisce il break e Struvay si difende a suon di ace (saranno 13 alla fine).  Score: 3-6 6-4 4-6.

Un torneo in cui Paolino ha battuto Alejandro Falla e Santiago Gonzalez, nella stessa giornata, facendo gli straordinari per recuperare il programma rallentato dalla pioggia. Davvero clamoroso per un giocatore che tra poco più di un mese festeggerà 34 anni.

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La programmazione di Paolo è molto semplice: evitare le allergie che lo affiggono e giocare il più possibile, non importa la superfice, visto che il suo gioco si adatta bene sia al duro che alla terra rossa, e pazienza se si macinano miglia in volo da un parte all’altra del globo. Il tutto con la voglia di giocare i tornei del circuito maggiore ogni volta che è possibile. Una dedizione degna di Ferrer.

Ma al di là dell’analisi sulla stagione che si va a chiudere, quello che oggi mi pare opportuno portare alla vostra attenzione è la concreta possibilità di chiudere l’anno ritoccando il suo best ranking (n. 49 del 2013) e di accedere a zone di classifica che consentirebbero al “senese de Roma” di avere una classifica valida per giocare i Master 1000. E, dato non esattamente da poco, attestarsi a n. 3 d’Italia.
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La finale di Bogotà frutta 55 punti. Se uniti a quelli in palio per il Master di San Paolo, si arriva 165. E la possibilità che Lorenzi così in forma si vada a giocare quel torneo alla pari con gli altri qualificati non è assolutamente da buttare via.  Lorenzi è a 725 punti, con nulla da pagare nella prossima settimana, e una distanza dal best ranking inferiore di 150 punti, fissato a quota 877, con la posizione n. 49 di Bedene. Obiettivo davvero raggiungibile, con la finale a San Paolo e la vittoria di Bogotà.

Sperare è lecito, ma non folle, perché Lorenzi quest’anno ci ha viziato, dimostrando una voglia di grande tennis e di vittoria ammirevole, anzi, esemplare direi, specie per qualche giovane talento italico. In bocca al lupo Paolo e ci vediamo a San Paolo.

 

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