Lotta per la vetta: Roger, conviene giocare sulla terra rossa?

Lotta per la vetta: Roger, conviene giocare sulla terra rossa?

Dopo la finale di Indian Wells, Roger Federer è di fronte ad un bivio: giocare sulla terra rossa per conservare la vetta? Peccato che sia la superficie di conquista di Rafael Nadal, ma….

di Mattia Esposito

La vittoria di domenica di Juan Martin Del Potro su Roger Federer ad Indian Wells, ha dato seguito al successo di Jack Sock a Parigi-Bercy nell’ultimo 1000 del 2017: se l’americano era stato in grado di fermare l’egemonia europea nei Master 1000, l’argentino ha bissato il successo del Resto del Mondo, in una sfida tutta Laver Cup. Era da ben 69 tornei ATP 1000 che un europeo ne vinceva uno: ecco la varietà che tutti cercavano. Un dato che fa riflettere, facendo comprendere quanto sia forte e avanzata la scuola del Vecchio Continente, che negli ultimi 15 anni ha visto in particolar modo tre dominatori: Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer. Già, Roger Federer, che era arrivato a vincere anche in California ben 60 match, è uscito sconfitto dalla finale contro la bestia nera sudamericana in un match epico, ricco di colpi scena e suspense degno di un film di Alfred Hitchcock. Lo svizzero, che l’anno scorso aveva vinto ad Indian Wells, non ha perso la vetta, complice anche il forfait dell’eterno rivale Rafael Nadal, ma ora RF si trova davanti ad un bivio: giocare o meno sulla terra rossa? Aspettare Miami e poi decidere? 

DILEMMA SHAKESPEARIANO- Dopo la meravigliosa partita tra i due tennisti più amati del circuito, che non se le sono mandate a dire prima di concludere da gran signori, ecco riproposto il solito quesito: Roger Federer giocherà sulla terra battuta? Se sì, dove? Prima di tutto, bisogna dire che The King non gioca una partita sulla terra battuta da Roma 2016, quando uscì al terzo turno contro Dominic Thiem, dopo aver avuto i primi problemi al ginocchio dopo Melbourne, saltando la stagione primaverile americana per poi tornare sul rosso fino alla debacle a Wimbledon. Un anno da incubo insomma, che vide lo svizzero non vincere alcun torneo, giocandone appena 7 e finendo anzitempo la sua stagione appena agli inizi di luglio dopo quel fatidico match perso contro Milos Raonic in semifinale per 6-3 6-7(3) 4-6 7-5 6-3. Il classe ’81 giocò appena due tornei sulla terra rossa: Montecarlo, uscendo ai quarti di finale contro il campione sfortunato Jo-Wilfred Tsonga, e il già citato torneo di Roma. Proprio nella Città Eterna risale l’ultima finale su questa superficie, quando perse in una partita senza storie contro l’ammazzaRoger 2015 Novak Djokovic, per 6-4 6-3. La maledizione in Italia, come a Monaco, per il campione elvetico non conobbe fine nemmeno tre anni fa. L’ultimo successo targato terra rossa invece risale al torneo minore di Istanbul, in Turchia, contro il terraiolo Pablo Cuevas. Invece, l’ultima vittoria 1000 risale addirittura al 2012 a Madrid contro Tomas Berdych, nel mezzo vari quarti di finale al Roland Garros, la finale a Montecarlo e Roma e sporadiche semifinali, oltre alla più grande vittoria su questa superficie: la finale di Coppa Davis sulla Francia di fine 2014.

SCENARI- Un Federer totalmente irriconoscibile rispetto a quest’ultimo anno e mezzo come si può notare dagli highlights del primo set del match contro l’austriaco in quel di Roma. Lento nei movimenti, prevedibile e con un rovescio lontano parente di quello odierno. Intanto, da quel match sono passati ben 2 anni e dopo la vittoria a Rotterdam di inizio 2018, ha riconquistato la vetta: qualcosa di inimmaginabile quel giorno in Italia, in quelle precarie condizioni. Ma dopo la conquista, serve la riconferma, come ogni buon campione che si rispetti, deve godersi il momento ma anche confermare di essere il migliore al mondo. Certo, forse con The Swiss Maestro si cade nella retorica, ma considerando la sua mentalità vincente e la voglia di non sfigurare, confermarsi è un suo obiettivo. Dunque, dopo il forfait del maiorchino sia in California che in Florida, Roger ha avuto modo di potersi gestire e vincere a proprio piacimento, con un occhio alla classifica, considerando il piazzamento di Nadal dell’anno scorso ad Indian Wells, fermatosi proprio agli ottavi contro lo svizzero. Lunedì la classifica recitava: Roger Federer primo con 9660 punti contro i 9370 del maiorchino in secondo piazza, con gli umani staccati a ben 5.000 punti di distacco. Oggi, con il secondo ATP 1000 cominciato ieri, Nadal ha 8770 punti mentre l’elvetico è staccato di appena 100 punti: in caso di raggiungimento dei quarti di finale a Miami, Roger Federer rimarrebbe numero 1, in caso contrario, Rafa, nonostante la finale dell’anno passato, gioverebbe del primo posto. Per conservare il primato, Federer dovrà battere: al secondo turno Thanasi Kokkinakis o Calvin Hemery, al terzo contro Fernando Verdasco e al quarto contro Pablo Carreno Busta. Un percorso agevole diciamo, con le rispettive insidie naturalmente, ma alla portata di Federer, che ha bisogno di 180 punti per superare nuovamente l’eterno rivale. A quel punto, Roger non dovrà difendere alcun punto fino alla stagione sull’erba, quindi da Stoccarda in poi: ora, è tutto nelle mani dello svizzero e nella forma dello spagnolo. Aspettarsi un dominio di Federer sul cemento e di Nadal sulla terra? Probabile, ma con scenari affatto scontati, con la presenze di outsider pericolosi come lo stesso “Gigante di Tandil”. Federer dunque può decidere a proprio piacimento cosa fare, dato che il maiorchino dovrà difendere la bellezza di 4600 punti in virtù delle vittorie a Barcellona, Montecarlo, Madrid e Roland Garros e i quarti di finale a Roma. 

DECISIONI?- Ed in conclusione? Gli scenari ed i dati raccolti, grazie anche a quelli preziosi del telecronista di Supertennis Luca Fiorino, fanno dedurre un Roger-no sulla terra rossa, per il dispiacere del pubblico dei tornei di casa della primavera rossa. Ma c’è sempre una speranza: spinto dalla voglia di far bene, magari calcando per l’ultima volta, si spera di no, tutti i palcoscenici più importanti e dare spettacolo per il pubblico che negli ultimi anni non l’hanno potuto vedere dal vivo, potrebbero portare Roger a giocare sulla terra. D’altronde a Federer manca ancora qualcosina da aggiungere al suo palmarès come Montecarlo e Roma, che guarda caso potrebbero vederlo giocare per l’ultima volta, anche in ottica Roland Garros, che in un periodo del genere, sarebbe al minimo storico in termini di concorrenza al toro spagnolo. La forma fisica dello svizzero paradossalmente è migliore rispetto a qualche anno fa e magari selezionando tornei dove non ha vinto o dove le condizioni ambientali potrebbero agevolarlo, il #1 al mondo potrebbe anche farci un pensierino. Dando un occhio anche al cannibale Nadal, ancora a secco quest’anno, che è pronto a tornare più affamato che mai come l’anno scorso, con l’obbligo di vincere per difendere tantissimi punti, altro motivo per cui Roger dovrebbe e potrebbe partecipare. Come sempre, il GOAT è oggetto di discussione: Federer è sinonimo, anche, di pro e contro, che porteranno ogni scelta, a dopo Miami. Infatti, lasciata la Florida, Roger farà un salto in Europa, tenendo a vista d’occhio, il ciclone Nadal…

11 Commenta qui

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  1. Silvio Mia - 3 mesi fa

    Secondo me, non deve giocare sulla terra rossa, dove comunque faticherebbe molto e non credo riuscirebbe a vincere il Roland Garros. Se vuole continuare a essere competitivo eviti la terra rossa, che non è una superficie in cui ha ottenuto grandi risultati, a parte Parigi una volta e poco altro.

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  2. Filippo Lanciani - 3 mesi fa

    Una volta, una trentina di anni fa, c’erano i cosiddetti specialisti delle varie superfici e nessuno si scandalizzava se i vari McEnroe, Cash, Curren, Mayotte disertavano i tornei sul rosso e lo stesso valeva per i Wilander e compagnia sul veloce. Ora se ne fa una questione di stato…

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  3. Genni Pace - 3 mesi fa

    MAI!

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  4. Alessandro Boesso - 3 mesi fa

    Che un giocatore di classifica dovrebbe giocare su tutte le superfici è corretto; ma RF ha anche 36 anni…e deve pensare alla sua integrità e competitività a questo punto della carriera. Sfiancarsi sul rosso per poi arrivare scarico o infortunato dove può ancora essere davvero competitivo, non credo sarebbe meglio neanche per il tennis…

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  5. Matteo Funazzi - 3 mesi fa

    GRANDE SLAM! GRANDE SLAM! GRANDE SLAM! Pensaci Roger, fai saltare il banco, non hai più niente da dimostrare a nessuno!

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  6. Marisa Martini - 3 mesi fa

    A 37 anni non DEVE fare nulla: ma mi farebbe molto felice che provasse a fare quello che non gli e’ mai riuscito prima e che renderebbe la sua meravigliosa carriera un’evento storico: il vero GRANDE SLAM!

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  7. Roberto Ercoli - 3 mesi fa

    questo andamento di scegliere solo i “propri” tornei secondo me non è molto corretto e dovrebbe essere regolato, sia per il pubblico che ama il tennis, tutto, e desidera vedere questi campioni cimentarsi su tutte le superfici, sia nei confronti degli stessi “colleghi/avversari” (non mi riferisco solo a Federer) perché così facendo tra poco ci ritroveremo a vedere solo specialisti senza i più temuti avversari, Federer senza Nadal a Wimbledon, Nadal senza Federer a Parigi ecc…privandoci di assistere a tutte quelle partite che poi hanno fatto la storia.
    Il discorso vale almeno per gli slam, poi è giusto che ognuno faccia la sua programmazione.

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  8. Mario Saba - 3 mesi fa

    Lo sa solo lui!

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  9. Fabio Canducci - 3 mesi fa

    Io ormai giocherei solo per divertirmi ….ormai ha dimostrato tutto !

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  10. Luca Spedicato - 3 mesi fa

    Non avendo giocato lo scorso anno e avendo Nadal vinto tutto sulla rossa, anche non giocando avrebbe la vetta assicurata. Anzi, potrebbe solo aumentare il gap se Nadal non ripetesse lo scorso anno

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  11. Renato Pino - 3 mesi fa

    Ovvio che no

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