L’ultimo Slam di Pete Sampras

L’ultimo Slam di Pete Sampras

“Il mio miglior tennis l’ho giocato in età avanzata. Da giovane non avevo un rendimento costante, il mio tennis variava di settimana in settimana, ma la finale che giocai allo US Open del 2002 contro Agassi fu il tennis al miglior livello che abbia mai giocato”

L’ultima volta che i rivali-di-sempre Pete Sampras e Andre Agassi si scontrarono fu nella finale degli US Open 2002. Pete era ormai da tredici anni nel circuito e né la sua forma né il suo tennis  erano più così smaglianti come un tempo.

Nessuno credeva più nel suo tennis tanto che il suo avversario di terzo round Greg Rusedski, dopo aver giocato contro il campione un match di 5 set disse ciò che in realtà era sulla bocca di tutti.

Disse “Sarei veramente sorpreso se Sampras riuscisse a vincere il prossimo match, penso che fisicamente non potrà reggere. Non è più il Pete Sampras di una volta, il tredici volte campione Slam“

In parte era vero. In effetti il Pete Sampras del 2002 non era lo stesso giocatore di un tempo, il suo ultimo titolo risaliva a 26 mesi prima, al Wimbledon del 2000 ed il suo ranking ora era sceso al n°17.

Negli atti finali degli US Open dell’anno prima poi, era stato umiliato da due “novellini del circuito”, tali Marat Safin e Lleyton Hewitt . Nel giugno infine aveva avuto il peggior momento della sua carriera, aveva infatti perso dal n°71 del mondo, certo George Bastl proprio a Wimbledon, il “suo” torneo.
Tutto questo aveva spinto Sampras a mettersi in contatto col suo vecchio coach, Paul Annacone, e il lavoro fatto durante l’estate aveva già dato buoni frutti.
Ciò che né Rusedski né il resto del mondo poteva prevedere era che durante il suo match di terzo turno qualcosa era scattato dentro di lui ed il vecchio leone con un ruggito il aveva celebrato il suo trionfo.

I suoi avversari e chi non credeva più in lui avrebbero presto scoperto che c’erano ancora pallottole in canna,
”Tutto stava nel credere in me stesso e nel mio gioco, Paul mi diceva di ricordare sempre chi ero e che cosa avevo fatto nel tennis” ricordava Sampras al New York Times parlando dello US Open del 2002, che sarebbe anche stato l’ultimo per lui.”Crederci sempre, credere che potevo giocare al mio livello di un tempo, questo era ciò che contava”
L’avversario successivo, al quarto turno, sarebbe stato il 24enne Tommy Haas. Il tedesco, indicato come promessa del futuro, aveva già battuto Sampras nei due precedenti incontri. Questa volta, mentre sembrava che Haas fosse in procinto di portare a casa il set, mancò l’opportunità di chiudere. Nello stesso momento si vide emergere il vecchio Sampras che, col suo micidiale servizio e dritto mise fuori palla il tedesco. Da questa opportunità salvata e da questo match Sampras ritrovò il suo “momentum”.
L’avversario successivo era un’altra promessa del tennis, Andy Roddick.
Aveva appena compiuto 20 anni e anche lui, come Tommy Haas aveva già vinto 2 match contro Pete Sampras. Gli americani lo vedevano come il “cavallo di razza” destinato a vincere a Flushing Meadows. Ma proprio come Haas Roddick non ebbe possibilità contro Sampras nel loro match in notturna, Sampras inflisse al futuro n°1 del mondo una severa lezione in tre set. “Quello con Roddick fu un grande match- racconta Sampras- perché non mi affaticai molto,conservai un po’ di benzina per la finale”pete e andre

Chi lo aspettava in finale era una sua vecchia conoscenza, uno che gli aveva sempre reso la vita difficile, chi lo aspettava era niente di meno che Andre Agassi.
Nessuno poteva immaginare che quel match rappresentava la fine di un era del tennis marchio USA.
Nel 1990, dieci anni prima, il 19enne Sampras si era annunciato al mondo proprio sconfiggendo Agassi alla finale degli US Open. Nel 1995 aveva umiliato Andre a Flushing Meadows, proprio nello stesso anno in cui Agassi era diventato n°1 e lo aveva sconfitto ben 2 volte durante l’estate.
Nel 2002 Agassi era n°6 del mondo, Sampras era n°17. Agassi era molto in forma, Sampras invece da un paio d’anni non più. Agassi era nel mezzo di una tarda resurrezione e infatti 5 mesi dopo avrebbe vinto gli Australian Open.
“Siamo i giocatori più vecchi che si scontrano agli US Open” scriveva Agassi “ma io mi sento come uno di quei teenagers che non hanno nulla da perdere nel circuito, mi sento come se facessi parte della nuova generazione. Sampras dice che io riesco a tirare fuori il meglio di lui, io invece dico che lui tira fuori il peggio di me. La notte prima della finale cercai di visualizzare più e più volte che lo avrei battuto, di convincermi che lo avrei battuto, avevo bisogno di batterlo almeno in sogno, per non perdermi”
Sfortunatamente per Agassi il suo sogno non si avverò .
Sampras nonostante i cinque match sulle spalle in sette giorni si riservò il meglio per lui. Fece 33 ace e 84 vincenti per battere Agassi in quattro set e conquistare così il suo 14esimo titolo Slam.
Fu il match finale della sua carriera, e fu un grandissimo match.

“Il mio miglior tennis l’ho giocato in età avanzata – raccontò Sampras anni dopo – da giovane non avevo un rendimento costante, il mio tennis variava di settimana in settimana, ma la finale che giocai allo US Open del 2002 contro Agassi fu il tennis al miglior livello che abbia mai giocato”

A posteriori persino Agassi dovette rendersi conto che ci fu una giustizia poetica nel risultato.
“Il motivo della mia sconfitta da Pete in finale fu la sua grandissima perseveranza e i nostri anni insieme – disse Andre al Times nel 2012 – era il giusto epilogo della sua carriera, in fondo Pete se ne andava dal circuito da vincitore ed era giusto così”

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