Marc Lopez: “La miglior strategia è giocare con speranza e dare tutto”

Marc Lopez: “La miglior strategia è giocare con speranza e dare tutto”

Marc Lopez ricorda in un’intervista la sua esperienza nel doppio e come ha vissuto il momento più importante della sua carriera.

Marc Lopez, sempre all’ombra mediatica di Rafael Nadal a Rio, ha ricordato le esperienze che lo hanno portato a giocare la settimana migliore della sua vita sportiva.

Il catalano è pieno di allegria dopo esser riuscito a giocare e vincere la medaglia d’oro in questi Giochi Olimpici.

Così racconta in poche parole quello che per lui ha significato ogni momento fino a raggiungere questo momento fantastico. “Ha il sapore della gloria. E’ un sogno, il massimo a cui uno sportivo può aspirare. E’ stato un percorso emozionante e nervoso, ma una volta che finisci, ti danno la medaglia e senti l’inno spagnolo, sai che ne è valsa la pena. Sono momenti che vedevo in televisione, e viverli in prima persona è il massimo”.

A Barcellona c’è stato il momento che gli hanno fatto apprezzare i Giochi in maniera unica. “Quando Jordi Arresse vinse l’argento nel 1992. Sono di Barcellona, avevo 10 anni, già giocavo a tennis, mia madre fu volontaria per i Giochi e sempre mi ricorderò di quell’argento. I Giochi sono qualcosa di unico, una competizione speciale che si celebra ogni 4 anni. Già essere qua era qualcosa di unico, immagina vincere una medaglia, d’oro inoltre”

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Il fatto di giocare con Nadal è stato qualcosa di casuale, anche se hanno giocato più volte insieme. “Io avrei dovuto giocare con ‘Feli’, e lui con Verdasco, ma non sono potuti venire per vari motivi e ho avuto la fortuna che Conchita e Rafa hanno sperato in me. Per caso, fortuna o perché Dio ha voluto. Ho giocato con lui e sarò per sempre grato”.

In campo, Marc spiega così i ruoli. “Io sarei lo specialista, ma quello forte della coppia è lui. E’ lui che dà il peso alla palla. E poi ha molta più esperienza, e in questi match pieni di tensione e nervosismo serve molto. A me costa un po’ di più. Che dovrei dirgli che non sa già? Non abbiamo preparato molta tattica. Abbiamo giocato abbastanza per istinto. Ci conosciamo molto bene. Rafa ha un gioco molto buono da fondo. A rete fa un po’ più fatica perché non è abituato a giocare il doppio. Anche il mio gioco è da fondo, ma ho voluto migliorare nel gioco di volo e penso di esserci riuscito. Ho il problema del servizio, che non è del tutto buono, ma ognuno ha le sue armi. Non abbiamo usato molta tattica. La tattica migliore è giocare con speranza e lasciare tutto in campo su ogni punto”.

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