Martin Klizan, il folle bombardiere di Bratislava

Martin Klizan, il folle bombardiere di Bratislava

Pur non essendosi formato presso centri dal nome altisonante come quelli di Bollettieri o di Mouratoglu, Martin Klizan è sempre stato considerato quello che viene definito un “futuro campione”.

Di famiglia benestante, dopo aver impugnato la prima racchetta all’età di tre anni, grazie al padre Milan Klizan, direttore generale di una compagnia di trasformatori elettrici, Martin si imbarca in una seria di successi under-18 davvero notevoli: nel 2005 vince il Campionato Europeo under-16 sia in singolo che in doppio (con Andrej Martin); l’anno dopo conquista il Roland Garros  e infine nel 2007 è il numero 1 del mondo juniores.

Nello stesso anno, Klizan diventa professionista e le difficoltà di un livello di gioco più elevato iniziano a rivelarsi. Dal temperamento turbolento e non troppo dedito al duro e costante lavoro, Martin, che da ragazzino idolatrava Marat Safin, si affida all’estro e all’istinto, entrambi perfettamente in sintonia grazie ad un talento fuori dal comune. Sarà per questo motivo che Klizan dovrà aspettare il 2012 per vedere il proprio nome su testate giornalistiche di rilievo, in seguito a vittorie di un certo peso.

Martin+Klizan+2014+French+Open+Day+Two+W1vBlAtQogel Klizan al Roland Garros 2014

Proprio nel 2012 Klizan trova la chiave di volta nel suo gioco e, più precisamente, nella sua testa, giocando la stagione più continua e costante della sua carriera fino ad ora. Tra gennaio e agosto Martin raggiunge cinque finali Challenger, vincendone ben quattro, avanza per la prima volta al secondo turno di un torneo dello slam (il tanto amato Roland Garros) e grazie a ciò entra di diritto tra i primi cento giocatori del mondo.

Agli US Open Klizan vince la partita più importante della sua giovane carriera: sorprende la testa di serie numero 5 Jo-Wilfired Tsonga al secondo turno, raggiungendo poi gli ottavi di finale battendo Jeremy Chardy senza perdere un set. Lo slovacco sa farsi valere anche in Coppa Davis, dove vince per la prima volta due partite in singolo, fondamentali per il suo team.

La ciliegina sulla torta di un anno da coronare è il primo titolo ATP. Klizan sconfigge Fabio Fognini in finale a San Pietroburgo in due comodi set, chiudendo l’anno da numero 30 del mondo. Tra il 2011 e la fine del 2012, Klizan ha scalato ben 87 posizioni nel ranking mondiale.

Mancino, dotato di un tennis estremamente aggressivo, non piatto, ma anzi ricco di rotazioni e affrancato da un potentissimo servizio, il giovane di Bratislava inizia a farsi notare.

klizan_pohar_petrohrad_na_hlave_reuters3 Primo titolo ATP: San Pietroburgo

Come sempre si sa, non è difficile avere una buona annata, quanto più saperla confermare l’anno successivo. Il 2013 di Martin Klizan sarà perfettamente conforme a questa triste regola. Dapprima Klizan, grazie ad un complicato sistema di ranking computerizzato, raggiunge la ventiseiesima posizione mondiale dopo i quarti di finale a Rotterdam. Questi quarti di finale saranno il migliore risultato della stagione, poiché precedentemente lo slovacco vede solo primi turni nei tornei australiani, e successivamente andrà ancora peggio.

Vittima di una serie di infortuni, ma soprattutto vittima di sé stesso e della propria incostanza e sregolatezza, in estate Klizan decide di ritrovare la forma ai piani bassi del circuito, partecipando al Challenger di Caltanissetta. Qui lo slovacco subirà al primo turno una sconfitta scioccante da parte del giovane Pablo Carreno Busta, all’epoca neanche presente nel ranking ATP. Tuttavia, il punto più basso della carriera di Klizan sarà da registrare proprio a quegli US Open che l’anno prima l’avevano fatto tanto sognare. Al primo turno perde contro l’americano Donald Young raccimolando appena due game in tre set, perdendo punti e precipitando nel ranking, fuoriuscendo dai primi 100 giocatori. Conclusosi lo slam, Martin non difende il titolo di San Pietroburgo a causa di un problema al polso.

L’anno scorso ha segnato la rinascita di Martin Klizan. Nonostante un inizio negativo in Nuova Caledonia per mano del numero 258 del mondo Kimmer Coppejans, lo slovacco ha saputo realizzare  i suoi due migliori piazzamenti in due slam. Agli Australian Open, da lucky loser, ha raggiunto il terzo turno e al Roland Garros ha sconfitto il suo secondo top 10 in carriera, Kei Nishikori, per avanzare anche questa volta al terzo turno.

1412350088269_wps_5_epa04430069_Martin_Klizan Martin sconfigge Rafael Nadal a Pechino, 2014

Esattamente prima dello slam parigino, Klizan ha conquistato a sorpresa il suo secondo titolo ATP a Monaco di Baviera, ancora contro Fabio Fognini, questa volta rimontando un set all’italiano; Martin vince entrambi i suoi due titoli ai danni dello stesso giocatore. A fine stagione Klizan colpisce e affonda il numero 2 del mondo Rafael Nadal sui campi di Pechino, dimostrando di essere migliorato mentalmente e fisicamente, capace di gareggiare anche coi numeri 1. Grazie a questi risultati il venticinquenne di Bratislava torna tra i primi 35 giocatori del mondo.

Questo 2015 è iniziato molto bene per lo slovacco, che ha appena raggiunto i quarti di finale a Brisbane in Australia, sconfiggendo Jurgen Melzer, seppur malandato, e Alexandr Dolgopolov.

Arrogante quanto basta e folle in eccesso, è difficile sapere cosa Klizan ci regalerà quest’anno, basandoci su un percorso così altalenante e minato con grandi vittorie e cocenti delusioni. Klizan continua ad essere quell’outsider pericoloso e dal telento prorompente da tenere sempre d’occhio, senza mai essersi ancora realizzato nel campione che prometteva da ragazzino.

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