MASTERS STORY – In Germania vincono Agassi, Sampras e Becker

MASTERS STORY – In Germania vincono Agassi, Sampras e Becker

Sesto capitolo della storia delle ATP Finals. Francoforte è la nuova sede del torneo.

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Quella che segue è la sesta parte del nostro lungo viaggio nella storia del Masters maschile, attualmente chiamato ATP Finals (a cui da quest’anno va aggiunto il nome dello sponsor, Nitto). Per farlo ci siamo documentati scorrendo le pagine del libro di Remo Borgatti “Il Masters – Storia del più atipico dei tornei” edito da Effepilibri, che ci ha gentilmente concesso di riportarne alcuni passaggi, che metteremo in grassetto e in corsivo. Per gli amanti di numeri e statistiche, a supporto e completamento del libro, l’autore tiene un blog all’indirizzo https://mastersatp.wordpress.com/ in cui potrete trovare tutto ciò che manca, per motivi di spazio, nel libro.

1990 – Il Masters segue la rivoluzione del circuito ATP e inaugura una nuova era. Molti i cambiamenti, ad iniziare dal nome del torneo che diventa ATP Finals. Poi c’è la nuova sede, ovvero la Festhalle di Francoforte, oltre all’uso più sistematico e intenso del computer per elaborare i dati delle partite. I magnifici otto sono, in ordine di classifica, Edberg, Becker, Lendl, Agassi, Sampras, Gomez, Muster ed Emilio Sanchez con i primi cinque che si dividono i favori del pronostico e gli ultimi tre destinati a fare da comprimari.

“Il più atteso, per ragioni geografiche, non può che essere Boris Becker ma la sua partecipazione è in dubbio fino all’ultimo e viene annunciata nella tarda serata del martedì, a torneo già abbondantemente iniziato.” Tuttavia il tedesco è più in forma che mai e si aggiudica il proprio gruppo battendo Lendl in tre set nel match che stabilisce l’ordine con cui i due accedono alle semifinali.

Nell’altro gruppo, intitolato ad Arthur Ashe, i due americani Agassi e Sampras e il campione in carica Edberg si giocano i posti disponibili. Lo svedese batte Andre nel match più bello del torneo (7-5 al terzo) ma in precedenza Agassi aveva annientato Sampras e non esce dal torneo. “I nodi di Becker vengono al pettine nella semifinale con Agassi, che l’aveva sconfitto negli ultimi due confronti diretti.” Il ragazzo di Las Vegas domina la sfida e solo negli ultimi minuti rischia il ritorno del padrone di casa.

In finale Agassi ritrova Edberg, da cui aveva perso nel match del round-robin. Non è affatto insolito che, al Masters, l’esito di una partita venga ribaltato a distanza di qualche giorno e stavolta la lunga distanza aiuta l’americano. “Non lo scopro certo io che due su tre e tre su cinque sono sport diversi. L’altro ieri ho spinto al massimo all’inizio e sono arrivato in fondo con poche energie. Oggi ho dosato meglio le forze” dichiara Agassi nella conferenza stampa post-finale.

Finale che gli consegna il trofeo dopo essere risalito da un set di svantaggio e aver chiuso 6-2 al quarto parziale.

1991 – Il destino si fa beffe del torneo e, lasciata la sede di New York anche in seguito alla crisi del tennis americano che ha fatto registrare l’inevitabile declino del “vecchio leone” Connors e quello forse troppo repentino di John McEnroe, gli Stati Uniti tornano a proporsi come nazione leader con i suoi giovani Agassi, Sampras, Chang e Courier.

Manca il n°1 del mondo Edberg, infortunato poco prima dell’inizio delle ostilità, e il suo posto viene rilevato da Novacek. Questo fa sì che i due tedeschi Becker e Stich finiscano nello stesso gruppo, terribile, in compagnia di Agassi e Sampras mentre nell’altro Courier e Lendl sono favoriti su Forget e Novacek e rispettano il pronostico.

Nella giornata inaugurale Agassi e Sampras battono rispettivamente Becker e Stich e quindi, nel turno successivo, “tra Becker e Stich è già tempo di dentro o fuori. I connazionali non si amano troppo ma nemmeno si odiano. Michael però ha fatto uno sgarbo a Boris battendolo nella finale di Wimbledon e questa potrebbe essere una sorta di rivincita, anche se l’importanza delle due partite non è nemmeno lontanamente paragonabile.” Vince Becker in due set ma dovrà fare altrettanto anche con Sampras due giorni dopo o sperare che Stich si imponga ad Agassi per non essere eliminato.

Boris batte Pete ma solo al terzo set e quando Agassi regola Stich la Germania perde entrambi i suoi rappresentanti. “Dei quattro semifinalisti, il più in palla sembra Ivan Lendl. Invece il naturalizzato americano viene travolto dal miglior Sampras della settimana (e forse dell’anno).” Nell’altra semifinale Courier si mostra più concreto di Agassi e raggiunge Sampras in finale.

“Una finale tutta statunitense nel luogo in cui oltre ottomila tedeschi speravano di vedere i loro idoli non è certo il massimo ma il pubblico ha modo di divertirsi ugualmente.” Courier fa suo il primo set, approda al tie-break nel secondo ma da lì in poi Sampras tiene banco e si aggiudica il suo primo Masters. Pardon, ATP Finals.

1992 – Terzo anno alla Festhalle e finalmente arriva il tanto sospirato trionfo tedesco, proprio nell’anno in cui sembrava fosse quasi impossibile. “Niente fanfara per l’arrivo di Boris Becker a Francoforte. Il titolo del ragazzo di Leimen è risalito in borsa solo nelle ultime settimane, soprattutto dopo la vittoria di Bercy, ma l’oro vinto in doppio alle olimpiadi di Barcellona (insieme a Stich) non può compensare una stagione in tono minore.”

Lendl e Agassi danno forfait e l’ottavo posto viene preso dall’olandese Krajicek, uno dei tre debuttanti nella manifestazione (gli altri sono Ivanisevic e Korda). Nel gruppo Rosewall è Sampras a guadagnare per primo le semifinali e lasciare al match tra Becker e Edberg l’onere di decidere il secondo. “La partita, se di tale si tratta, è tutta concentrata nei primi sette giochi; dal 4-3 Edberg, il beniamino di casa infila dodici punti consecutivi e da lì non si ferma più.” Boris domina e in semifinale trova Ivanisevic, primo nel gruppo Laver davanti a Courier.

Jim è sicuro di chiudere la stagione al primo posto del ranking mondiale ma non è appagato e in semifinale trova il modo di battere il connazionale Sampras. Nell’altra sfida, “naturalmente la più attesa, anche se il pubblico ha il fondato timore che Ivanisevic possa rovinare la festa a Becker e di conseguenza a tutti i tedeschi”, Boris esce alla distanza ma stacca il biglietto per la finale solo aggiudicandosi 9-7 il tie-break decisivo.

Becker gioca la finale il giorno del suo 25° compleanno e non può che essere festa grande. Courier è stanco e poco a suo agio sul rapido GreenSet della Festhalle e alla fine Becker ammette che “forse non avevo mai giocato così bene in carriera.”

Nella prossima puntata, che verrà pubblicata il prossimo venerdì (03/11), tratteremo gli altri tre anni alla Festhalle di Francoforte, dal 1993 al 1995.

Questi i capitoli precedenti:

http://www.tenniscircus.com/circuito-atp/masters-story-gli-anni-di-nastase/

http://www.tenniscircus.com/circuito-atp/masters-story-connors-inaugura-lera-del-madison/

http://www.tenniscircus.com/circuito-atp/masters-story-le-doppiette-di-borg-e-lendl/

http://www.tenniscircus.com/circuito-atp/masters-story-il-tempo-di-john-mcenroe/

http://www.tenniscircus.com/circuito-atp/masters-story-lendl-ancora-sul-trono/

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