McEnroe: “Serena Williams? La migliore”

McEnroe: “Serena Williams? La migliore”

Su Espn John McEnroe e Chrissie Evert parlano delle chance di Serena Williams nel prossimo Wimbledon.
Serena Williams e la sua racchetta da tennis hanno fatto scrivere titoli di giornale sin da quando è entrata nel circuito professionistico a quindici anni nel 1997. Dovunque la venti volte campionessa Slam vada, è seguita da un gran brusio, che continua a crescere.

Ma, tra tutti i suoi successi, c’è n’è uno che ancora manca a Serena: il Grande Slam, cioè tutti e quattro gli slam in un solo anno, l’equivalente tennistico del Santo Graal.

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Ad aggiungere difficoltà al compito in questione, solo tre persone ci sono riuscite nell’era Open: Rod Laver (1969), Margaret Court (1970) e Steffi Graf (1988). Quando è cominciato il 2015 nessuno, uomo o donna, era riuscito a vincere Australian Open e Roland Garros nello stesso anno. L’ultima a completare il 50% dell’opera era stata Jennifer Capriati nel 2001 ma Venus Williams ebbe da dire la sua a Wimbledon quell’anno.

Con due ostacoli rimanenti da superare – Wimbledon e US Open – Serena combatterà per il primo di questi all’All England Club, dove arriverà con una forma fermamente puntata sul sesto titolo a Wimbledon. Se vince avrà vinto tutti e quattro gli Slam di fila per la seconda volta in carriera (contando anche lo Us Open dello scorso anno).
Riuscirà a dettare legge in campo quest’estate? Gli analisti del tennis di ESPN Crissie Evert e John McEnroe lo pensano.

Quando è al meglio è migliore di chiunque altra” ha detto la Evert durante una conference call con dei giornalisti. “Lei ha dei grandi colpi. Per me il suo gioco è migliore sull’erba che non sulla terra. Ha lottato al Roland Garros, per poi vincerlo comunque. Ma il suo gioco si esprimerà meglio, anche solo grazie al servizio, con cui otterrà ace gratuiti. La sua potenza, la sua mobilità in campo. Dovrebbe essere  uno degli slam più facili per lei. L’abbiamo già sentita tutti questa frase: gli incontri sono tutti a portata della sua racchetta. E’ ormai diventata una verità”.

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“Ovviamente Serena sta giocando meglio di chiunque altro”, ha aggiunto McEnroe. “Non ci sono dubbi al riguardo. Sta per riscrivere la storia in quanto numero di Slam vinti. Anche pensando che sta giocando il suo miglior tennis, bisogna credersi per quanto riuscirà a tenere questo ritmo. Sono certo che ce la farà. Farà il Grande Slam, che è ovviamente un’impresa rara. Dovrebbe essere una motivazione significativa”.

Quale sarà la sfida più difficile per Serena a Wimbledon?
“L’unica parte che mi potrebbe preoccupare”, ha detto McEnroe, “è che ha avuto dei lapsus (al Roland Garros), che ha superato solo con la sua abilità e volontà. Ma sull’erba contro qualche gran picchiatrice come Kvitova, se ti scavi la buca da solo, alcune potrebbero scappare avanti e vincere più punti al servizio di quanti ne farebbero sul cemento o sulla terra”.
La Evert ha aggiunto: “Sulla terra hai il lusso di giocare a modo tuo un match per un po’ più di tempo. Anche quando era sotto un set e un break, ha potuto continuare a giocare alla sua maniera e tornare in partita . Come ha detto John, se trova una Lisicki, che ha un gran servizio, Kvitova, Azarenka, qualcuno che è in forma quel giorno, non è lo stesso, l’erba non è la terra. Non puoi giocare al tuo modo così facilmente”.

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McEnroe ed Evert si sono poi meravigliati della capacità di Serena di trovarsi da sola un percorso per uscire dai problemi. L’americana ha vinto per ben 33 volte quando era sotto di un Set nei grandi slam in carriera. Perciò, come ci riesce?
“Sarei stato felice di sapere la risposta, perché l’avrei fatto più spesso anch’io”, ha detto McEnroe. “Per me è la migliore. Non ho mai visto nessuno tornare in partita da così indietro come fa lei. Non riesco a credere che abbia questa volontà e questa speranza in momenti tanto critici. Avere sempre quella speranza è un dono”.

Sembra che Serena sia diventata, tardi nella sua carriera, mentalmente più forte di quanto non fosse mai stata. In certe partite è stata tremendamente forte mentalmente. E’ molto raro essere così consistenti quando si rischia grosso”.

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