Montecarlo principato svizzero: il risveglio di Stan

Montecarlo principato svizzero: il risveglio di Stan

Il primo Master 1000 sulla terra rossa si è concluso, con una finale tutta svizzera, e molto ci ha detto di quello che ci aspetterà nei prossimi mesi di gioco sul rosso. Wawrinka, dopo la vittoria spettacolare degli Australian Open, ha finalmente smaltito la sbornia.

Il primo Master 1000 sulla terra rossa si è concluso, con una finale tutta svizzera, nel giorno di Pasqua, e molto ci ha detto di quello che ci aspetterà nei prossimi mesi di gioco sul rosso.
Nel principato di Monaco è stato incoronato un nuovo vincitore, e, come accade da un po’ di tempo a questa parte, è stato lo svizzero che non ti aspetti. Ma in realtà, visti gli ultimi risultati, non dovrebbe essere una grande sorpresa.
Stan Wawrinka, dopo la vittoria spettacolare degli Australian Open, ha finalmente smaltito la sbornia e ha ricominciato a dare battaglia, dimostrando di valere tutta la terza posizione in classifica che ormai saldamente detiene.

Che Stan-the-man fosse tornato in forma si è visto fin dai primi turni, quando ha liquidato Cilic, poi battuto Raonic (ai suoi terzi quarti di finale consecutivi in un Mille) e il giustiziere di Nadal, un Ferrer in ottima forma, tutti in due soli set. Ritrovata una buona condizione fisica e la giusta tenuta mentale, il gioco è venuto da sé. Che poi fosse nuovamente in grado di tenere testa agli altri primissimi del mondo l’ha dimostrato in finale, battendo un Federer in buona forma, anche se non al massimo della continuità.

Così, nonostante i suoi migliori risultati siano arrivati sul cemento (dalle maratone contro Djokovic di Melbourne e gli U.S. Open, fino ovviamente al trionfo di gennaio contro Nadal, sempre agli Australian Open), in realtà ancora una volta Wawrinka, giocatore tra i più versatili del circuito, ha dimostrato come ami la terra rossa, dalla quale era partita la sua ascesa alle vette del tennis. Basti pensare alla finale raggiunta a Roma nel 2008, passando per quella dello scorso anno a Madrid (dopo la vittoria all’Estoril), e ora il trionfo contro Federer a Montecarlo, il primo in un Master 1000.

Intanto Roger può ritenersi soddisfatto della sua settimana monegasca: iniziata grazie a una wild-card accettata in extremis, è proseguita con buone vittorie: prima contro il veterano Stepanek, al quale ha lasciato solo tre game in una partita durata meno di un’ora; poi contro Rosol, quando Federer ha impiegato un po’ di più per ingranare il suo gioco, complice un inizio di tutta potenza e velocità del ceco, ma una volta in partita si è immediatamente portato in cattedra. Anche nei quarti di finale Federer ha avuto bisogno di un po’ di tempo per entrare in partita e capire come neutralizzare il gioco di un avversario, Tsonga, che più volte gli aveva causato difficoltà e che, dopo il match con Fognini, sembrava aver ritrovato la giusta carica agonistica. La semifinale è stata storia a parte, contro un Djokovic non valutabile per un problema al braccio che non gli ha permesso di competere, soprattutto nel secondo set.

In finale, Federer è partito molto concreto, sfruttando le occasioni concesse dall’avversario, sembrando convinto di poter portare a casa la partita e il torneo (uno dei pochi a mancare al suo palmarès).
Nel secondo set però è calato con la prima, e qualche distrazione di troppo, insieme a una maggiore attenzione e profondità dei colpi di Wawrinka, l’hanno portato a perdere il tie-break. Nel terzo set, complice un Federer deluso e un po’ spento, Wawrinka, liberatosi anche di una certa sudditanza psicologica che ancora si porta dietro nei confronti dell’amico e maestro Roger, è riuscito a tirare fuori il meglio di sé per chiudere 6-2.

Insomma, questa coppia di svizzeri è davvero in forma, e anche affiatata. Durante la premiazione, Federer non è parso eccessivamente dispiaciuto di essersi lasciato sfuggire dalle mani un trofeo che aveva inseguito invano per tre anni consecutivi (tre finali dal 2006 al 2008), ma ha anzi festeggiato la vittoria dell’amico. E’ proprio vero che “un figlio in arrivo è più importante di un torneo di tennis”, e così Federer sembra godersi al meglio la sua vita da tennista, e il momento di forma che sta vivendo. Quella contro Wawrinka è stata comunque una bella partita, nella quale è riuscito a giocare a modo suo, come contro Nadal, e spesso contro Djokovic, non gli riesce ormai da un po’.

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