Montecarlo e Barcellona: il vecchio Rafa è tornato, forse

Montecarlo e Barcellona: il vecchio Rafa è tornato, forse

Monte Carlo e Barcellona ; due trionfi consecutivi che ci riconsegnano un Nadal assai prossimo ai tempi d’oro.

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Sono solo tre i trofei messi in bacheca  da Rafael dall’ultimo trionfo Slam a Parigi 2014: Buenos Aires, Stoccarda ed Amburgo , il 2015 di Rafa è racchiuso qui.

Davvero poco , troppo poco per lui. Oltremodo  inquietante il buco nero in cui il maiorchino sembrava essere caduto; una spirale di impotenza, mista ad ansia, che troppo spesso lo assaliva.

La pesantezza e la velocità dei suoi colpi erano scomparse; il suo dritto ormai corto e leggero, il suo spin micidiale ridotto ad arma spuntata.

Ansia ed insicurezza; i due fattori che  dominavano in campo , nel perpetuarsi di un circolo vizioso  da cui Rafa non sembrava trovare  via d’uscita.

nadal barcelona 2

L’inizio del 2016, con le sue dichiarazioni fiduciose, ha riacceso le speranze dei tanti fans ed appassionati, ansiosi di rivedere il Nadal capace di tener testa ai migliori,  di riaccendere duelli epici con  gli avversari di sempre : Nole, Roger ed Andy su tutti.

Questo mese  ha detto che quelle dichiarazioni non erano basate sul nulla; le passate due settimane ci hanno ridato un Nadal assai prossimo al miglior Nadal.

Tuttavia,  sarebbe non corretto affermare che tutti i problemi del campione di Maiorca  siano da considerarsi  ormai risolti.

La scioltezza con cui Rafa  si è sbarazzato di avversari di buon livello, avversari  contro cui aveva molto patito in tempi recenti, non deve nascondere ad un’ occhio attento ed oggettivo la realtà di un Nadal in  grande recupero, ma certamente non  ai livelli di un tempo.

nadal barca 7

La luce si è riaccesa; tuttavia è, talvolta, intermittente.

La finale di Barcellona ne è la prova. Il confronto con Nishikori  racconta di un Rafa  intenso ed attento come prima,  reattivo come non si vedeva da  tempo ma, al tempo stesso,  falloso in taluni momenti  cruciali e, soprattutto , eccessivamente “generoso” al servizio.

Una generosità che ha prodotto  ben tredici palle-break. Dieci sono state annullate in modo mirabile, ma tredici break –points  rimangono troppi pensando ad un avversario diverso dal  Nishikori  distratto , fallosissimo, eppur superiore nel numero di vincenti che ha occupato l’altro lato del campo.

Senza dubbio conforta l’aver rivisto  il combattente di sempre ma, ne siamo certi, questi giorni che separano Nadal dall’impegno madrileno saranno impegnati a ripensare alle cadute che , qua e là, possono rendere ancora accidentato il rientro di Rafa tra i primissimi della classe.

nadal montecarlo 4

Le battaglie di Maggio sono alle porte e sono queste che, sole, potranno dirci se  “the King of clay ” è davvero ritornato e se , come non molto tempo fa, dobbiamo prepararci ad un prossimo acuto nel suo regno parigino.

 

 

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