Next Gen ATP Finals, il diario delle qualificazioni: day 1

Next Gen ATP Finals, il diario delle qualificazioni: day 1

Cronaca della giornata di apertura della kermesse milanese, che ha messo in mostra un ottimo livello di gioco con risultati sia contro che secondo i pronostici. In più, una piccola riflessione sulle novità apportate al regolamento.

Ha avuto inizio oggi allo Sporting Milano 3 di Basiglio il torneo di qualificazione che assegnerà la wild card per l’ottavo partecipante alle Next Gen ATP Finals. Iscritti gli otto italiani under 21 che hanno ottenuto i migliori risultati nell’anno solare. Il torneo si gioca su PlayIt con un nuovo schema di regole: match al meglio dei 5 set, a loro volta giocati al meglio dei 4 game, con tie break sul 3 pari. Killer point per decidere situazioni di parità e, regola più controversa, non si ripeterà il servizio se la palla verrà deviata del nastro. I grandi favoriti per la vittoria sono Matteo Berrettini (romano 122 del ranking e migliore promessa del tennis azzurro) e Gianluigi Quinzi (che ha già avuto il suo battesimo in competizioni di livello).

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Il vasto complesso dello Sporting Milano 3.

APRE CARUANA CON IL BOTTO – Il primo incontro di giornata vede opposti Liam Caruana e Cristian Carli, rispettivamente 19 e 21 anni e quarto e sesto migliore italiano nella Race to Milan. Si prospetta una partita aperta, con i due giocatori che non si sono ancora mai affrontati nel circuito maggiore. Il primo set, infatti, viene portato al tie break, nel quale Caruana riesce a issarsi sul 4-1; un doppio fallo di troppo dell’avversario gli regala il primo parziale. Il secondo set dice anch’esso Caruana, con il giocatore naturalizzato statunitense che si prende il break a zero e ottiene un set point su servizio dell’avversario, ma la potenza della prima di Carli, aiutato dalla rapidità della superficie, glielo negano. Il set point successivo, deciso da punto secco sul 40 pari, gli assegna anche la seconda partita. Caruana sta esprimendo un ottimo livello: nonostante la statura faccia presumere il contrario, i game più combattuti sono quelli in cui a servire è Carli, grazie all’affidabilità della risposta del romano residente a Austin. Notevole anche il suo anticipo, efficace nel togliere il tempo al rivale, che ha bisogno di più tempo per preparare i suoi colpi. Più combattuto l’inizio di terzo set; pur rischiando, Carli tiene fino al 12 salvando tre occasioni di break. Il suo opponente, invece, al servizio viaggia spedito con una mezza dozzina di ace in totale e si impone con la pressione sulla diagonale di rovescio. Sarà il parziale decisivo a decidere l’esito del match: uno scambio di nastri vincenti al servizio, poi Carli perde un minibreak ma lo recupera subito. Si cambia campo sul 3-3, ed è un nuovo nastro vincente che assegna praticamente il match a Liam Caruana.

Liam Caruana (n. 423, età 19) – Cristian Carli (n. 519, età 21) 43(4) 41 43(4)

PELLEGRINO IN LOTTA – Andrea Pellegrino si è aggiudicato il match più equilibrato di giornata, superando in rimonta, al termine di 4 parziali più tirati di quanto dica il punteggio, Gianmarco Moroni. Il 20enne di Bisceglie ha impiegato un set per entrare in partita, poi, complice anche un leggero calo del suo avversario, ha cominciato a comandare gli scambi da fondocampo, imponendo, soprattutto con il suo meraviglioso rovescio bimane, un ritmo troppo elevato per “Jimbo”. Tuttavia a uscire meglio dai blocchi di partenza è Pellegrino che, nel primo gioco dell’incontro, si porta subito sullo 0-40; Moroni, però, non si scoraggia, annulla le palle break e fa suo il game al killer point. Il classe ’98 romano, scrollatasi di dosso la tensione iniziale, sale in cattedra, strappa la battuta al rivale nel quarto gioco e chiude i conti nel game successivo, facendo valere la maggiore pesantezza dei propri colpi. Il tennista pugliese non si fa prendere dal panico e reagisce con prontezza, piazzando il break alla prima occasione utile e gestendo fino alla fine del parziale il vantaggio acquisito. Nel terzo set Pellegrino scappa via sul 30, mettendo a segno due break chirurgici che indirizzano la sfida. Nonostante la giovanissima età, Jimbo dà prova di grande maturità: anziché gettare la spugna e concentrarsi sulla partita decisiva, inizia a lottare su ogni punto, recuperando uno dei due break di svantaggio. Nel sesto gioco Moroni va addirittura a un passo dal portare la contesa al tie break, ma Pellegrino mantiene i nervi saldi e conquista in extremis il set, vanificando il tentativo di rimonta dell’avversario. Il quarto parziale è una formalità per il numero 385 del mondo che, togliendo due volte il servizio al connazionale, si qualifica per le semifinali dove se la vedrà con il vincente fra Baldi-Berrettini.

Andrea Pellegrino (n. 385, età 20) – Gianmarco Moroni (n. 719, età 19) 14 41 42 41

Scritto da Giacomo Gitti

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SI CONFERMA QUINZI – A imporsi nel derby tra giovani promesse della Tennis Training School di Foligno (una delle migliori realtà a livello nazionale) è, come da pronostico, Gianluigi Quinzi, che si è sbarazzato con un periodico 42 dell’amico e compagno di allenamenti Riccardo Balzerani. C’era grande attesa per il campione di Wimbledon juniores 2013 che, oltre a essere il grande favorito della kermesse dopo Matteo Berrettini, era stato assente dal tour negli ultimi due mesi per risolvere un problema al gomito. In questo periodo di stop forzato, il nativo di Porto San Giorgio ha lavorato, insieme al suo coach Fabio Gorietti, sui punti deboli del suo gioco: servizio e dritto in primis. In battuta i progressi fatti da “Giangi” sono apparsi evidenti, infatti oggi il suo avversario, anche a causa delle rapidissime condizioni del PlayIt milanese, non è mai stato in grado di essere incisivo in risposta. Al contrario il 21enne marchigiano, come spesso gli accade, è stato semplicemente perfetto in fase di ricezione, riuscendo a realizzare il break in ognuno dei tre parziali. Pur avendo mancato in alcune circostanze la palla per il doppio break, il match è sempre stato saldamente nelle mani di Quinzi che, in un’ora di gioco circa, ha archiviato la pratica, ottenendo il pass per le semifinali che lo vedranno opposto a Liam Caruana.

Gianluigi Quinzi (n. 294, età 21) – Riccardo Balzerani (n. 678, età 19) 42 42 42

Scritto da Giacomo Gitti

BALDI A SORPRESA – Per chiudere questa giornata di tennis, entrano in campo Matteo Berrettini, favorito per la wild card, e Filippo Baldi, milanese con i favori del pubblico. Inizia quest’ultimo a servire; cede il servizio sull’1 pari, ma con una grinta degna di nota (e di una classifica migliore) se lo riprende al game successivo. Salva una situazione pericolosa con un servizio vincente sul 22 40-40 e approda al tie break. Il lombardo appare in ottima forma e caricato dal pubblico, mentre Berettini è un po’ troppo falloso in manovra, a causa della stanchezza che gli deriva da un prolungato periodo di impegni agonistici. È così che Baldi vince il parziale decisivo 75. Nel secondo, il numero 122 del mondo si affida spesso all’uno-due per abbreviare gli scambi, ma Baldi stringe i denti e, sempre supportato dal tifo, resiste e si issa sul 21 e poi sul 41, deciso da un doppio fallo del romano. All’inizio del terzo parziale, però, il milanese accusa un piccolo passaggio a vuoto, che concede alla prima testa di serie una grossa occasione: 20 Berrettini. A questo punto, la classifica dice che egli dovrebbe prendere psicologicamente il sopravvento, ma una nuova, eroica reazione di Filippo Baldi lo premia e lo porta al 32. Il set si allunga, dunque, a un nuovo tie break, che si mantiene in equilibrio fra le bordate di entrambi i giocatori finchè non è Berrettini a cedere a un Baldi che ha dimostrato una consistenza ad alti livelli di gioco da campione.

Filippo Baldi (n. 459, età 21) – Matteo Berrettini (n. 122, età 21) 43(5) 41 43(3)

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Due righe riguardanti l’innovativo format di regole: gli incontri sono risultati sicuramente più veloci, come desiderato – le due ore sono mai state superate. Non molto azzeccata, invece, la rettifica del let, che, fra nastri corti e errori nell’arbitraggio, ha creato più disguidi che altro. Se prima si poteva affermare che nel tennis la fortuna ricoprisse un ruolo trascurabile, con questo regolamento non è più così.

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