Next Gen ATP Finals: promossi e bocciati fra le novità nel regolamento

Next Gen ATP Finals: promossi e bocciati fra le novità nel regolamento

Analizziamo una ad una le modifiche che sono state effettuate al regolamento nel Masters under 21 di Milano, in via sperimentale. Ormai famosi i set corti e il no-let, ma ce ne sono anche altre che meriterebbero di non essere relegate nel dimenticatoio.

2 commenti

SET CORTI – La prima novità, per importanza e per impatto, riguarda la durata dei match: il concetto di set corto è stato introdotto per provare ad abbreviare i tempi dei match, con lo scopo di rendere il tennis uno sport un po’ più rapido e dinamico (trascuriamo le motivazioni economiche). Tale obiettivo è stato senza dubbio raggiunto, infatti fra qualificazioni e torneo il “Masters dei piccoli” non ha ancora visto una partita superare di molto le 2 ore di gioco. Personalmente, questa è una regola che mi è piaciuta poco; nonostante alcuni giocatori l’abbiano trovata divertente, penso che il set ai 6 rispecchi di più un concetto su cui il tennis è basato: il rendimento deve essere prolungato nel tempo, non basta avere un picco della durata di un’oretta. Da 41 o 51 sotto le occasioni per rimontare possono sempre capitare, e bisogna essere capaci di approfittarne. D’altronde, molte delle partite più belle della storia sono state rese possibili proprio grazie a questo format che ammette, ogni tanto, maratone da 5 set (senza andare troppo in là con la memoria, Nadal-Dimitrov o Nadal-Federer di quest’anno a Melbourne).

Il mio parere: respinto

LONDON, ENGLAND - JUNE 24:  John Isner of USA (L) poses after winning on the third day of his first round match against Nicolas Mahut of France (C) with Chair Umpire Mohamed Lahyani on Day Four of the Wimbledon Lawn Tennis Championships at the All England Lawn Tennis and Croquet Club on June 24, 2010 in London, England. The match is the longest in Grand Slam history.  (Photo by Alastair Grant-Pool/Getty Images)
LONDON, ENGLAND – JUNE 24: John Isner of USA (L) poses after winning on the third day of his first round match against Nicolas Mahut of France (C) with Chair Umpire Mohamed Lahyani on Day Four of the Wimbledon Lawn Tennis Championships at the All England Lawn Tennis and Croquet Club on June 24, 2010 in London, England. The match is the longest in Grand Slam history. (Photo by Alastair Grant-Pool/Getty Images)

NO-AD – Eccone una, invece, è decisamente più accattivante; anche qui il feedback dei giocatori è stato positivo. Necessariamente, tale regola significa concedere qualcosa al caso, ma penso che il ritorno in termini di spettacolo e imprevedibilità sia molto consistente. Di nuovo, sono dell’idea che, se dovesse essere applicata in toto al libretto delle regole, sarebbe uno stravolgimento un po’ eccessivo, ma l’idea non è da buttare via: magari si potrebbe limitare a qualche torneo, in modo da introdurre un po’ di varietà nelle competizioni. D’altronde, da sempre in allenamento capita, anche spesso, di giocare con il killer point, perciò perché non allargare questa consuetudine anche a una parte di attività agonistica?

Il mio parere: rimandato

RISCALDAMENTO BREVE – Il tempo riservato a tutti i rituali prepartita è stato diminuito di due terzi. Adesso i giocatori di spongono di 5 minuti a partire dall’entrata in campo, e devono prepararsi e riscaldarsi in questo lasso di tempo. Considerando che tutti i giocatori professionisti, prima di un match, dedicano ore al riscaldamento fra preparazione atletica e palleggi, direi che il classico palleggino di riscaldamento risulta assolutamente sacrificabile. Per chi si dovesse preoccupare di questo cambiamento a livello dilettantistico, credo che, se anche venisse introdotto, a quel livello sarebbe rispettato tanto quanto adesso sono rispettati i 5 minuti di riscaldamento: poco o nulla.

Il mio parere: promosso

COACHING – Questa innovazione mi ha fatto fin da subito una buona impressione. Il precedente in WTA prova che non stravolgerebbe particolarmente gli attuali equilibri, mentre invece secondo me è molto interessante poter sentire quello che i coach raccomandano ai loro giocatori durante il cambio campo, e aiuta gli spettatori a entrare di più nello spirito della partita e soprattutto a capire i giocatori, quello che succede nel match e il mondo pro. Inoltre, può anche andare nella direzione di promuovere match più combattuti, con conseguente aumento di spettacolo. Certo, il ruolo dell’allenatore guadagna in responsabilità e prestigio. Utile anche il tablet in campo con le statistiche a disposizione dei giocatori, i quali possono avere un riscontro immediato e certo della loro prestazione.

Il mio parere: promosso

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HAWK-EYE IN DIRETTA – Non penso ci sia molto da discutere su questo punto. Personalmente, mi piaceva vedere i giudici di linea a fondocampo e ogni tanto dubitare di una chiamata, ma se c’è un modo per ridurre le imperfezioni nell’arbitraggio, è giusto adottarlo quanto prima. Un problema può essere costituito dal prezzo dell’impianto, che è piuttosto caro, ma credo che l’ATP sarà in grado di trovare una soluzione che accontenti tutti.

Il mio parere: promosso

NO-LET – Forse la regola più controversa del pacchetto di innovazioni, ha scontentato (naturalmente) i giocatori, confuso gli arbitri in più di una occasione e non ha convinto particolarmente il pubblico. Penso che, in un format che già prevede il punto decisivo sul 40-40, il no-let sia davvero un’evidente esagerazione, che rischia di compromettere l’attendibilità del risultato. E senza notevoli guadagni in termini di attrattiva.

Il mio parere: bocciato

SHOT CLOCK IN CAMPO – Questa è una buona idea, pur senza costituire un cambiamento radicale. In questo modo sia i giocatori che il pubblico possono constatare che i 25 secondo concessi per regolamento alla battuta siano rispettati; maggiore importanza assume, inoltre, il buon senso dell’arbitro, che può decidere di concedere qualche secondo in più in occasione di punti molto lunghi o decisivi per l’esito.

Il mio parere: promosso

Lo shot clock è già utilizzato in NBA per scandire i tempi delle azioni.
Lo shot clock è già utilizzato in NBA per scandire i tempi delle azioni.

PUBBLICO LIBERO DI MUOVERSI – Il permesso di entrare e uscire concesso agli spettatori che occupano i posti ai lati del campo, invece, non mi è piaciuto. Per ora è stato sperimentato in uno stadio non troppo grande, ma penso che a Indian Wells o a Flushing Meadows, dove inoltre il pubblico è noto per la sua chiassosità, una regola del genere possa portare solo fastidi e rallentare lo svolgimento dei giochi.

Il mio parere: bocciato

2 commenti

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  1. Salvatore Ragno - 2 settimane fa

    Piero Falzea

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  2. Monica Magini - 2 settimane fa

    Decisamente d’accordo!

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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