Nick Kyrgios, l’imperatore di Tokyo

Nick Kyrgios, l’imperatore di Tokyo

David Goffin cede alla distanza contro un solido Nick Kyrgios, che si aggiudica il suo terzo titolo stagionale (il primo ATP500) superando il belga col punteggio di 4-6 6-3 7-5

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CONFRONTO DI STILI – Nick Kyrgios, ventunenne di Canberra con origini greco-malesi, è il nuovo campione del Rakuten Japan Open, ATP500 che si disputa – a Tokyo – su campi in cemento all’aperto. In una finale appassionante e ricca di colpi vincenti (settantacinque, in due ore di gioco), il bombardiere australiano ha fatto prevalere, alla lunga, la maggior potenza (del servizio, in primis) contro un combattivo David Goffin, “piccoletto” belga che sopperisce alla mancanza di forza bruta con una straordinaria rapidità (sia di gambe che di braccio) ed eccezionali doti d’anticipo. Kyrgios – rinfrancato dalla agevole affermazione sul top10 Gael Monfils, arrivata dopo un periodo negativo (sconfitte con Borna Coric, Ilya Marchenko e Kevin Anderson) – sembra intenzionato ad aggredire l’avversario già dagli scambi iniziali e, nel quarto game, conquista le prime (due, consecutive) palle break della partita. Nel momento di difficoltà, però, Goffin riesce ad esprimere il proprio miglior tennis e, col servizio e una serie di fulminanti accelerazioni in lungolinea, non solo annulla le palle break (cinque totali nel set) ma nel settimo game strappa anche il servizio all’avversario. Il ventiseienne belga, sciupate tre occasioni di fila per chiudere il set nel game di servizio di un Kyrgios troppo falloso, si aggiudica comunque il primo parziale col punteggio di 6-4.

 

IL CANNONE DI KYRGIOS – Anche l’inizio del secondo set è favorevole a Goffin che, nel terzo game, si procura cinque palle break (di cui tre consecutive).  Qui arriva la svolta: Kyrgios le annulla tutte spingendo al massimo con servizio e dritto (spettacolare quanto rischioso quello incrociato che gli permette di salvare la terza palla break) e, nel game successivo, ottiene il primo break della partita. L’australiano, forte del vantaggio, ritrova la sua arma principale e non concede più un punto all’avversario nei propri turni di servizio: chiuderà il set con un 6-3 e piazzando ben undici ace. In avvio di terzo set Goffin spreca la chance del sorpasso (due palle break nel secondo game) e, da lì in poi, sarà vittima inerme delle possenti accelerazioni del giovane di Canberra. Infatti il “bad boy” Kyrgios, raramente visto così concentrato, aumenta ulteriormente la velocità dei propri colpi costringendo il (più) leggero avversario ad una strenua difesa. Per quanto pugnace, però, il belga soffre troppo il gap fisico e, alla sesta palla break del set, perde il servizio affossando a rete un semplice dritto; è la resa: con l’ennesimo ace (ventitré totali, quasi otto punti su dieci ottenuti con la prima in campo) Kyrgios decreta la fine delle ostilità. Per l’australiano, da domani numero 14 del ranking, è il terzo titolo di una gloriosa stagione: dopo gli ATP250 di Marsiglia e Atlanta, inserisce il proprio nome anche nell’albo d’oro di un torneo 500; giocando con questa attenzione (e limitando quegli atteggiamenti che troppo spesso influiscono negativamente sul suo rendimento), nessun traguardo gli è precluso.

 

 

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