Non é tutto Roger quel che luccica

Non é tutto Roger quel che luccica

I colpi escono fluidi, piatti, precisi ed il Salvatore scaglia senza fatica ventiquattro celeri vincenti, assecondato con immensa gentilezza dall’avversario, che gli permette, senza opporre resistenza, di colpire quasi sempre da fermo.

7 commenti

Quando Federer è entrato in campo, annunciato da una voce disumana che lo celebrava a dovere sotto uno stormo indefinito di urla infervorate, stavo giustappunto terminando la mia dignitosa colazione, gustandomi con accurata lentezza quell’ultimo spicchio di dolcissima Sacher.
Sentendo il solenne proclamo, ho saggiamente deciso di abbreviare i tempi, concedendomi il privilegio di assistere al tanto atteso ritorno del conclamato Vate svizzero.
Romantica era la premessa. A Perth infatti, sedici anni fa, Roger vinse il suo primo titolo, accompagnato dall’argentea presenza della dama Hingis, mentre l’anno successivo, ancora giovane e scapolo, si presentò in coppia con la tennisticamente oscena Mirka, sua futura moglie, manager, padrona e tiranna.
Torna quindi dove tutto cominciò, abbigliato con un pallido completo grigio-azzurro e, dopo aver facilmente ipnotizzato i fedeli, scende in campo contro il modesto Evans, giocatore monotono e prevedibile dall’aberrante rovescio ad una mano.
Il risultato, un rapido 6-3 6-4 scivolato via con pronosticabile scioltezza, viene messo in secondo piano dalla desueta cornice, che accompagna con regolari scrosci di applausi le vezzose movenze del danzatore svizzero.
I colpi escono fluidi, piatti, precisi ed il Salvatore scaglia senza fatica ventiquattro celeri vincenti, assecondato con immensa gentilezza dall’avversario, che gli permette, senza opporre resistenza, di colpire quasi sempre da fermo.
Il fondersi di tocchi, SABR, attacchi in controtempo e volee sobriamente accarezzate, manda in totale visibilio spettatori e giornalisti, che lodano il loro paladino definendolo ormai pronto per fare il Grande Slam in singolo, doppio e doppio misto.
Ma lui, così sapientemente esperto, riesce a nascondere agli occhi dei più quei particolari ancora da aggiustare.
Guardandolo infatti, non posso far altro che notare la sua evidente lentezza in uscita dal servizio, accompagnata, di pari passo, da una certa rigidità e difficoltà solitamente inusuale nel trovare la giusta posizione sulla palla colpendo di dritto.
Ovviamente non posso pretendere di poter assistere sin dal primo istante alla miglior versione di Federer, ma la speranza di poter vincere uno Slam, rimane ancora, per me, utopistica.
Ma il tempo passa ed il Re non passa mai, quindi perché privarlo dell’ultimo romanzesco obiettivo?

7 commenti

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  1. Antonio Mulone - 8 mesi fa

    Credo che la critica faccia parte della crescita in qualsiasi settore della vita e e quindi anche sportivo; ma credo che una critica per essere considerata tale debba essere sostenuta dal buon senso e debba avere come scopo primo la sfumatura di consiglio al fine di migliorare.. Dopo il dovuto preambolo ritengo che scrivere che Il sig. Federer sia stato “assecondato” , espressione quanto mai impropria, dall’avversario insinuando la sua mancata resistenza sia una folle svista,ed una clamorosa offesa ad Evans, professionista degno di considerazione; completo dicendo che è chiaro che non sussistono basi di verità nel sostenere che Federer abbia colpito da fermo, mi soccorrono a testimonianza i diritti in corsa fulminanti, ai quali neanche la “voce esperiente” di Eurosport è riuscita ad apporre commento esaustivo.. Detto ciò il mio intervento vuole essere ponderato e di consiglio alla pagina/blog per eventuali prossimi articoli, al fine ,come dicevo prima, della crescita.

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    1. Tennis Circus - 8 mesi fa

      Ciao Antonio, grazie per il tuo intervento centrato, educato e quindi apprezzato. Ovviamente, scrivendo io il pezzo, esprimo ciò che a me è rimasto del match, che quindi non vuole ergersi ad assoluta verità. Detto ciò, durante tutto l’arco della partita Federer ha colpito da fermo la maggior parte delle volte (con alcune logiche eccezioni), facilitato, appunto, da una scarsa resistenza da parte del suo avversario, dovuta a motivi che possono essere emotivi, tecnici o tattici.

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    2. Antonio Mulone - 8 mesi fa

      Grazie per la replica altrettanto educata e per la considerazione datami in quanto lettore.. Mi appare chiaro che il vostro non vuole essere un “pezzo” che si erga a verità assoluta e perfetta, e mi sembra ancor più evidente che abbiate colto a pieno il senso della mi ponderata critica. Questo accresce la mia stima, per quello che vale

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  2. Giovanni Sanna - 8 mesi fa

    Avrebbe dovuto continuare ad ingozzarsi con la sacher torte, Corradi, si sarebbe addolcito un po di più e non avrebbe scritto così tante cazzate!!!!

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  3. Vale Dolfini - 8 mesi fa

    Non è una critica gratuita ma un vedere con occhi veri un Roger che porta i suoi 35 anni con 6 mesi di assenza, con il suo fascino che incanta…ma anche con le sue défaillance….!!!! FORZA ROGER ❤️❤️❤️

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  4. Alessio Grasso - 8 mesi fa

    Ho notato anche io la difficoltà a fare spazio alla palla con il corpo, soprattutto quando doveva giocare il dritto anomalo in lungo linea.. non mi sembrava invece cosi lento in uscita dal servizio, considerando che comunque era la prima partita dell’anno. L’anno scorso e due anni fa a Brisbane ricordo esordi ben peggiori con avversari forse ancora più modesti!

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  5. Sandro Bergianti - 8 mesi fa

    Non ho capito se è invidia, se è critica compulsiva fine a se stessa, ma cosa vogliamo pretendere da un Signore di 35 anni , dopo sei mesi di stop che il Tennis , quello con la T maiuscola , dovrebbe ringraziare altro che criticare, ma criticare è più facile che cogliere le magie che ci ha fatto vedere, perché quelle non fanno notizia, la critica sì.

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