Novak Djokovic: “I controlli antidoping attuali sono più che sufficienti”

Novak Djokovic: “I controlli antidoping attuali sono più che sufficienti”

Il serbo Novak Djokovic ha voluto dire la sua in riferimento ai controlli antidoping dopo che Rafael Nadal e Roger Federer si sono pronunciati qualche giorno fa chiedendo più controlli e nuove misure per combattere il doping.

Il serbo Novak Djokovic ha voluto dire la sua in riferimento ai controlli antidoping dopo che Rafael NadalRoger Federer si sono pronunciati qualche giorno fa chiedendo più controlli e nuove misure per combattere il doping. Nelle parole raccolte da Tennis.com, il tennista di Belgrado crede che il sistema di uso attuale è più che sufficiente e inoltre critica il fatto di dover essere sempre a disposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno.

Queste parole di Djokovic arrivano un paio di giorni dopo quelle di Murray, Federer e Nadal che hanno fatto appello a maggiori controlli antidoping e nuovi metodi per combatterlo. Proprio Federer è rimasto sorpreso dal fatto che non si facciano più test, soprattutto dopo le finali, mentre Nadal ha chiesto che dovrebbero esser resi pubblici i risultati di tutti i giocatori.

Novak pensa che il sistema attuale è sufficiente: “Penso che vengano fatti controlli sufficienti. Credo che loro scelgano a caso i giocatori e i posti dove vengono controllati. Io sono sempre a disposizione. Sanno dove mi trovo e non ho nulla da nascondere, quindi se uno dei controllori viene da me, lo ritengo giusto”, dice il serbo. Djokovic due anni fa, è stato criticato dopo che il suo amico Viktor Troicki è stato sospeso per aver rifiutato di sottoporsi ad un controllo. Nole disse, infatti, nel 2013 che il sistema attuale non era giusto. “Quello che è successo con Viktor dimostra che il sistema e l’agenzia antidoping non funzionano. Non mi fido più della WADA” commentò due anni fa.

Il sistema attuale di antidoping, amministrato dall’ITF e finanziato dall’ATP, dalla WTA e dai Grandi Slam, ha aumentato significativamente i controlli per due anni dopo l’introduzione del passaporto biologico. Secondo le statistiche il programma realizza più di 3500 test ogni anno, 1400 dei quali non durante i tornei. I top 50 sono coloro che devono sostenere più controlli durante l’anno (almeno 7).

Novak ha aggiunto che dover dire dove ci si trova ogni giorno è molto noioso. “Questo requisito è un po’ troppo ed è inutile dover dire ogni giorno dell’anno dove si sta”, assicura il numero 1 del mondo. “Se non sei nel posto che hai detto, allora ricevi un avvertimento, dopo due e con un altro ti sospendono. Credo che sia troppo”.

“La stagione tennistica è molto lunga e loro sanno dove stiamo e dove possono trovarci. Quando sei in vacanza e vai da una parte all’altra, cambiando spesso città può essere difficile comunicare sempre dove ti trovi in quel momento”, conclude.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy