Novak Djokovic, ritorno sulla Terra

Novak Djokovic, ritorno sulla Terra

Dopo la sconfitta subita a Wimbledon, Novak Djokovic, abbandona il sogno del grande slam e si concentra su altri obiettivi

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Come ci ricorda il sito della  FIT “dieci anni fa, l’allora diciannovenne Novak Djokovic vinceva il suo primo titolo Atp ad Amersfoort, in Olanda, battendo il cileno Nicolas Massu. All’angolo del serbo c’erano già Marjan Vajda, l’ex pro che gli fa da coach fisso affiancandosi oggi a Boris Becker, e la fidanzata, Jelena, che ha poi portato all’altare. Era molto più povero di muscoli e sicurezza di oggi ma, era ugualmente deciso.”

TRASFORMAZIONE – Come dicevamo sono passati dieci anni e, oggi, Novak è arrivato ad un passo dalla gloria eterna.  Djokovic ha vinto tutto o quasi tutto quello che si poteva vincere.  Secondo quanto lui stesso racconta ha lavorato moltissimo in questi anni per migliorarsi sia fisicamente che mentalmente. Ha combattuto alcune intolleranze alimentari. Ha eliminato il consumo di glutine che a detta di un suo amico medico ne rallentava il metabolismo ed i movimenti. Ha iniziato a praticare discipline orientali per aumentare la sua “mindfulness”. Pratica stretching. Ride e scherza con i ball boys. Salvo poi mostrare tutta la sua tensione quando li riprende o quasi li colpisce con le palline.

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SOGNO SFUMATO – Dopo avere vinto il Roland Garros, quel traguardo che forse anche a lui stesso sembrava irraggiungibile,  quando si sono schiuse per lui le porte dell’Olimpo è improvvisamente crollato. Fisicamente e psicologicamente. Ha mostrato come anche lui è semplicemente un “ragazzo cresciuto sotto i bombardamenti della guerra civile”.  Con tutte le sue debolezze, con tutte le sue paure… Non ha retto il peso del Grand Slam. Un traguardo raggiunto solo a due tennisti nella storia (l’ultimo Rod Laver nel 1964), sfuggito immeritatamente, diciamo noi, perfino allo svizzero Roger Federer, maestro di tecnica, tocco di palla, stile.

CACCIA ALL’ORO – Finiti i sogni slam, quindi, per Nole, ora, si prefigurano “miseri” obiettivi. Il serbo andrà a Cincinnati per conquistare l’unico Master 1000 a lui mancante in carriera. Cercherà, inoltre, anche i punti per garantirsi, almeno fino a fine anno, la posizione numero uno del ranking. Con la vittoria di Wimbledon, Andy Murray ha rosicchiato parecchi punti al serbo. Ma non crediamo ci debbano essere problemi. Sopratutto perché il suddito di sua maestà ha dato forfait alla Rogers Cup. Torneo nel quale difendeva parecchi punti. Il numero uno del mondo, inoltre, cercherà di vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio. Per realizzare il Career Gold Slam, fin ora riuscito solamente ad Andre Agassi e Rafa Nadal. Zika permettendo. E, poi, ricordiamoci degli Us Open che non sono mica un torneo amatoriale. Previsioni? Lasciamo a Voi l’arduo fardello.

A Toronto, intanto, Djokovic giocherà anche il doppio in coppia con Zimonijc. Mentre nel tabellone di singolare si profilo uno scontro con il canadese Milos Raonic nell’eventuale semifinale del torneo.

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