Ocera una volta… Del Potro che perdeva contro un barista

Ocera una volta… Del Potro che perdeva contro un barista

Scorriamo indietro nel tempo sino al 2005, anno in cui un allora diciassettenne Juan Martin Del Potro perdeva il match di semifinale del Futures di Bassano del Grappa contro Massimo Ocera, una giovane promessa del tennis italiano.

27 commenti

Veniamo a conoscenza di questo curioso aneddoto da un interessantissimo articolo scritto dal collega Marco Caldara, de Il Tennis Italiano.

2005, tempi non sospetti, Torneo Futures di Bassano del Grappa, semifinali:  un certo Juan Martin del Potro, un ragazzotto argentino di 17 anni, la faccia da cane bastonato e quell’espressione sopita che celava probabilmente già  allora una grinta comune a pochi, sfida una giovane promessa italiana, Massimo Ocera, un talento cristallino alla Adelchi Virgili, nato sotto il segno della mole antonelliana, un classe 1982 dotato dagli dei del tennis di un rovescio ammaliante: la partita è senza storia, Ocera archivia la pratica con un 6-0 6-1 che non ammette repliche; il torinese andrà poi a vincere il torneo, il quarto della sua carriera. Sarà  invece questa l’ultima partita giocata a livello futures dal ragazzo originario di Tandil: nessuno allora, nemmeno il più grande dei sognatori, poteva pensare di trovarsi dinnanzi ad un futuro campione, in grado di vincere un torneo dello Slam battendo prima Nadal in semifinale e poi Federer in finale. Eppure la storia la conosciamo tutti: quel ragazzotto avrebbe fatto molta strada, costruendosi una carriera che sarebbe potuta forse essere molto più vincente se solo non fosse stata falcidiata da una sfortunatissima serie di infortuni che ha ripetutamente costretto Delpo ai box; un gigante dai polsi d’argilla che allora era solo un semplice ragazzino, che non faceva alzare nessun mento, che non catturava l’attenzione delle testate giornalistiche. Ocera era invece allora una promessa, uno di qui ragazzi che tutti si aspettano, o forse sperano, un giorno possa diventare un campione, revitalizzando un movimento tennistico che già allora non godeva di grande salute: era uno di quelli che sarebbe arrivato, dicevano gli esperti, uno che con quei mezzi tecnici non può che essere destinato a stare fisso almeno fra i primi trenta. Il tennis però è un amante infido, e delle molte promesse d’amore che fa sono ben poche quelle che mantiene: fu così che l’astro nascente si perse fra le stelle poco luminose, e si spense a soli 24 anni, età a cui Massimo decide di smetterla col tennis professionistico, per coltivare l’altra sua grande passione, destinata a prendere il sopravvento su quella sportiva, l’arte. Oggi Massimo Ocera suona in un piccolo gruppo, i Balzi del Mulo, ha pubblicato due album in studio e sta lavorando al terzo; ha scritto anche due libri di poesie, “Inattesa” e “Scintille”; nel 2015 poi il fu tennista ha aperto un bar-vineria in quel di Palazzolo, il Covo dei Muli (l’estro creativo deve averlo trasferito dalla racchetta alla sua nuova attività ).

In quel lontano giorno della semifinale del torneo futures di Bassano del Grappa però era solo un ragazzo che sognava di diventare un campione, ed è meraviglioso pensare oggi come la sua strada abbia incontrato, anche solo per un attimo, quella di Juan Martin Del Potro, tangente in un punto ad una retta destinata a salire esponenzialmente sino a raggiungere i vertici del tennis mondiale, in un limite per x che tende al campione: allora le parti erano invertite, Ocera sembrava una promessa del tennis italiano, e Del Potro uno dei tanti. L’anno dopo però il gigante di Tandil era  già  nei top 100, ed il resto della storia la conoscete già . Eppure Delpo ci sapeva già  fare, veniva da tre vittorie futures ed aveva un gioco di quelli concreti, senza troppi fronzoli, ma non sembrava possedere la scintilla del campione; “[…] si vedeva che era centrato, che aveva ben chiaro il suo percorso e i suoi obiettivi, ma non ho pensato potesse diventare un fenomeno. Non mi aveva impressionato come altri. Tipo Bolelli, che affrontai in quello stesso torneo: mi tirò un vincente di diritto che lo ricordo come fosse ieri”, ha affermato Ocera in un’intervista recente; e ancora ” las ensazione è che un match così non gli fosse mai capitato. Era rimasto sorpreso, si capiva che non ne era abituato” ha aggiunto l’artista torinese narrando di come, dopo il match, l’argentino fosse scoppiato in lacrime negli spogliatoi.

Domani Juan Martin Del Potro scenderà sul centrale di Flushing Meadows per giocarsi la seconda finale slam della carriera, facendo ciò che ama fare, sebbene il destino abbia più volte provato a negargli tale gioia. Ocera invece probabilmente si recherà  in studio, lavorerà  ai pezzi del suo nuovo album, e la sera si recherà  al suo bar, ad intrattenere i clienti con la sua musica e le sue poesie, facendo anch’egli ciò che ama fare, fuori da quel rettangolo con le righe bianche dove nel 2005 batteva 6-0 6-1 il semifinalista degli US Open 2016. La vita è strana, ma dannatamente bella, e vissero tutti felici e contenti.

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  1. Claudio Bianchi - 3 mesi fa

    Massimo O c’era. Juan Martin c’é……………

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  2. Fabio Bartolucci - 3 mesi fa

    Peccato che l’Italia abbia solo promesse e zero campioni

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  3. Fabrizio Cesari - 3 mesi fa

    SI È VISTO GLI ITALIANI PROMETTENTI DOVE SONO!!!!!!!!

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  4. Andy Sans - 3 mesi fa

    Er bar l’ha aperto nel 2015, mica quanno giocava co DelPo

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  5. Alessandra Nobili - 3 mesi fa

    Valeria Nobili

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    1. Valeria Nobili - 3 mesi fa

      Gran bellino

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  6. Salvatore Coscarelli - 3 mesi fa

    Leo Federer

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  7. Enrico Carrossino - 3 mesi fa

    Se ne vanterà per il resto dei suoi giorni… Secondo me ha comprato il bar apposta

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  8. Giulio D'Errico - 3 mesi fa

    Lui ha battuto Delpo, che ha battuto Federer.
    Vale la proprietà transitiva nel tennis?

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  9. Roberto Marelli - 3 mesi fa

    Massimo Ocera

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  10. Stefano Fierro - 3 mesi fa

    citate la fonte nel post. Articolo di Il Tennis Italiano e del loro giornalista Caldara

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    1. Davide Lhamid - 3 mesi fa

      È citata :)

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    2. Stefano Fierro - 3 mesi fa

      si, nell’articolo. Credo sia corretto anche farlo nel post visto che comunque è visibilità.

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    3. Tennis Circus - 3 mesi fa

      Non capisco questa polemica. Noi siamo fra le pochissime testate che citiamo le fonti e non rubiamo quando attingiamo contenuti di altri (a differenza.di altri, come abbiamo imparato a nostre spese);. A chi interessa l’articolo entra e vede testata autore e link di riferimento. – La Redazione

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    4. Stefano Fierro - 3 mesi fa

      Non volevo far polemica.
      Mi pare solo corretto che venisse citato autore e fonte anche nel post di “richiamo” su fb.
      Nessun problema

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  11. Tiziano Bastoni - 3 mesi fa

    Ps Delpo è in semifinale, non in finale….per ora….

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  12. Davide Calvaresi - 3 mesi fa

    Paolo Bur Rosati

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    1. Paolo Bur Rosati - 3 mesi fa

      Del potro mi usta

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    2. Davide Calvaresi - 3 mesi fa

      Paolo Bur Rosati del potrò senza infortuni sarebbe stato numero 1 e avrebbe vinto 6/7 slam

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  13. Sabatino Furnari - 3 mesi fa

    E poi ha un bel gruppo suonano bene…..

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  14. Francesco Biagetti - 3 mesi fa

    Federico Barboni

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  15. Sabatino Furnari - 3 mesi fa

    Bellissima storia nella quale ognuno ha trovato la strada che meglio lo soddisfa, però se del Potro andasse un giorno a bere qualcosa nel locale di Massimo.

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  16. Paolo Rizzo - 3 mesi fa

    Il tennis è testa, passione ed equilibrio. Caratteristiche che noi italiani non abbiamo. Ci deve essere un motivo se non abbiamo mai avuto un top nel ranking…

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    1. direi che il discorso del tennis andrebbe esteso ad altre discipline come la boxe, dove invece di atleti top level ne abbiamo avuti…..

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  17. Simone Sarrocco - 3 mesi fa

    MO TIRA I SCALDABAGNI DE CERAMICA COL DIRITTO ..GRANDE DELPO UMILE E’ FORTISSIMO

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  18. Belle storie..

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  19. Cecilia Martini - 3 mesi fa

    Gaia

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