Papà Federer e l’allegra famiglia del tennis

Papà Federer e l’allegra famiglia del tennis

Dopo la sconfitta patita contro il giovane aussie Thanasi Kokkinakis, lo svizzero, ha ufficializzato la decisione di non giocare alcun torneo sulla terra rossa, lasciando, così, spazio a Nadal che nel frattempo è tornato numero uno senza giocare una partita da gennaio. Siamo sicuri che tutto questo faccia bene al tennis? Biisognebbe cambiare qualcosa all’interno del circuito professionistico? Solo i nextgen lo potranno dire!

di Fabrizio Messina

SUNSHINE FAILURE. Dopo avere consegnato (sprecando tre match point sul proprio servizio) il titolo di Indian Wells nelle mani di un immenso Juan Martin Del Potro, un impaziente ed a tratti, stanco e nervoso Roger Federer ha salutato in anticipo (parecchio in anticipo), anche, la soleggiata Miami e, con essa, la testa della classifica mondiale, clamorosame nte ri-conquistata, qualche settimana fa, alla non più giovane e da record età di ben 36 anni suonati. La sconfitta è maturata, nuovamente, al tie-break del terzo set, proprio, come era accaduto contro l’argentino qualche giorno prima, nel caldo del deserto californiano, contro il ventunenne greco-australiano Thanasi Kokkinakis che, dopo una lunga assenza dai campi da gioco sembra, speriamo, definitivamente, abbia superato l’infortunio alla spalla che lo aveva costretto a subire un intervento chirurgico nel dicembre del 2015.

La sconfitta con Kokkinakis ha lasciato, sicuramente, il segno su sua maestà Roger Federer. Brucia soprattutto, il modo in cui lo svizzero ha perso queste due partite. Sprecando occasioni, facendo venire a galla tutti i limiti fisici con cui anche un atleta, “senza tempo”, come lui deve inevitabilmente fare i conti, innervosendosi ed infine  prendendosela perfino con l’arbitraggio.

ATTESA&DELUSIONE. In occasione della abituale conferenza stampa post partita di Miami, lo svizzero, ha espresso tutto il suo rammarico e la sua delusione per come sono andate le cose negli States. Due “settimane di follie”, in cui unica nota positiva è stata la presentazione della seconda edizione della Rod Laver Cup.

Come era, già da tempo, nell’aria ed atteso da tutti gli appassionati e dagli addetti ai lavori, lo svizzero ha ufficializzato la decisione di saltare tutta la stagione sulla terra rossa. Questo renderà monco, per almeno tre mesi, il circuito ATP, del suo giocatore più rappresentativo. “Mi allontanerò da tutto per tornare sul campo ancora più motivato”, ha dichiarato Federer. “E’ più facile giocare su due superfici che su tre.” Arrivederci ad Halle, quindi, il 18 giugno. Chi segue il circuito sa bene che molto probabilmente, Federer avrebbe saltato la stagione sulla terra, anche nel caso in cui avesse trionfato sia a Miami che ad Indian Wells.

Solo che avrebbe salutato tutti più soddisfatto di sè e del lavoro svolto. Purtroppo non è stato così. Ma è il bello dello sport. Siamo, tuttavia, sicuri che sia normale non disputare una intera parte della stagione? Senza fare paragoni con altri sport e ben sapendo di aprire un capitolo alquanto controverso del mondo tennis che si presta a facili ed infuocatissime polemiche, vorremmo conoscere il vostro parere in merito. Precisando, però, che oggetto del dibattito non sono le libere decisioni dello svizzero, dettate da sappiamo tutti  quali esigenze e vicende  ma, quanto, il meccanismo di funzionamento del ranking proposto dall’ATP. Un sistema che, probabilmente, tende a favorire più gli sponsor ed i contratti piuttosto che i giocatori ed il gioco del tennis. 

John McEnroe, Rod Laver, Roger Federer e Nick Kyrgios a Chicago per presentare l'edizione 2018 della Laver Cup
John McEnroe, Rod Laver, Roger Federer e Nick Kyrgios a Chicago per presentare l’edizione 2018 della Laver Cup

OLTREOCEANO. Ancor prima dell’inizio dell’era open era normale assistere al dominio territoriale dei giocatori di casa nei rispettivi slam. Spostarsi, soprattutto da un continente all’altro, costava parecchio tempo e denaro. Le superfici erano, tuttavia, quasi tutte identiche. A parte la terra francese, quasi tutti gli altri tornei si giocavano sull’erba. Non è un caso se l’ultimo giocatore a realizzare il Grande Slam sia stato Rod Laver nel lontano 1969. Oggi, viaggiare è molto più facile, sebbene, sia ancora oneroso per chi fuori voglia farsi strada nel tennis che conta. Quello che invece si è complicato sono le superfici dei campi che con l’introduzione di nuovi materiali, più o meno scenografici e più o meno delicati per le, già doloranti, articolazioni di tanti tennisti, sono diventate anche troppo variegate, al punto da spingere l’ATP a cercare, in qualche modo, di uniformarle.

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IL RE DELLA TERRA. Come conseguenza della disastrosa campagna americana di Re Roger, lo spagnolo Rafa Nadal è tornato numero uno del mondo. Grazie al perverso meccanismo alla base del ranking mondiale, Nadal, ha raggiunto questo traguardo senza giocare un match dal 24 gennaio di quest’anno; quando al quinto set del match valevole per l’accesso alle semifinali degli Australian Open giocato a Melbourne contro il croato Marin Cilic, fu costretto al ritiro per un problema alla gamba destra. “Ci sono troppi infortuni” disse Nadal in quella occasione. “Bisogna tutelare la salute dei giocatori. Non so a cosa andremo incontro continuando a giocare su queste superfici.” E, non era la prima volta che Rafa si lamentava.

Alexander Zverev , 20 anni. Numero 5 del mondo.
Alexander Zverev , 20 anni. Numero 5 del mondo.

BUSINESS. Superfici troppo dure ma, anche, troppo diverse, come dicevamo prima. Ed un calendario troppo fitto che non concede ai giocatori il tempo sufficiente per adattarsi alle diverse condizioni di gioco. Sono questi due dei mali principali del tennis moderno a livello professionistico. Come loro conseguenza, gran parte giocatori sono costantemente soggetti ad infortuni più o meno gravi. Nonostante i preparatori viaggino con loro e nonostante l’ATP, sostenga che la percentuale degli infortuni non è dissimile rispetto al passato. La verità è quella sotto gli occhi di tutti: Novak Djokovic, ha problemi al gomito, Andy Murray all’anca e, poi, Key Nishikory che ha ricominciato dai challenger, Raonic che è il fantasma si se stesso, Wawrinka, Almagro  infortunato al ginocchio, lo stesso Thiem che di anni ne ha appena 25!

Denis Shapovalov e Felix Auger- Aliassime nel 2015
Denis Shapovalov e Felix Auger- Aliassime nel 2015

ATTENTI A QUEI DUE! Come criticare, dunque, chi nel tentativo di allungare la carriera è portato a fare delle scelte e delle inevitabili rinunce?  Il fatto di per se non susciterebbe tante discussioni se non parlassimo del numero uno e del numero due del mondo. Rispettivamente di 31 e 36 anni. Non pochi per due giocatori che continuano a spartirsi gli slam in parti uguali! Dietro di loro, apparentemente, c’è il vuoto.  Con Murray e Djokovic fuori, chi può davvero impensierire Nadal e Federer, se non i loro stessi acciacchi?

SALTO GENERAZIONALE. Nel circuito femminile l’assenza di Serena Williams ha favorito l’alternanza al vertice del ranking WTA. Lo stesso non è accaduto fin’ora nel circuito maschile dove a giro sono sempre gli stessi giocatori a vincere le prove del grande slam ed a dominare il circuito. Qualcosa si sta, tuttavia, muovendo. Alla vetta del ranking si vedono volti nuovi che, sono convinto, riusciranno ed anche bene, a fare ciò in cui hanno fallito i vari Raonic, Nishikory, Dimitrov. Una generazione di giocatori di età compresa tra i 24 ed i 28 anni che avrebbero dovuto rappresentare il ricambio generazionale ma che invece si sono letteralmente schiantatasi sul muro inossidabile dei “Fab four”.  Per avvalorare questa tesi basta guardare ad Alexander Zverev capace a soli venti anni di fare molto più dei suoi su-citati fratelli maggiori.

Rotterdam 2018 - si scrive la storia.
Rotterdam 2018 – si scrive la storia.

Il tedesco è già il numero 5 del mondo e tra i suoi scalpi vanta anche quello di papà Roger. Oppure, Kyrgios che di anni ne ha, tuttavia, già 22. Si, credo che saranno proprio i nextgen a traghettare il tennis verso un nuovo ordine, con buona pace dei loro fratellini maggiori. La next generation sta avendo la fortuna di potere maturare, confrontandosi con Federer e Nadal ma, senza la pressione di doverli scalzare dal tetto del mondo. Una volta che Federer deciderà di appendere la racchetta al chiodo e, così come stanno andando gli eventi per quel momento anche Nadal, Djokovic, Murray e Wawrinka avranno fatto lo stesso, senza “adulti” tra i piedi e con buona pace dei fratelli maggiori questi ragazzini saranno finalmente liberi di scorrazzare indisturbati in giro per il circuito. Creando quel caos “conditio sine qua” per preparare il nuovo ordine, ovvero, l’avvento di un nuovo “Numero 1uno del mondo”. 

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  1. Claudio Bianchi - 4 settimane fa

    Ma neanche dipinti……

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  2. Paolo Gagliano - 4 settimane fa

    È ora di una nuova generazione se si vuole ridare interesse allo sport

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  3. Cristiano Zatini - 4 settimane fa

    1000 su erba non ce ne sono.

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    1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

      Ciao Cristiano grazie per il post. effitivamente non ce n’è”

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  4. Enrico Filippini - 4 settimane fa

    Benvenuto nell era della tecnica,della tecnologia e dei superguadagni. Gli sfigati che si lamentano ma non sono capaci di scendere dal carro e King che in assoluta compostezza cavalca la sua onda immortale

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    1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

      Caro Enrico, grazie del tuo post. Puoi spiegarti meglio?!

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  5. Giuseppe Schepis - 4 settimane fa

    Potrebbe vincere qualche torneo soprattutto se nadal non sta benissimo ma sa che gli costerebbe parecchio in termini fisici e lui ormai vuole restare nel circuito piu tempo possibile

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    1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

      Infatti…

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  6. Giulio Marchio - 4 settimane fa

    Federer non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno . Gioca a tennis come soltanto in paradiso sanno fare da più di 20 anni , ha giocato , vinto(molto) e anche perso . A 37 anni può decidere quando giocare e su quali superfici , senza che nessuno debba lamentarsi . Adesso tocca agli altri , ai giovani e ai meno giovani e comunque più giovani di Federer darsi da fare

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    1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

      Caro GIulio, grazie per il tuo post. Infatti speriamo e confidiamo tutti nelle nextgen

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  7. Angela Serusi - 4 settimane fa

    Beh scusate ma se io fossi nella sua posizione e potessi decidere dove mi è più agevole “lavorare” farei la stessa cosa. Fermo restando che se lo può anche permettere mi pare.

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    1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

      Cara Angela, grazie per il tuo post. Si, pure noi e lui…. abbastanza!!

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  8. Pietro Vadalà - 4 settimane fa

    il circuito è ben congegnato e la divisione equa dei master 1000 quanto a superfici lo dimostra….purtroppo Federer ha deciso dallo scorso anno di giocare solo i tornei che puo vincere saltando quelli dove non puo……decisione unica tra i big e comune tra i giocatori di challenger che devono guadagnare classifica.

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    1. Damiano ROlland - 4 settimane fa

      Beh insomma distribuzione equa dei master 1000? Non sono per niente d’accordo, dovrebbero essere distribuiti equamente tra terra rossa, indoor, cemento ed erba. Cosa che non avviene assolutamente.

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      1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

        Per la stessa ragione Nadal si lamenta che il Master di fine anno non si sia mai giocato sulla terra

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  9. Emilia Grossi - 4 settimane fa

    non fanno bene al tennis qust scelte ma sono loro gli “attori” che si scelgono la parte noi siamo spettatori

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    1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

      Ciao Giulia, grazie per il tuo post. Come diceva qualcuno the worls is stage e ognuno recita una aprte :-)

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  10. Riccardo Pinardi - 4 settimane fa

    Ovviamente sa che sulla terra non vincerebbe mai

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    1. Alessandro Mazzoli - 4 settimane fa

      Partecipando ai tornei sul rosso si garantirebbe il numero 1 a fine anno….visto che difende 0 punti contro i 4600 di Natal dello scorso anno….. e ti dico che il Sig. NADAL anno scorso ha partecipato a Parigi- Bercy…ha vinto 2 partite per poi ritirarsi dal torneo avendo sicuro il numero 1….. signori si naece…. Roger fare tutto il rosso vincendo 2-3 partite a torneo garantendosi molti punti….ma preferisce arrivare integro per la stagione sull’erba

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    2. Federico Goffredo - 4 settimane fa

      Tutto giusto Alessandro Mazzoli ma non dubitare su Nadal. É un gran signore

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    3. Alessandro Mazzoli - 4 settimane fa

      Federico Goffredo si questo è vero….. però Roger non può forzare….si è visto….ha fatto Rotterdam per diventare numero 1 ed è arrivato ad indian weels cotto …

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      1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

        Caro Alessandro, grazie per il tuo post… Si gli anni perdonano… Se avesse sfruttato alemno un match poitn contro DELpo. Chissà, forse sarebbe a lottare anche a miami 😉

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    4. Mirko Cappilati - 4 settimane fa

      Be insomma gran signore vediamo se fatalità sul rosso non ha piu problemi fisici.poi me lo dirai.fatalità dove vuole rientra sempre in forma.FEDERER non ha mai giocato solo una partita per essere sicuro del n 1.ha giocato sempre fino in fondo.

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      1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

        Caro Mirko , grazie del tuo post. A questi livelli sono tutti signori!

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    5. Alessandro Boesso - 4 settimane fa

      L’alternativa è che smetta di giocare…. Non si può pretendere che a 37 anni si sgambetti per 50 settimane anno…a meno di uscire al primo turno ovunque…. Già aver partecipato a Rotterdam, poi lo ha cotto per i tornei più importanti… Lui compete per vincere; altrimenti resta a casa… Non tocca più a lui esserci sempre…

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      1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

        Esattamente! Hai colto in pieno l’oggetto dell’articolo. Il problema non è Roger ma il vuoto dietro di lui che solo la nextgen speriamo riuscirà un domani a sapere colmare

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    6. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

      Caro Riccardo, grazie del tuo post. Mai dire mai ! :-)

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    7. Cristina Piano - 4 settimane fa

      Anche Federer ha giocato Rotterdam per il numero 1…o sbaglio?
      Cmq va bene preservarsi data l’età e la poca attinenza col rosso, ma saltare per il secondo anno consecutivo lo slam parigino, non avendo nessun infortunio, è abbastanza vergognoso, parere mio personale.

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  11. Riccardo Dominici - 4 settimane fa

    Avete detto tutto e non avete detto un cazzo …

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    1. Fabrizio Messina - 4 settimane fa

      Ciao Riccardo, grazie del tuo post ! L’intento dell’articolo era proprio quello di chiedere a voi un parere ! Tu che ne pensi del meccanismo del ranking ATP?

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