Pepe Imaz: “Non mi sento colpevole del calo di Djokovic”

Pepe Imaz: “Non mi sento colpevole del calo di Djokovic”

Il guru spirituale del serbo analizza la situazione una volta per tutta e si dichiara innocente per quanto riguarda il terribile momento che sta attraversando il suo adepto.

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Da quando Novak Djokovic ha abbassato drasticamente il suo livello di gioco e risultati sono molti quelli che hanno addossato la colpa a Pepe Imaz. Consigliere spirituale del serbo e uno dei membri più enigmatici del suo team, Imaz secondo molti è il vero responsabile di questa crisi.

Molti incolpano Pepe di aver trasformato un animale da competizione in una specie di hippie della racchetta per cui le sconfitte non hanno importanza. In altre parole, di avergli tolto l’ambizione e la determinazione che l’hanno fatto salire sul gradino più alto del tennis mondiale. Durante la finale di Roma, in cui il serbo ha sofferto molto contro Zverev, molti si sono rivolti direttamente a Imaz per strappare qualche dichiarazione e lui ha accettato: ha spiegato la routine di lavoro del serbo e ha fatto chiarezza durante la sua presunta responsabilità riguardo la crisi di Nole.

Il Riojano, che ai tempi è stato numero 146 del ranking mondiale ATP, in un intervista per il programma Tie Break, ha dichiarato in che cosa consiste il suo lavoro con l’ex numero uno del mondo e ha esposto la sua visione riguardo il brutto momento che sta attraversando: Pepe Imaz si definisce una specie di consigliere emozionale, che oltre a Djokovic, ha lavorato con giocatori e giocatrici come Fernando Verdasco e Flavia Pennetta.

Lo spagnolo, che basa la filosofia su l’amore, il rispetto e l’accettazione di sé stessi, ha ammesso di aiutare tutti questi giocatori basandosi sulla sua esperienza personale: “Mi facevo del male perchè non arrivavo dove volevo o dove si sperava arrivassi. Mi stavo causando dei danni” – confessa – “La mia forma di crearmi dolore è stata attraverso il cibo. Sono stato bulimico. Pensavo che il cibo potesse riempire il vuoto che avevo dentro. A un certo punto ho capito che rispettare e amare sé stessi era l’unica soluzione.

Ho voluto unire le mie competenze nel tennis e ciò che, effettivamente, mi ha aiutato” – spiega Imaz prima di ammettere di non avere nessuna preparazione da allenatore – “Ho conosciuto Djokovic tramite suo fratello Marco. Stava passando un momento molto brutto e ho applicato a lui i metodi che hanno aiutato me. Funzionò e subito le cose cambiarono. La sua famiglia era molto contenta e Novak ha voluto sapere cosa ci fosse dietro: ora è quattro anni e mezzo che ci conosciamo.

Io con Djokovic ho solo condiviso la mia esperienza professionale. Non ho nessuna mania di protagonismo nell’aspetto tennistico. Ha giocato per quattro anni senza perdere la sua intensità e la sua energia“. Pepe Imaz afferma di “non sentirsi colpevole della crisi di Novak” e addossa le colpe alla fatica fisica e mentale emersa dopo il Roland Garros 2016: “Quando ha vinto il Roland Garros, arrivava da sei o sette anni in cui non si è mai fermato. In quel momento non ha rispettato il riposo che avrebbe dovuto prendersi, ma era molto difficile decidere con Wimbledon e i Giochi all’orizzonte. Djokovic non ha avuto freschezza ad inizio anno, ma è il primo che vuole tornare a vincere. E’ solo un momento in cui il corpo non gli dà sicurezza.

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  1. Francesca De Palo - 5 mesi fa

    Per me dovrebbe invece sentirsi in colpa

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