Perché Nadal non può tornare al n.1 anche vincendo ad Acapulco

Perché Nadal non può tornare al n.1 anche vincendo ad Acapulco

Utilizzando l’esempio della lotta per il n.1 tra Nadal e Federer, proviamo a spiegarvi il funzionamento delle classifiche al computer e dell’assegnazione punteggi, alla base della programmazione della stagione di ogni tennista e determinante spesso per gli avvicendamenti in classifica

di Gabriele Congedo

 

Il 6 Febbraio Tennis Circus ha pubblicato un articolo che spiegava, numeri alla mano, quali sarebbero potuti essere gli scenari nella lotta al numero 1 del mondo fra i due campionissimi Federer e Nadal fino all’inizio di Wimbledon, sulla base della loro programmazione tornei fino a quel momento e dei punti che difendono dai tornei disputati lo scorso anno.

Ebbene, un paio di giorni dopo la pubblicazione di quell’articolo, Roger Federer ha sconvolto quel quadro, annunciando la sua decisione di partecipare al torneo di Rotterdam; torneo che poi si è aggiudicato, ri-guadagnandosi la prima piazza mondiale e scavalcando il suo amico e rivale Nadal. E alla luce di questo risultato, ora sappiamo anche che Nadal, che parteciperà al torneo ATP 500 di Acapulco la prossima settimana, non potrà ritornare al n.1 del mondo anche qualora vincesse il torneo messicano. Un nuovo cambio al vertice potrà avvenire solo a partire dal torneo Master 1000 di Indian Wells. Ma perché?

Per provare a spiegarvi questo dobbiamo introdurre due concetti, che sono i criteri su cui i tennisti basano la loro programmazione tornei annuale.

LA CLASSIFICA AL COMPUTER: introdotta dall’ATP nel 1973 e dalla WTA nel 1975, la classifica al computer è stata creata con due obiettivi. Il primo è di fare in modo che siano i risultati ottenuti sul campo a determinare, in maniera univoca e oggettiva, il piazzamento e il livello effettivo di un tennista; prima del 1973, le selezioni dei tennisti migliori, scelti per giocare i Grandi Slam e la Coppa Davis, venivano effettuate da Federazioni ed ufficiali di gara, spesso spinti da simpatie e/o antipatie o da esigenze di vendere più biglietti, con criteri quindi non di rado non oggettivi. Il secondo criterio è quello della continuità: chi sta in testa deve non solo vincere, ma anche sapersi ripetere, in modo tale che un tennista che magari ha un anno di grazia e si produce in un exploit clamoroso, non resti in cima alle classifiche per troppo tempo solo vivendo di rendita e senza essere capace di giocare bene anche l’anno dopo. Vediamo meglio.

In base alla classifica al computer, se un tennista partecipa a un torneo al quale ha già partecipato l’anno prima, l’ATP sottrae a inizio torneo, al tennista in questione, i punti ottenuti in quel torneo l’anno precedente, che quindi dovrà difendere. La classifica quindi ha “memoria” dei risultati dell’anno precedente e prevede che, se un giocatore non voglia perdere punti, dovrà cercare di ripetersi. Vediamo l’esempio di Federer e Nadal. Nella tabella qui di sotto riportiamo i punti ATP che i due hanno oggi, e la situazione che si presenterà il giorno 26 Febbraio, all’inizio del torneo di Acapulco.

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Come vedete, Nadal inizierà il torneo di Acapulco con un handicap di 300 punti. Questo perché Rafa ha raggiunto la finale nel torneo lo scorso anno, che vale appunto 300 punti, e questi punti gli vengono sottratti a prescindere, all’ inizio del torneo; +45 sono invece i punti che ottiene solo per il fatto di giocare il primo turno, in base all’assegnazione punteggi (ci arriviamo dopo), e che aumenteranno qualora il maiorchino andasse avanti nel torneo. Se decidesse di non partecipare al torneo, perderebbe 300 punti senza guadagnarne. Dunque, facendo i conti, se Nadal dovesse arrivare in finale perdendo, modificherebbe quel +45 in +300, che azzererebbe il suo handicap, e tornerebbe a 9760 punti in classifica. Se invece dovesse vincere il torneo (che è un ATP 500), otterrebbe +500 punti, che sommati a quelli di handicap, -300, darebbe un +200, e si porterebbe a 9960: non sufficienti a raggiungere Federer.

L’evoluzione dei punteggi dei tennisti giorno per giorno, in base ai risultati conseguiti nei tornei in corso di svolgimento, li potete trovare su diversi siti web. Potete trovare qui sotto il confronto delle due schermate, prese dal sito live-tennis.eu e che si limitano ai primi 15 tennisti del mondo, in base alla classifica ufficiale che si modifica ogni Lunedi (colonna di sinistra), e quella “live” (colonna di destra).

Classifica ufficiale ATP di Lunedi 19 Febbraio (a sinistra) e classifica ATP live del 22 Febbraio alle 9.23 AM
Classifica ufficiale ATP di Lunedi 19 Febbraio (a sinistra) e classifica ATP live del 22 Febbraio alle 9.23 AM (a destra)

Notate delle differenze? Certo che si. Ma cosa vogliono dire quei numeri in rosso con segno negativo (evidenziati da noi con delle frecce)? Vediamo nello specifico. Ad oggi, Jack Sock non è più numero 8 del mondo, ma ha perso due posizioni; quel -230 in rosso che potete vedere accanto al suo nome, nella colonna di destra, è dovuto al fatto che Sock lo scorso anno ha vinto il torneo ATP 250 a Delray beach, che si sta giocando questa settimana, e ha quindi iniziato la settimana con -250 punti, ed un +20 dovuto al fatto di giocare al primo turno. Avendo perso ieri al primo turno contro Opelka, concluderà la settimana con quel passivo di -230, e quindi perderà posizioni.

Analogo il discorso per Thiem, che ha iniziato la settimana con -455 punti, come potete vedere accanto al suo nome nella colonna di destra; perché? Perché si sta giocando il torneo ATP 500 a Rio, che Thiem lo scorso anno ha vinto, e quindi ha iniziato la settimana con -500 punti e per ora un bonus di +45 (primo turno), che aumenterà se l’austriaco andrà avanti nel torneo. Questo vuol dire che, nella migliore delle ipotesi, Thiem concluderà la settimana azzerando quell’handicap di -500, qualora dovesse vincere di nuovo il torneo.

Vi è più chiaro ora? Se si, allora, vi sarà chiaro anche, rifacendovi alla tabella del nostro articolo del 6 Febbraio, perché Roger Federer inizierà la settimana del Master 1000 di Indian Wells con -975 punti (-1000 per la vittoria dello scorso anno e +25 per giocare nei trentaduesimi di finale), perchè Rafael Nadal inizierà il torneo di Montecarlo con -955 punti, e così via.

Con questo criterio, vi sarà anche più chiaro adesso come i tennisti programmano i tornei a cui partecipare di anno in anno. Specialmente nei tornei in cui l’anno prima il tennista ha ottenuto molti punti, sarà sempre consigliato partecipare per difendere tali punti. Invece, per ciò che riguarda, ad esempio, un torneo in cui l’anno prima il tennista ha perso al primo turno, se decidesse di non parteciparvi non sarebbe una grave perdita, oppure potrebbe scegliere di giocare un altro torneo non disputato l’anno prima, ed in quel caso il saldo punti sarebbe nullo o positivo anche in caso di sconfitta al primo turno; in quel caso, il tennista non avrebbe, letteralmente, “nulla da perdere”. E qui torna l’esempio di Federer. Lo svizzero ha scelto di partecipare al torneo di Rotterdam poiché non vi aveva partecipato nel 2017, e quindi aveva 0 punti da difendere; male che fosse andata, anche in caso di sconfitta al primo turno, Roger non avrebbe comunque perso nulla. Secondo lo stesso criterio, nella situazione attuale e con il distacco di punti da Nadal (345 punti), Federer può permettersi di non disputare il torneo di Dubai, dove ha solo 45 punti da difendere (in virtù della sconfitta dello scorso anno al primo turno da Donskoy), e rimanere comunque n.1, con un distacco di ancora 300 punti dal maiorchino.

Curiosità: dall’introduzione delle classifiche al computer, 26 sono stati in tutto i giocatori ad avvicendarsi al n.1 del mondo ATP: Ilie Nastase è stato il primo, il 23 Agosto del 1973.

L’ASSEGNAZIONE DEI PUNTEGGI – Altro argomento fondamentale per la programmazione dei tornei da disputare da parte dei tennisti. Manco a dirlo, il caso di Federer a Rotterdam è un esempio che calza di nuovo a pennello. Perché Roger, nella rincorsa al ritorno al n.1 del mondo, ha scelto di giocare il torneo di Rotterdam, e non magari un altro torneo, ad es. un ATP 250 magari più semplice? La risposta è: per il numero di punti assegnati da ciascun torneo. Ipotizziamo che Federer avesse scelto di partecipare, anziché al torneo di Rotterdam, ad un ATP 250 sul veloce, ad esempio Montpellier, che si è disputato la settimana precedente. Abbiamo messo a confronto in una tabella i punti assegnati, in base al risultato, di 3 categorie di tornei: ATP 250 (es. Montpellier), ATP 500 (es. Rotterdam), e anche di un Master 1000 come riferimento.

Tabella di assegnazione dei punti in 3 diverse categorie di tornei ATP
Tabella di assegnazione dei punti in 3 diverse categorie di tornei ATP

Dopo gli Australian Open, i punti che separavano Roger, allora n.2, da Rafa, allora n.1, erano 155. Osservando la tabella sopra, si capisce perfettamente perché Federer ha scelto Rotterdam: per superare Rafa in classifica, gli sarebbe bastato “solo” arrivare in semifinale nel torneo ATP 500 olandese; invece, se avesse deciso di disputare un ATP 250, non gli sarebbe bastato arrivare in finale per effettuare il sorpasso, ma avrebbe dovuto vincere il torneo. Chiaramente, il tabellone di un ATP 500 è spesso più ostico di quello di un ATP 250, ma entrandoci da testa di serie n.1, il rischio era comunque abbastanza minimizzato per il campione svizzero. Inoltre, se si guarda il calendario, l’unico torneo ATP 500 utile, prima di Acapulco, che Federer avrebbe potuto disputare al posto di Rotterdam, sarebbe stato Rio de Janeiro questa settimana, torneo su terra rossa: inutile motivare ancora la scelta del torneo olandese, che strategicamente, e considerato l’obiettivo (tornare n.1 del mondo), è stata per Roger la migliore possibile, e ha dato i suoi frutti.

Ora che, (speriamo) grazie a questo articolo siete più pratici con le classifiche al computer, i punti da difendere e l’assegnazione dei punti nei tornei, potete riprendere in mano la nostra tabella del 6 Febbraio, e sbizzarrirvi, calcolatrice alla mano, con tutte le situazioni e gli scenari possibili, anche i più estremi. Buon divertimento e buon tennis!

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  1. Perché Nadal non è arrivato in finale ai Australian Open dove era arrivato l’anno scorso ..più chiaro di così

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  2. Simone Maselli - 7 mesi fa

    mah in realtà non sta scritto da nessuna parte che è preferibile partecipare sempre ai tornei che si è vinti l’anno prima. basta sostituirlo con uno di pari punti, in teoria… se non specificate che i tornei che vengono contati per le classifiche sono solo 18 l’articolo perde parecchia realtà

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    1. Gabriele Congedo - 7 mesi fa

      Ciao Simone, e grazie del commento, molto pertinente. Ho scelto di omettere diversi dettagli non a caso, poichè ho preferito concentrarmi sul fornire una guida “for dummies” riguardo punti guadagnati e da difendere, con cui alcune persone non hanno molta confidenza. Però è vero, il fatto che solo 18 tornei vengano contati è sicuramente importante. Sull’altro punto, beh di solito succede che se un giocatore ha vinto un torneo l’anno prima, l’anno dopo ci torna, anche solo per mantenere “buoni rapporti” con l’organizzazione 😉 Ciao e grazie!

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