Peter Gojowczyk: con la finale di Metz l’apice della sua carriera

Peter Gojowczyk: con la finale di Metz l’apice della sua carriera

Andiamo alla scoperta del tennista che ha vinto domenica il suo primo titolo ATP a Metz, battendo il numero 38 del mondo e padrone di casa Benoit Paire.

di Riccardo Artuso, @i2icky98

Domenica, in molti pensavano che Benoit Paire fosse a un passo dallo smentire le critiche che gli vengono spesso rivolte – di essere mentalmente debole, un pallone gonfiato, un talento sprecato – e pronto per cogliere il suo secondo titolo in carriera, in un torneo che, una volta eliminato Goffin, sembrava appartenergli di diritto. Il fato ha, invece, favorito il finalista della parte alta, che a sua volta aveva battuto uno dei due giocatori favoriti per la vittoria, Mischa Zverev; il suo nome è Peter Gojowczyk.

GIOVINEZZA – Peter è nato a Monaco di Baviera il 15 luglio del 1989. Ha iniziato a giocare a tennis a 4 anni, facendo il suo ingresso nel mondo degli juniores nel 2005 e nei Futures nel 2006. Alla fine del 2007 (18 anni) è fra i top 500 e l’anno successivo entra nel circuito Challenger. Inoltre, vince tre Futures in tre settimane nel sud-est asiatico, e ciò gli apre la porta per la top 300. Il 2009 è, invece, un anno complicato: precipita in poco tempo al di sotto del numero 600, per chiudere l’anno solo al 400, dopo una vittoria su Dominik Hrbaty, 12 ATP appena cinque anni prima.

MATURITA’ – I risultati migliorano, però, fra il 2010 e il 2011, quando il tedesco si qualifica per la prima volta nel tabellone principale di un torneo ATP l’anno dopo, proprio in casa a Monaco, dove perde in tre set da Marcos Baghdatis. Vince la Deutsche Tennismeisterschaft, competizione paragonabile a un campionato nazionale assoluto, e, da qualificato, riesce a farsi strada fino alla finale del Challenger di Manerbio senza perdere un set. A fine anno realizza il suo career-high: 241. Ciò gli permette di entrare nelle quali dell’Australian Open 2012, dove vince tre partite di nuovo senza perdere un set, ed esce poi al primo turno dopo una lotta in 5 set con Donald Young. Lentamente, la classifica continua a salire: è 300 in aprile e 150 in occasione dello Us Open 2013. Il 2014 inizia nel migliore dei modi, con un ottimo torneo a Doha, in cui, partendo dalle qualificazioni, batte un giovane Thiem, Kohlschreiber e Brown per poi cedere in tre set al detentore del titolo ATP Rafa Nadal. In quell’anno si guadagna anche lo scalpo illustre di Tsonga (allora 12 al mondo) al debutto in Coppa Davis contro la Francia, grazie al quale la Germania va a condurre per 2-0, ma perde poi nel singolo decisivo contro Gael Monfils.

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IERI L’APICE DELLA CARRIERA – Tale è stato il suo migliore risultato fino a ieri. Nella finale di Metz ha dimostrato di possedere le doti di consistenza e pazienza per navigare su un livello per lui nuovo per un po’ di tempo. Pur senza mettere in mostra un tennis fantasioso come il francese, è riuscito a non concedere neanche una palla break all’avversario, che una volta perso 75 il primo set è crollato sulla distanza (62 il secondo). Si conquista così il best ranking al numero 66.

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