Pre-Quali a Roma: a chi servono?

Pre-Quali a Roma: a chi servono?

Il carosello FIT che da qualche anno fa da preambolo al torneo Master1000 di Roma è uno strumento utile a selezionare davvero i più meritevoli di un invito, o no?

La nuova formula per le pre-qualificazioni al torneo Master1000 di Roma prevedono un tabellone di 48 giocatori, di cui 12 scelti dalla FIT.
I primi 36 invece sono stati scelti, salvo cancellazioni dell’ultimo momento, attraverso dei tornei Open che su tutto il territorio nazionale hanno consentito ai finalisti di accedere a questo evento di apertura del grande carosello del Foro Italico.

Il torneo di pre-qualificazione scatterà il 30 aprile e ad oggi sono qualificati:

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Spiccano, tra loro, alcuni nomi: intanto quello di Alessandro Giannessi, che svolge regolare attività anche internazionale nei tornei challenger e, appena può, anche Atp250. Poi un ex del circuito, Stefano Galvani, che evidentemente si diverte ancora, così come alcune promesse, quali Jacopo Stefanini e Adelchi Virgili, in cima alla lista. Alcuni frequentatori del cirtuito ITF come Walter Trusendi, e buoni giocatori in cerca di rilancio dopo tanti infortuni come Stefano Travaglia. Alcuni di loro giocano i tornei Open regolarmente nel circuito italiano e talvolta si avventurano nel circuito ITF, in ogni caso, raccogliendo risultati non significativi.

Tra chi sceglierà la FIT per completare il tabellone? Ecco ad oggi le classifiche ATP dei nostri migliori giocatori:

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Posto che Fognini e Seppi potranno entrare direttamente nel MD per diritto di classifica, le altre due wild card a chi andranno? Probabilmente a Paolo Lorenzi e Simone Bolelli per il main-draw. Cecchinato e Thomas Fabbiano potrebbero entrare nel tabellone di qualificazione per propri meriti. E poi? Dobbiamo attendere i sicuri forfait dell’ultima ora, ma il quadro è praticamente questo. Giannessi giocherà le prequalificazioni, Donati e Volandri si sono già chiamati fuori così come Gianluigi Quinzi. I 12 inviti della FIT andranno dunque da Vanni in poi, scorrendo la classifica, fino ad esaurimento posti e saltando gli infortunati o indisponibili, fermandosi a Mager.

La domanda è quindi doverosa: a che servono le pre-qualificazioni? Eh già, perché ci chiediamo come potranno, eccenzion fatta per Giannessi o per un exploit di Adelchi Virgili, superare giocatori come Luca Vanni o Andrea Arnaboldi, altri tennisti che per solito frequentano livelli di gioco inferiori. La differenza del livello di gioco tra ITF e top100\150 è  abissale. Inutile girarci attorno. Se il principio di dare un’occasione ai giocatori di seconda e terza fascia (professionistica) di confrontarsi col tennis che conta è assolutamente condivisibile, per gli addetti ai lavori fare i conti con la realtà è un dovere altrettanto morale. Lo scorso anno furono Gaio e Donati a vincere le pre-quali, conquistando un posto nel maindraw, Napolitano, Quinzi, Caruso e Mager per le qualificazioni. Quest’anno i nomi papabili sono sostanzialmente gli stessi, con l’eccezione di Donati e Quinzi per quanto detto prima. Vanni e Arnaboldi prenderanno il loro posto? Probabile.

Per concludere: il livello delle prequalificazioni fotografa lo scarto tra i giocatori che fanno attività semi-professionistica che si giocano, giustamente, la chance di entrare in un tabellone di qualificazioni o addirittura in un maindraw, di uno dei tornei più importanti al mondo, e quelli che fanno già la vita del professionista ma che passano dalla trafila proposta dalla FIT per trovare più comodamente l’occasione di dare una svolta alla stagione, entrando in un tabellone dal quale senza wild-card (alludo alle qualificazioni) resterebbero fuori per pochi punti. Non so, ad oggi, rilevare un ritorno positivo in termini di miglioramento tecnico da parte dei primi, i quali torneranno con buona probabilità, dopo il torneo, alla loro programmazione nazionale. Mi domando, infine, se non sarebbe il caso di organizzare un mini-torneo tra chi è già arrivato nella top 200 atp, e creare un circuito diverso per promuovere il salto di qualità di chi non ha i mezzi per provarci.

3 commenti

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  1. Andrea Ignazzi - 11 mesi fa

    Se gli iscritti sono aumentati rispetto all’anno scorso, perché bocciare questa formula ? Alla fine nella partita singola tutto può succedere, certo i migliori 12 hanno innegabilmente maggiori chance, rispetto a chi si è qualificato tramite l’Open, ma nn credo tuttavia che Arnaboldi e Vanni siano i maggiori papabili alle WC del MD. Vanni nn vince un match “serio” dal 2015 e i match fin qui vinti credo siano 2 o 3 e ad oggi è in crisi nera, Arna su match singolo nn credo sia di molto superiore ai vari Eremin, Mager e Napo e Sonny. Virgili è forse tra chi si è qualificato tramite i tornei Open un avversario molto temibile per tutti, anche Heras potrebbe fare bene…. La tua è una giusta provocazione ma a mio avviso la formula può andar bene benché sia criticabile. Non ho capito bene l’ultima domanda …

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    1. Alberto Maiale - 11 mesi fa

      Ti ringrazio del commento. Hai ragione su Vanni, ne ho parlato qualche giorno fa, per lui oggi tutto è possibile purtroppo. Quanto alla domanda finale: hanno senso le prequalificazioni ma con un cutoff “federale” fissato non oltre la top250. Per gli altri giocatori la “vetrina Roma” non ha senso: perché non investire in un torneo Atp250 più abbordabile, sacrificando magari un paio di challenger del nostro circuito? In quella sede organizzare un altro carosello dedicato ai giocatori di terza e quarta fascia. Mandarli al massacro a Roma per me è un’operazione davvero di facciata.

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  2. Sergio Aguiari - 11 mesi fa

    No, è la tipica cacata all’italiana in queste stronzate non ci batte nessuno.

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