Roger che cosa combini?

Roger che cosa combini?

Roger Federer a Dubai è uscito al secondo turno contro il n°116 del ranking. Sarà stato forse un problema di motivazione dopo aver vinto il suo 18esimo Slam? O era solo una “giornata no”?

2 commenti

Il tennis è uno sport strano. Vinci  uno Slam, e al torneo successivo perdi dal n°116 del mondo. Roger Federer, il grande Roger, lo scorso 1 marzo infatti è stato sorprendentemente  eliminato da Evgeny Donskoy sul cemento dell’Aviation Club di Dubai.

ROGER CHE COSA E’ SUCCESSO? – Roger  stesso in conferenza stampa è stato il primo a non capacitarsi della sconfitta soprattutto per come è arrivata, il tennista elvetico in campo è sembrato infatti completamente svuotato sia mentalmente sia a livello fisico, non in grado di infliggere il colpo del KO e di esserci nei momenti importanti. “In realtà non saprei da dove iniziare per parlare di questa eliminazione – ha dichiarato in conferenza stampa Roger dopo il match – Ho avuto molte chance e avrei dovuto chiudere la partita in due set pensando al prossimo turno contro Pouille e invece sono qui a tentare di spiegare quello che non è andato bene. Non sapevo nulla di Donskoy, di come gioca e forse questo mi ha un po’ mandato in confusione; certo la sconfitta è abbastanza sorprendente soprattutto pensando a come avevo giocato in Australia. Potrei cadere nella negatività dopo una sconfitta del genere ma non lo farò nonostante sia una eliminazione dura in cui chiaramente non sono stato il tennista che sono solito essere. Adesso però devo pensare a Indian Wells e Miami”.  Federer quindi prepara in anticipo le valigie per Indian Wells, chiaramente manifestando la necessità di passare oltre e pensare ai prossimi Master 1000 statunitensi.

LA REAZIONE AL 18ESIMO SLAM – Dopo più di un mese dal fatidico Australian Open che per lui ha rappresentato il 18esimo sigillo in un momento della sua carriera in cui in molti non se lo sarebbero aspettato, Federer sembra essere caduto in un crollo fisio-psicologico che renderà necessaria  una programmazione ridotta, aspetto  su cui Roger ha da sempre insistito, e che  ora dovrà considerare in modo particolare. La partita persa a Dubai  ci fa ricordare che il nostro Re Roger ha 36 anni e che forse a quest’età è impossibile essere al massimo della forma tutti i giorni soprattutto se  esci da un torneo emozionante e sfiancante sotto tutti i punti di vista quale è uno Slam.

DUBBIA LA STAGIONE SUL ROSSO – Dubbia quindi alla luce dei nuovi fatti la programmazione successiva, sulla terra rossa di Montecarlo, Roma e Madrid,  lo svizzero stesso ha ammesso di non avere ancora deciso se affrontare o meno la preparazione per un altro Slam.

COMUNQUE BRAVO DONSKOY – Non possiamo trascurare ovviamente i meriti di Donskoy,un po’bravura e un po’ fortuna” è stato detto, se di fortuna si può parlare quando giochi tutto in contro-balzo e le metti tutte sulle righe. Demerito forse di Federer che ha ammesso di essere entrato in campo senza aver visto neanche come giocasse il n°116 del mondo, forse convinto di fare la solita partitina di riscaldamento. Mentre il russo, che fino ad ora ha avuto una carriera altalenante fra il circuito maggiore e i Challenger,  festeggia quindi i primi quarti in un Atp 500, molti sono i dubbi sulla prova di Federer, che si è lasciato recuperare l’impossibile, offrendo una versione di sé inedita e triste. Quello che ha colpito maggiormente è stata l’incapacità di chiudere il match essendo in vantaggio 5-2 nel terzo.

POCA CONCENTRAZIONE – Se a proposito di Roger si può parlare solo di talento allo stato puro, una delle sue indubbie qualità è sempre stata quella di esserci nei punti importanti. La concentrazione nella partita contro Donskoy è mancata. Lo svizzero sul 5-2 ha iniziato a perdere punti uno dietro l’altro consegnando di fatto il match-point al russo per poi  giocarselo di fretta, al peggio delle sue possibilità. Misteri del tennis.

POCO ALLENAMENTO – C’è l’attenuante dell’importanza “relativa” di un torneo da lui vinto già sette volte, e anche quella del poco allenamento, visto il relax post Australian Open e i giorni di vacanza sulla neve con la famiglia, ma quando si arriva a match-point, o sul 5-2 al terzo, o sul 5-1 in un tie-break per poi perdere, il problema è mentale.

FORSE ERA SOLO UNA “GIORNATA NO” – E’ quindi un problema di motivazione? Succederà a Roger quello che è successo a Nole dopo aver vinto il tanto desiderato Roland Garros? Quanto sarà motivato nei prossimi tornei che non siano dei Major, riuscirà a ritrovare la concentrazione necessaria per competere contro giocatori oltre la top 50? Quanta fame di vincere hai ancora Roger? A questo solo il tempo e il nostro beniamino potranno dare risposta, d’altronde, in fondo potrebbe essere stata solo una “giornata no”

2 commenti

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  1. Carmine Ferrara - 9 mesi fa

    Penso che dopo la sbornia degli AO, e visto come si era messo l’incontro, abbia sottovalutato il suo avversario che, al contrario, non ha mollato, anzi ci ha creduto: da qui è subentrato il nervosismo da “lesa maesta” e l’inevitabile patatrac. Gli è capitato altre volte. Non è mica una macchina. Penso che farà tesoro di questa esperienza e che già in terra americana ci farà vedere di essere tornato in sé.

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  2. Daniele Panatta - 9 mesi fa

    Io sono rimasto all’AO…..ihihih….!!!

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