Roger Federer: “Da piccolo giocavo a tennis battendo la pallina sul garage dei miei nonni”

Roger Federer: “Da piccolo giocavo a tennis battendo la pallina sul garage dei miei nonni”

Lo svizzero Roger Federer parla all’ATP e ricorda il motivo che l’ha indotto a impugnare una racchetta per la prima volta: “Adoravo colpire la palla”.

Roger Federer non è solo uno dei migliori giocatori della storia del tennis, ma anche una delle personalità più riconosciute nel mondo dello sport. Lo svizzero affronta in questo 2016 una stagione con nuove sfide per competere al meglio nell’anno dei suoi 35. Riuscirà a conquistare il tanto agognato 18° Slam?
L’anno scorso ha giocato un tennis eccezionale“, confessa David Ferrer su Roger. “Ha ancora l’opportunità di vincere un torneo del Grande Slam” – aggiunge l’ex tennista cileno Fernando Gonzalez – “Credo che almeno uno riuscirà a conquistarlo“.
Federer è stato l’unico a mettere in più di un’occasione i bastoni fra le ruote a Novak Djokovic, autentico dominatore del circuito nel 2015. In tre occasioni è riuscito a sconfiggere il serbo, nelle finali di Dubai e Cincinnati e nel Round Robin alle ATP Finals di Londra. Quest’anno, con l’aiuto di Ivan Ljubicic, proverà a ridurre la distanza con il numero uno del mondo, soprattutto nei majors. “Credo di aver avuto grandi allenatori all’interno della mia carriera: gente giusta al momento giusto. Mi sento molto fortunato ad avere così tanta gente intelligente intorno a me“, ammette Roger.

Qual è stato il motivo che ha indotto Federer ad impugnare una racchetta per la prima volta? – Gli chiedono. “Mi incantava il gioco del tennis. Non mi importava se colpire una palla contro la parete a casa mia o contro la porta del garage dei miei nonni, mi bastava passare molto tempo correndo da una parte all’altra e giocare a tennis ogni volta che ne avessi l’opportunità“, risponde lo svizzero. “Ho adorato la rivalità Edberg-Becker. Più tardi Sampras… Sono stato anche raccattapalle a Basilea per due anni e ho avuto la possibilità di entrare a contatto con i giocatori, seguirli e avere i loro autografi sebbene non fosse permesso chiederli“.

Spero che potremo avere la possibilità di continuare a vederlo giocare un’altro anno ancora, perchè è allucinante la maniera in cui colpisce la palla” – afferma l’ex tennista Younes El Aynaoui – “Non possiamo sapere quanti anni gli rimarranno, però per adesso, gustiamoci il suo 2016“.

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