Roger Federer “La vita è bella anche senza tennis”

Roger Federer “La vita è bella anche senza tennis”

L’elvetico intervistato a Manacor da Tages Anzeiger dice che tornerà nel 2017 e di non avere problemi con l’età che, anzi, dal suo punto di vista potrebbe essere anche un vantaggio, visto che ti dà la possibilità di avere più esperienza sul campo. Un’Accademia Federer? “In Svizzera non posso, andrebbe contro alla Federazione”

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Il famoso magazine svizzero Tages Anzeiger ha fatto una bella intervista a Roger Federer a Manacor dopo l’inaugurazione della Nadal Tennis Accademy

“La vita è stupenda anche senza tennis, l’ho sempre pensato – ha detto Federer che ha deciso di saltare tutti i tornei dopo Wimbledon per permettere una migliore guarigione del ginocchio – E’ una sensazione strana, nuova per me, mai vissuta prima. Martedì ho incontrato il mio preparatore atletico, Pierre Paganini e gli ho detto che sarei venuto a Maiorca. Gli ho chiesto ”Come mi vedi? E lui mi ha risposto che non mi trovava triste o depresso” di fatto aver dovuto rinunciare al Roland Garros e ai Giochi Olimpici mi aveva causato un po’ di disappunto, soprattutto per il Roland Garros”

Federer ha attraversato una dura stagione, prima l’infortunio al ginocchio in Febbraio, poi di nuovo in Maggio, poi la decisione di non giocare più per il resto della stagione. Quale fra questi è stato il momento peggiore?

“Il periodo fra Roma e Wimbledon, quando ho capito che c’era qualcosa che non andava al ginocchio. Non stavo giocando bene, né stavo migliorando, non ero pronto per Wimbledon. Ma quando ho deciso di interrompere la stagione è stato tutto più facile. Ho avuto più tempo libero e molte cose da programmare. Dovevo allenarmi. Quanto? E con chi?”

Il ritiro di Federer sembra ancora lontano. Roger ha compiuto 35 anni ma non sembra intenzionato a fermarsi, secondo alcune fonti sembra abbia già studiato l’outfit per gli US Open 2018. Alla domanda se il 2017 sarà la sua ultima stagione

“Dipende dalla prospettiva da cui guardi-dice Roger – Io mi aspetto di giocare bene non solo per un torneo o per un match, altrimenti non mi sarei fermato così a lungo. Quando ho deciso di rinunciare a Rio, mi sono detto che era per il mio corpo, e forse anche per il mio dopo-carriera. Fermarmi per così tanto tempo dopo 20 anni di tennis, non può che essere positivo. Giocare nel 2018? E’ fra più di un anno ma io ci conto. Prima di tutto però ci sono i quattro tornei che ho programmato a Brisbane, Australian Open, Dubai e Indian Wells quindi… keep calm & play! Il ritiro sarà più avanti, e lo deciderò io, spero, non il mio corpo.

Federer sta sempre meglio ma non vuole esporsi “Mi sto allenando bene ma  muoviamo un passo alla volta, anche se secondo me potremmo fare di più. Adesso mi alleno 90 minuti al giorno, e sono quasi al 100%. Presto aumenteremo l’intensità sia come preparazione atletica sia sul campo. Dalla prossima settimana ci sarà anche Ivan  Ljubicic. Negli ultimi 2 mesi ho giocato meno a tennis, tipo 12 o 13 volte in tutto e solo 3 volte per più di un’ora. A volte anche al muro. Non volevo correre rischi dopo tutta la riabilitazione che ho fatto”

Lo svizzero anche se non gioca è comunque sempre aggiornatissimo sul tennis. Dice che per lui l’età è solo un numero “Potrebbe essere anche un fatto positivo, ho sempre aspirato a  un misto di esperienza e giovinezza mentale, essere aperti a nuove idee per reinventare me stesso”

Gli hanno chiesto se intende aprire un’accademia tennis, come Nadal “Ho ricevuto diverse offerte, ma in Svizzera è difficile perché andrebbe contro la Federazione”

Infine ha fatto delle rivelazioni sui colleghi e rivali Stan Wawrinka e Novak Djokovic che hanno giocato uno contro l’altro negli ultimi US Open “Non pensavo che Wawrinka potesse vincere. Non perché abbia qualcosa contro di lui,  ma perché credevo impossibile che Novak perdesse la finale degli US Open. Novak sta attraversando una crisi, e questo mi ha scioccato. Mi aspettavo vincesse un altro Slam dopo il Roland Garros. Probabilmente quando raggiungi il Carrier Grand Slam la tua carriera si trasforma. Ti chiedi perché devo andare avanti a giocare? Devi cambiare mentalità, quali sono i miei obiettivi? A volte ci vuole una settimana, a volte un mese o un anno o a volte non riesci a trovare le risposte per il resto della tua vita. Ma non è il caso di Novak. E’ troppo bravo e continuerà a vincere.

 

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  1. Enzo Orlando - 1 mese fa

    Non ci credo

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  2. Enrico Carrossino - 1 mese fa

    E io che pensavo non lasciasse per timore della depressione (che si, capita soprattutto in quei casi)

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