Roger Federer: “Next Gen? Difficile che vincano molti Slam. Quando ci ritireremo avranno più spazio”

Roger Federer: “Next Gen? Difficile che vincano molti Slam. Quando ci ritireremo avranno più spazio”

Roger Federer a tutto campo ai microfoni di Fox Sports Australia: la Next Gen, l’infortunio di Murray, il suo rapporto con Nadal e la sua programmazione futura.

di Riccardo Artuso, @i2icky98

UN RECORD IRRIPETIBILE – Una curiosità: da quando Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic – e aggiungiamo anche Andy Murray per la continuità che ha mostrato al top – hanno preso in ostaggio il circuito, solo 5 sono stati i tornei dello Slam conquistati da qualcun altro (l’Australian Open 2014, vinto da Wawrinka, il Roland Garros 2015, sempre Wawrinka, gli Us Open 2009 2014 e 2016, rispettivamente di Del Potro, Cilic e Wawrinka). Insieme hanno totalizzato 48 titoli major, un triumvirato senza precedenti nella storia del tennis. E come non c’è mai stato nessuno capace di avvicinarsi a tanto, è molto difficile che qualcuno lo faccia in futuro, almeno a breve; come ammette lo stesso Federer: “È difficile vedere un giocatore arrivare a vincere una decina di Slam. Quantomeno, è difficile prevederlo. È molto più probabile che siano in tanti a vincerne uno o due. Nessuno ha mai pronosticato che io ne avrei vinti così tanti; forse ci si poteva aspettare qualcosa di simile da Rafa sulla terra…”. Consideriamo, infatti, che se non ci trovassimo in questa epoca così irripetibile per il tennis un giocatore come Stan Wawrinka si sarebbe sicuramente riservato uno spazio nella storia più ampio di quello che oggi occupa. “Quando, come successo a me o a Novak, incominci a vincerne un po’ con slancio, e poi ti guardi indietro e ne hai vinti 10, è una cosa folle. E le cose possono cambiare completamente attraverso il successo, perché ti aiuta a sbloccare il tuo gioco”. Quando gli viene chiesto se pensa che in futuro si rivedranno più campioni di tale caratura, risponde: “Il tennis trova sempre un modo per produrre nuovi campioni. Per ora noi siamo ancora una presenza costante, magari difficile da affrontare, ma qualcuno seguirà le nostre orme e prima o poi esploderà”.

Alexander Zverev poses with the champion trophy during the final of the Coupe Rogers tennis tournament, on August 13th 2017, at Stade Uniprix, in Montreal, Quebec, Canada. (Photo: Pablo A. Ortiz / NM Noticias)

SU NADAL E MURRAY – Alla domanda sul perché il suo rapporto con Nadal sia così speciale, Roger risponde dicendo che il motivo è che “siamo buoni amici fuori dal campo. Abbiamo condiviso alcuni momenti speciali, come le inaugurazioni delle nostre fondazioni, e altri momenti difficili ma altrettanto speciali, perché vincere o perdere una partita in 5 set stabilisce un legame”. Sull’infortunio di Murray, invece, un consiglio: “Quello che io ho imparato è che bisogna essere pazienti, ritornare quando si è al 100% e non al 92”. Da qui, allora, al suo infortunio alla schiena, che gli è costato sei mesi di competizioni ma dal quale è tornato più forte di prima: “Sono stato fuori senza preoccuparmi per il ranking o di quando tornare. Il denaro non mi interessa, dopo 20 anni di carriera: gioco per divertirmi. E continuerò a farlo fin quando la mia famiglia sarà d’accordo, perché la loro felicità è la cosa più importante”.

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LA STAGIONE DEL MATTONE – Infine, sul tema piuttosto caldo della sua partecipazione alla stagione sulla terra rossa, il n. 1 al mondo non ha dato certezze: “Non so se ci sarò, deciderò dopo Indian Wells. Dipenderà da come giocherò e da come mi sentirò. Cambiare superficie non è mai semplice, ma per il momento mi concentro sul cemento. Spero, però, di giocare il Roland Garros”.

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