Roger Federer: “Posso essere ancora il numero uno”

Roger Federer: “Posso essere ancora il numero uno”

Il Roger Federer ammirato nella seconda parte dell’anno e che ha appena dominato a Basilea può davvero terminare l’anno al numero uno.

Qualcosa di impensabile appena pochi mesi fa sembra stagliarsi all’orizzonte del circuito Atp. Il gioco espresso da Roger Federer durante la seconda parte dell’anno e ammirato anche allo Swiss Indoors di Basilea sembra rendere concreta questa possibilità: Roger Federer potrebbe terminare l’anno da numero uno del ranking.

In effetti, sembra essere ben più di una possibilità aritmetica, visti i suoi recenti risultati, la qualità del gioco espresso e il momento poco felice dei suoi diretti concorrenti. E di certo non sarebbe nemmeno una sensazione sconosciuta al 33enne campione di Basilea, visto che ha centrato questo obiettivo per ben cinque volte ovvero ininterrotamente dal 2004 al 2007 e nel 2009.

Nello scorso mese di marzo lo svizzero era precipitato al numero 8 del ranking ma, vista l’età e la fulgida carriera, in fondo era quasi normale vederlo scivolare nelle posizioni di rincalzo della Top Ten. Ebbene, nel volgere di pochi mesi lo scenario è totalmente cambiato ed il turning point è stato di sicuro il torneo di Wimbledon.

Un livello di gioco mai visto negli ultimi due anni, una freschezza fisica impensabile fino a poco tempo fa. E la striscia positiva iniziata a Londra comprende i Masters di Toronto (perso in finale), Cincinnati e Shangai fino al torneo disputato e vinto a casa in quel di Basilea.

E da questo momento Roger sembra avere una priorità assoluta e dichiarata : chiudere l’anno al top del ranking. Come infatti ha dichiarato durante il torneo di Basilea, “A questo punto della stagione la mia priorità deve essere quella di chiudere l’anno come numero 1 del mondo. L’appuntamento con la Davis è a fine stagione, quando quel momento arriverà diventerà la mia priorità, ma non per ora”.

Quali  cambiamenti nel suo gioco hanno contribuito a creare questa favorevolissima situazione è presto detto:  Roger ha unito una gestione oculata della  forma fisica all’immenso talento di cui è dotato e ad una intelligenza tennistica indiscutibilmente superiore. I confronti con Ivo Karlovic e Grigor  Dimitrov a Basilea sono in tal senso paradigmatici.

Pur realizzando ben 33 aces il croato ha finito col perdere il match contro il fuoriclasse svizzero che non avrà il miglior servizio del circuito ma che attaccava in modo magistrale le seconde palle del buon Ivo ottenendo così il massimo risultato producendo il minimo sforzo.

Contro il talentuoso bulgaro, Roger ha avuto qualche difficoltà in più ma è venuto fuori nei momenti importanti, salvando 4 break points, dando sempre e nettamente la sensazione di avere in pugno il match che alla fine ha portato a casa senza eccessivi patemi.
10334295_833830949981311_5029398757541803660_nSolo 490 punti separano Roger da Novak Djokovic e con Nadal fuori dai giochi per i noti problemi fisici il traguardo sembra davvero vicino.
Nole  ha attraversato un momento poco brillante nella carriera proprio a partire dalla vittoria di Wimbledon, ma contemporaneamente cose importanti sono accadute nella sua vita privata.
Il matrimonio e la nascita del piccolo Stefan sembrano aver  cambiato le sue priorità, la famiglia viene prima di tutto ma, ne siamo certi, rimanere numero 1 è un chiodo fisso e certamente le dichiarazioni di rispetto e ammirazione di Novak per Roger riflettono anche un sano e fondato timore.

Con pochi punti di vantaggio nel ranking, i tanti da difendere in questo scorcio di stagione e una finale di Davis in più a disposizione dell’elvetico in forma straripante, c’è una race verso il top che il serbo può perdere a vantaggio di un campione che è già nella storia dello sport ma che centrando il numero 1 a 33 anni, dopo un 2013 da dimenticare, diverrebbe, a giusta ragione, il più grande di quest’era tennistica.

Federer ha deciso di procedere per gradi, ovvero fissando l’obiettivo di volta in volta. Dopo Basilea ha ora come obiettivo l’assalto alla vetta e poi la storica conquista della Davis Cup.

Lo svizzero sfrutta alla perfezione il vantaggio psicologico dell’inseguitore che ha visto le sue quotazioni inaspettatamente salire nel volgere di pochi mesi. Inaspettatamente per molti, ma non per Novak che è sembrato sincero quando ha dichiarato nella prima conferenza stampa di Parigi che «lui non ha mai pensato che Roger fosse finito».
E senza dubbio il Roger Federer di questi mesi è davvero ben lungi dall’essere finito!

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