Simone Bolelli, un torneo che fa ben sperare

Simone Bolelli, un torneo che fa ben sperare

Niente da fare per Bole: perde da Sousa ed esce a testa alta da S. Pietroburgo. Ma la ripresa è dietro l’angolo: solidità al servizio, sicurezza sul rovescio e un po’ di iella. Simone ottiene grandi risposte dal torneo e farci sperare in un bellissimo finale di 2015.

Nell’ATP 250 di San Pietroburgo il nostro Bolelli cede in due set a Joao Sousa nei quarti, complice anche un po’ di sfortuna: grande torneo, però, da parte del bolognese che è finalmente tornato ad incantare dal punto di vista tattico dopo il pessimo periodo passato negli ultimi due mesi.

Erano almeno due mesi che non si vedeva un Bolelli del genere: solido, sicuro al servizio e con il rovescio e, soprattutto, molto cinico. Già, perchè Bolelli a San Pietroburgo ha disputato uno dei migliori tornei della stagione, forse il migliore dal punto di vista della qualità vista in campo e considerando la qualità degli avversari.

L’ultima volta che avevamo visto Simone quasi al top è stata nel mese di luglio nel torneo di Amburgo (nel quale il nostro Fabio Fognini si è arreso a Rafa Nadal in finale), quando è riuscito a liberarsi di Rosol e Munar giocando ad un livello molto alto prima di arrendersi ad un attacco influenzale che non gli ha permesso di disputare il derby con Seppi nei quarti di finale. Dopo, il nulla. Ha addirittura abbandonato al terzo turno il Challenger di Praga, per mano dell’abbordabile Michon, prima di ottenere nuovamente un risultato poco soddisfacente a Winston-Salem, dove ha perso contro Carreno Busta, altro avversario in crisi di risultati.

E poi ancora una netta sconfitta in tre set al primo turno degli US Open contro Davis Goffin, un avversario di caratura superiore, ma comunque battibile con una prestazione degna di nota. Durante il riposo post-New York Simone ha avuto modo di anticipare gli allenamenti in vista del playoff di Coppa Davis contro la Russia, ma i risultati ancora non si sono visti. Scelto come singolarista del primo match da Corrado Barazzutti (Seppi era out per un problema di borsite), Simone crolla in tre set contro Teymuraz Gabashvili: Bolelli non c’era più. Sembravano riemergere i fantasmi di due anni fa, una condizione fisica poco confortante e un po’ di problemi a livello di testa.

Ci ha pensato Fognini a ribaltare la situazione e a riportare l’Italia nel World Group grazie alle due partite vinte contro Rublev e lo stesso Gabashvili, mentre Bolelli ha potuto gioire solo del doppio vinto assieme a Fabio contro la coppia cirillica Kravchuk-Donskoy.

Se in Russia, nel gelo di Irkutsk, Simone ha sfoderato una delle peggiori prestazioni stagionali, sempre in Russia, a San Pietroburgo, ha ridato un senso alla sua stagione. Prima batte il pupillo di casa Andrey Rublev in tre set, ribaltando una situazione difficile, con il russo in palla soprattutto al servizio, poi l’impresa: sconfigge il numero 5 del mondo Tomas Berdych in due set dominando l’incontro (7-5 6-4) e giocando alcuni vincenti da urlo, come sa far lui. Arriva quindi da favorito alla sfida di oggi pomeriggio contro Joao Sousa ma perde in due tiebreak tiratissimi complice anche un pochino di sfortuna e una leggera mancanza di lucidità. Un grandissimo torneo per Simone Bolelli, che ha regalato emozioni a prescindere dal finale.

Dalla Russia alla Russia. Bentornato Bole.

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