Stan Wawrinka e Magnus Norman: tutte le cose belle finiscono

Stan Wawrinka e Magnus Norman: tutte le cose belle finiscono

Si è concluso uno dei sodalizi più vincenti degli ultimi anni, secondo solo a Federer-Ljubicic e agli storici Djokovic-Becker e Nadal-Zio Toni. Con l’ex tennista svedese Stan ha vissuto l’apice della sua carriera e ha ottenuto a tutti gli effetti un posto nella storia del tennis.

2 commenti

ALL GOOD THINGS… – Il recente annuncio da parte di Magnus Norman, ex n. 2 al mondo allenatore di Wawrinka e, prima, di Robin Soderling, ha sicuramente preso alla sprovvista molti appassionati, e preoccupato i fan del tennista svizzero. È stato, infatti, proprio con l’allenamento che Stan ha svolto insieme al coach svedese a partire dall’aprile del 2013 – quando navigava al di fuori della top 10 – che sono arrivati i suoi migliori risultati: i trionfi a Melbourne (con il quale è salito al career high di n. 3 del mondo) e nel Master 1000 di Montecarlo nel 2014, al Roland Garros nel 2015 e a Flushing Meadows nel 2016, oltre a numerosi eccellenti piazzamenti nei tornei più importanti.

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Il lavoro che hanno svolto insieme ha permesso a Wawrinka di migliorare molto dove era più debole. Testa e fisico; così si spiega il titolo dell’Australian Open vinto contro Nadal quando si trovava in serie negativa di 12-0 nei testa a testa, e battendo nei quarti un Djokovic che nelle precedenti 12 sfide non era mai riuscito a fermare. Prima di stringere il fortunato sodalizio, Stan The Man faceva i conti con un fisico lento e poco allenato, ma scoprendo lentamente i profitti che il duro lavoro impostogli da Norman in collaborazione con Pierre Paganini (già preparatore atletico e responsabile di molti successi di Federer, praticamente da sempre) si è poco alla volta scrollato di dosso l’ombra dell’altro svizzero, che fino ad allora lo aveva relegato al ruolo di eterno secondo. Insieme a lui, inoltre, ha regalato alla Svizzera la sua prima Coppa Davis, nel 2014.

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UNO SGUARDO AL FUTURO – Al momento Stan si trova ancora alle prese con l’infortunio al ginocchio che lo ha costretto ai box da Wimbledon dopo un avvio di stagione fra i migliori, con semi in Australia e finale a Indian Wells e a Parigi. Difficile dire cosa succederà poi, con il 33esimo compleanno alle porte ma una condizione da fare invidia ai migliori; non sembra che il giocatore svizzero abbia bisogno di acquisire certezze, ma più che altro di mantenere intatte quelle che già possiede. Potrebbe farsi influenzare dalla moda del super coach e stringere un’alleanza con i tanti ex top players ancora svincolati (fra quelli “già rodati” come allenatori, in primis Lendl e Becker, ma anche Connors).

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  1. Paolo Valerioti - 2 mesi fa

    Inevitabile divorzio !

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  2. Daniela Vasile - 2 mesi fa

    Forse prossimo sarà Daren Cahil…..ancora allenatore di Simona Halep. …forse..

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