Tommy Robredo a 34 anni c’è ed è a Buenos Aires

Tommy Robredo a 34 anni c’è ed è a Buenos Aires

Tommy Robredo a 34 anni ritorna a giocare e -purtroppo per il nostro Fogna- vince la prima partita nel Circuito maggiore proprio contro di lui. L’iberico è sembrato fisicamente e mentalmente molto solido, riguadagnando un break per set. Ma d’altra parte, mai sottovalutare un ex n°5 del mondo.

L’ex top 10 Tommy Robredo, infortunato fino allo scorso Novembre e precipitato al n°505 del mondo è sembrato in ottima forma oggi a Buenos Aires, dove in un’ora e un quarto ha battuto Fabio Fognini , n°43 Atp, per 6-3 6-4, proprio a Buenos Aires, dove il ligure la settimana scorsa aveva vinto l’epica battaglia decisiva per il risultato di Davis contro l’argentino Pella.

Il trentaquattrenne spagnolo, che questo torneo lo vinse nel 2009, ha recuperato un break in entrambi i set e ritrovato un successo nel circuito maggiore che gli mancava dagli Australian Open 2016.

34 ANNI FRA SUCCESSI E INFORTUNI – Tommy Robredo nasce a Holstalric in Catalogna nel 1982. All’età di 10 anni, durante un torneo a Reus, viene notato dalla Federazione Catalana che lo sponsorizza e lo sostiene finanziariamente. Nel 2000, a 18 anni,  raggiunge la semifinale sia in singolo che in doppio al Roland Garros Junior.

Nel 2002 vince la Hopman Cup in coppia con Aranxa Sanchez battendo per 2-1 gli Stati Uniti di Monica Seles e Jan Michael Gambill.

GRANDE UOMO DI DAVIS – Nello stesso anno debutta anche in Davis dove comincia a mietere i primi successi e vi gioca per diversi anni facendo squadra con Nadal, Moya e Ferrero, in quello che è stato un “team fantastico” per la Spagna.

TOP TEN – Nel 2005 è in top 20 dietro ai nuovi campioni spagnoli Nadal, Ferrer e Ferrero, arrivando  ai quarti di finale al Roland Garros e conquistando il quarto turno agli Us Open, battendo Safin sulla terra francese e James Blake sul cemento americano. Nello stesso anno mantiene il record di 3 vittorie e 7 sconfitte con i Top Ten. Ma il vero anno d’oro dello spagnolo arriva nel 2006 , quando conquista il suo best ranking di n°5 al mondo. Del Maggio del 2006 è anche il trofeo più importante fino a questo momento: il Master Series di Amburgo che vince in finale contro Radek Stepanek. Nel 2007 conquista i quarti di finale a Melbourne, Miami, Roma e Parigi e chiude per il secondo anno consecutivo in Top Ten.

DAL 2010 ARRIVANO GLI INFORTUNI – Poi dal 2010 cominciano gli infortuni: alcune lesioni alla gamba e una fastidiosissima lesione alla schiena che lo costringono ad abbandonate il circuito per molto tempo.  Ha un anno e mezzo di inattività che fa scendere Tommy oltre la cinquecentesima posizione del ranking. Ma oltre al suo tennis “da lottatore che non molla mai”, anche la testa è dura e Tommy, recuperati gli infortuni torna a giocare e ricomincia dai Challenger. Ricomincia infatti da Caltanissetta, poi viene a Milano, conquista i tornei di Casablanca e Umago, i quarti di finale al Roland Garros e il terzo turno a Wilmbledon, prima di stabilire il suo record personale agli Us Open nei quarti di finale, battendo addirittura Re Federer. Chiude il 2013 di nuovo in top 20. Nel 2014 è alla 21° posizione, dopo aver raggiunto il terzo turno a Melbourne, Parigi, Indian wells, mentre a Wilmbledon si arrende solo a Federer nel quarto turno. Sconfigge Novak Djokovic nel Master 1000 di Cincinnati, aprendo questa volta la strada a Roger Federer per il suo ottantesimo titolo.

LA PRIMA VITTORIA NEL CIRCUITO MAGGIORE – All’ennesimo rientro come già nel passato, Tommy non intende mollare e infatti dice “Io sono fatto così. Combatto. Le persone che mi conoscono sanno che sono molto metodico, mi piace allenarmi bene e vedere cosa posso fare per migliorare. Ho anche degli appunti che mi ricordano cosa ho fatto l’anno prima rispetto alla stagione in corso. Cerco di essere sempre molto professionale” Molti sono stupiti di questo nuovo rientro anche in ragione dell’età, Tommy infatti ha trentaquattro anni, ma a questo lo spagnolo ribatte   Mi piace giocare a tennis, andare ai tornei ed ambisco ad avere una classifica migliore. Il giorno in cui non mi piacerà più fare questo, mi ritirerò, ma ancora mi diverto, e cerco di esprimere il meglio dal mio gioco. Non ho obiettivi, voglio solo giocare partite, continuare a migliorare e provare a risalire nel ranking”.

Chi l’ha incontrato come il nostro Fabio Fognini sa che Robredo è un avversario molto temibile, dotato di grande fisicità e solidissimo da fondo campo. Possiede inoltre un dritto pazzesco e uno strepitoso rovescio ad una mano. Anche se i suoi punti di forza più temibili sono soprattutto la testa e la tenacia, ciò che gli consentirà forse di risorgere ancora e di nuovo dalle sue ceneri

 

 

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