Us Open – Del Potro: “Una delle partite più incredibili della mia carriera”, Federer: “La schiena non mi preoccupa”

Us Open – Del Potro: “Una delle partite più incredibili della mia carriera”, Federer: “La schiena non mi preoccupa”

L’argentino, incredulo ed esausto, ringrazia il pubblico per il grande sostegno. Lo svizzero si dice soddisfatto per il risultato e la condizione fisica e si prepara al match con Del Potro. Ecco tutte le dichiarazioni.

Juan Martin del Potro

“Non so come sia riuscito a vincere questo match”, ha detto del Potro ai microfoni di ESPN subito dopo la fine della partita. “Sono stato male gli ultimi due giorni e ho provato a giocare al mio meglio. Quando ho visto questo pubblico tifare per me, ho provato a risollevarmi. Se ho lottato così è solo grazie a questo pubblico”.

“Ho giocato uno dei match più incredibili della mia carriera qui agli Us Open, il mio Slam preferito, di fronte ad un grandissimo pubblico”, ha detto Delpo in conferenza stampa. “Dopo l’ultimo punto ero completamente esausto. Ma sono felice di essere passato. Ho giocato una fantastica battaglia contro uno dei migliori giocatori del circuito”.

“A metà del secondo set stavo pensando di ritirarmi, non riuscivo a respirare. Non riuscivo nemmeno a muovermi bene. Dominic stava dominando la partita con grande facilità. Ma poi all’inizio del terzo set l’ho breakkato rapidamente e ho vinto il set in 20 minuti. A quel punto la storia è cambiata. Ho iniziato a guadare e sentire l’appoggio del pubblico. Ho preso tutta l’energia dai tifosi. È questo quello che ho fatto alla fine, ho continuato a lottare. Non ho lasciato andare nessun punto dal terzo set fino al quinto. In quel momento ero pronto a vincere la partita”.

Roger Federer

Lo svizzero ha vinto agevolmente il suo match di ottavi di finale contro Philippe Kohlschreiber, ma, unico neo, è stato costretto a chiamare un medical time out per un massaggio alla schiena, che Federer spiega così: “Ho sentito indurirsi un muscolo della schiena, non saprei bene come definire quel fastidio, ma volevo semplicemente far presto durante la pausa tra secondo e terzo set. In realtà forse sarei dovuto uscire dal campo per il trattamento: normalmente si chiede all’arbitro e si ottiene l’ok, ma ho voluto direttamente il fisioterapista in campo. In tre minuti ero di nuovo pronto. Non volevo che Philipp dovesse attendere, è stata una chiamata di precauzione. Va tutto bene, non ho problemi alla schiena, non sono preoccupato”.

Poi le domande su Del Potro e sul prossimo match: “Ad essere onesti, non so cosa abbia dovuto superare durante il periodo dell’infortunio, non ero con lui, ma è stato fuori per così tanto tempo che è bello rivederlo giocare questo tipo di partite. E’ questo il motivo per cui si ritorna, per sentire il supporto della gente. Dal campo centrale si poteva sentire tutto, è la prima volta che mi capita una cosa del genere. E’ un bravo ragazzo, lo conosco bene, ma quando si è infortunato non ho avuto l’opportunità di vederlo per un po’ di tempo. Mi è sempre dispiaciuto per lui, perchè penso che all’epoca avesse buone chances di diventare numero uno al mondo. Sono davvero contento per questo suo risultato: il prossimo match sarà sicuramente interessante, ovviamente mi ricorda la finale del 2009, che fu una partita epica. Spero che entrambi potremo produrre un’altra prestazione del genere”.

Qualche altra battuta su Del Potro e sulla finale del 2009: “Cosa è successo in quella finale (ride)? Ricordo di essere stato in vantaggio nel primo set, poi poco altro, se non molti rimpianti per quella partita. E’ uno dei quei match che vorrei rigiocare. Probabilmente avrei vinto se fossi salito due set a zero, o due set a uno, ora non ricordo con precisione. Ebbi le mie occasioni, lui fu migliore di me solo al quinto. All’epoca non ero troppo deluso, perchè avevo già vinto il Roland Garros e Wimbledon, poi erano nate le mie due gemelle. Fu il finale di una bella cavalcata, che però chiuse il mio regno quinquennale qui a New York. Lui giocò davvero bene, sconfisse Rafa e me in semifinale e finale, meritò quel titolo. Ma oggi siamo entrambi giocatori diversi. A causa degli interventi chirurgici, il suo rovescio è cambiato, usa molto di più lo slice: solo per questo fattore, il suo gioco è differente. Io invece ora sono più aggressivo in risposta, gioco punti più rapidi, non uso molto lo slice. Ci siamo già incontrati quest’anno a Miami, quindi ho già avuto un assaggio di cosa aspettarmi. Il suo servizio e il suo dritto sono rimasti identici, anzi forse è ancora più potente con il dritto. Credo che entrambi saremo più rilassati stavolta, sono quarti, non una finale. Il dritto di Delpo il migliore mai affrontato? No, penso che quello di Rafa sia il numero uno, poi ovviamente dipende dalle superfici. Quello di Del Potro è piatto, il che gli lascia minori margini di errore: è straordinario con l’inside-out, che poi è un colpo davvero difficile da eseguire. Penso che molti juniores dovrebbero guardare al suo dritto come a un gran dritto”.

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