Us Open: Marin Cilic batte Nishikori. Il campione è lui!

Us Open: Marin Cilic batte Nishikori. Il campione è lui!

Marin Cilic domina Kei NIshikori e vince il suo primo Slam a Flushing Meadows. Grande prova del croato che da domani sarà numero 9. Al giapponese, l’onore delle armi, sapendo di aver fatto sognare un intero paese.

New York. Un giapponese, un croato ed un americano. No, non si tratta dell’inizio di una barzelletta, ma del riassunto dell’inizio della finale degli Us Open. Kei Nishikori, Marin Cilic e Jake Garner, giudice di sedia, sono i protagonisti.
Proprio così, Marin Cilic sfida Kei Nishikori, quasi come, volendo paragonare, se il campionato di calcio se lo giocassero Udinese e Atalanta, oppure se in Formula Uno il gran premio di Monaco fosse scontro tra una Sauber e una Force India. Ma con merito, pieno merito, per i due tennisti. 

A spuntarla è stato Marin Cilic, più fresco del collega nipponico, che ha patito le fatiche dei giorni passati.

Marin Cilic b. Kei Nishikori 63 63 63

La tensione è palpabile per entrambi, fin dal primo gioco. Marin Cilic vince il sorteggio e sceglie di servire e con un paio di prime si porta subito avanti, salvo poi subire una risposta di Nishikori ed un paio di propri errori fino a palla break, annullata con uno strepitoso dritto in corsa dal croato, che poi ritrova la prima e si porta avanti 1-0 al primo cambio campo.
Il giapponese al servizio, si sa, non è impeccabile e fatica subito a mettere in campo la prima, andando sotto 0-30. Due ottimi rovesci aiutano Nishikori a portare il game in parità, per poi sfruttare gli errori del croato. E’ 1-1 a Flushing Meadows.
Per Cilic la prima è devastante ed il croato non fatica affatto a tenere il servizio e cambiare campo avanti 2-1, e si prosegue sulla stessa falsariga, Nishikori a 15, Cilic a zero e le battute sembrano fare da padrone nel primo set del match. 3-2 Cilic dopo 16 minuti.
Tuttavia, ecco il calo al servizio. Nishikori sbaglia col rovescio lungo linea, poi non trova la palla e ancora un errore di rovescio. Tre palle break. La prima è annullata con una gran prima, la seconda pure, ma la terza va a segno dopo un errore del giapponese, infastidito dal back utilizzato da Cilic. C’è il primo break della finale a Flushing Meadows ed è Cilic a condurre 4-2.
Cilic col servizio è una sentenza ed il 5-2 è una formalità, mentre Nishikori gioca corto e non serve granchè, salvandosi comunque dal 30-30, ma non potendo impedire a Cilic di chiudere il set al servizio. 1-0 per il croato e Nishikori che sembra pagare le fatiche degli scorsi match, oppure l’emozione della prima finale Slam.

Secondo parziale con Nishikori che parte meglio al servizio e va a condurre, ma Cilic non sembra essere breakkabile al momento ed è 1-1. Il giapponese è molto falloso e dopo aver annullato tre palle break consecutive, l’ultima con una deliziosa palla corta, è costretto a cedere il servizio ancora una volta, nonostante l’appoggio del pubblico, apertamente schierato in favore del giapponese.
Il croato allenato da Goran Ivanisevic è palesemente in stato di grazia ed annulla due palle break a Nishikori, portandosi avanti 3-1. Non c’è partita al servizio, ma anche negli scambi Nishikori non sembra in grado di poter tenere lo strapotere di Cilic, che cede la battuta solo dopo aver conquistato un altro break sul 5-2, riprendendosi perfettamente e chiudendo il set con un altro 6-3-

Terzo parziale con Cilic che parte alla battuta e soffre, senza concedere palle break, ma riesce a portare a casa il gioco, così come Nishikori nel successivo game. A zero Cilic per il 2-1 e come negli altri parziali, Nishikori è costretto a capitolare e a cedere la battuta che non recupererà più per tutto il match, con Cilic che può volare dritto verso uno straordinario trionfo che lo catapulta nei primi 10 al mondo, numero 90, ad una manciata di punti da Nishikori, comunque autore di un grandissimo torneo, che deve assolutamente essere un punto di partenza nella ancor breve carriera del giapponese.

Cilic, allenato da Goran Ivanisevic, ha compiuto dei passi da gigante, migliorando in tutto e per tutto il suo tennis, dal servizio piatto alla capacità acquisita ora di variare il suo gioco, partendo proprio dalla battuta. Una squalifica per doping – non doping di nove mesi – ridotta a quattro – lo ha reso ancora più forte e come confermato da lui stesso in un’intervista post Australian Open, la vittoria di Wawrinka lo ha motivato a dare tutto, come consapevolezza che anche i giocatori non considerati fenomeni possono vincere ed avere la propria chance. Bravo Cilic a sfruttarla, chissà, forse è l’inizio di un ricambio generazionale, certo è che il successo di Cilic è una grandissima sorpresa in positivo per il tennis e non può che mettere in luce come forse adesso anche al di fuori dei “big 4” ci sia una grande battaglia. Complimenti Marin.

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