Vanni, è crisi!

Vanni, è crisi!

A Torino Luca Vanni esce di scena piuttosto nettamente al primo turno inanellando la sconfitta n. 7 in fila. Sono però 12 le partite perse in questa prima parte del 2016 a fronte di 3 vittorie. Pochi punti, scarsa fiducia ed una classifica che perde 50 posti, nell’anno della riconferma. Cosa succede al bravo e simpatico giocatore toscano?

Nel challenger di Torino (42500 € + H, terra outdoor) Luca Vanni ha perso il settimo match in fila in questo 2016. Il suo avversario odierno, lo spagnolo Perez-Lopez, entrato in tabellone grazie ad uno special exempt, ha sostanzialmente dominato, correndo ben pochi rischi. Due break in tutto l’incontro, ma ben 8 le palle break a disposizione del nostro giocatore, contro le 5 concesse all’iberico, che ha avuto il merito di trasformarne 3. Chiara però la chiave del match, ovvero quel 28 % di realizzazione con la seconda palla di servizio per Vanni, evidentemente in difficoltà quando non riesce a piazzare la sua prima battuta, colpo assolutamente di primo piano nel suo gioco.

Ma al di là dell’analisi del match odierno urge farsi qualche domanda su questi primi 4 mesi dell’anno, una porzione importante della stagione che riconsegna a Lucone, come lo chiamano tutti i suoi tifosi, la miseria di tre vittorie. Una di queste tre, tra l’altro, la prima, contro un giocatore che aveva la sua classifica ma che sta giocando molto bene in questo periodo, il tedesco Jan-Lennard Struff. Una vittoria cui era seguita la sconfitta, in India a Chennai, contro il britannico Bedene, al fotofinish. Una sconfitta che “ci sta”, come si usa dire, contro un buon giocatore, ancora in fase di crescita tra l’altro. Nessun campanello d’allarme era suonato dunque. Le cose erano proseguite positivamente per il toscano anche nel successivo torneo giocato, dopo la vittoria facile con il portoghese Ferreira Silva, era arrivata la sconfitta, ancora in tre set lottati, contro Marco Chiudinelli, che sul veloce è un giocatore di cui avere molto rispetto a livello challenger.
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Fin qui, stagione che lasciava molto speranza per la zampata di assestamento tra i top100. Un momento sempre molto difficile per ogni giocatore che si avvicina al gotha del tennis mondiale.
Proprio al primo Slam della stagione ci si aspettava un piccolo acuto per Luca, e invece arriva la sconfitta inopinata al primo turno contro il modesto britannico Daniel Evans. Altro match con tiebreak perso (sono 6 fino ad oggi) e solo un break in tutta la partita. La programmazione di Luca è giustamente incentrata sugli ATP 250, perché è il momento giusto per approfittare della classifica e quindi si iscrive e gioca in Francia (Montpellier), con sconfitta contro un ottimo giocatore quale Alexander Zverev, lottatissima, al terzo set in volata. Poi vola negli USA, con coraggio e sacrificio, come ogni buon professionista deve fare, per l’ATP250 di Memphis, e viene sconfitto da un brutto cliente quale Mikhail Kukushkin (ancora in un match lottato alla pari). Si iscrive alle qualificazioni di Delray Beach, passa un turno piuttosto facilmentre contro l’ucraino Smimov e perde contro l’enfant du pais Denis Novikov, in un match lottatissimo e ampiamente alla sua portata, soprattutto per le occasioni avute. Un brutto segnale.
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Si cambia superficie e si vola a San Paolo del Brasile, ma si rimedia una pesante sconfitta contro Dusan Lajovic, un giocatore che sa far bene tutto ma che è piuttosto leggero e consente di potersi esprimere, ma da battere, per fare quel salto di qualità ulteriore che con coach Fabio Gorietti sicuramente Luca si era posto in animo di fare per il 2016. Arriva il primo master 1000, a Miami, e Vanni si scontra in un derby contro Andrea Arnaboldi, rimediando un’altra sconfitta netta. Sceglie giustamente di giocare il challenger di St. Bruic in Francia, ma perde contro un giocatore privo di ranking francese, tale Gleb Sacharov, nell’ennesimo match fotocopia con un solo break perso e un tiebreak gettato alle ortiche. Stesso copione a Napoli e Barletta: se la sconfitta in terra partenopea fa i conti anche con la sfortuna di incontrare un giocatore che arriverà poi in finale (il belga De Greef), fa molto male la sconfitta in Puglia, contro una vecchia volpe del circuito come Jurgen Zopp, ancora in volata, ancora un tiebreak perso. E poi, cronaca di oggi, la sconfitta a Torino.

Lucone sembra patire l’incapacità di difendere il suo (ottimo) servizio, di chiudere i match nel finale testa a testa, segnale di scarsa fiducia. Il suo tennis non è lontano da quella qualità che lo portato in un baleno dagli ITF alla top 100 e a giocare a viso aperto con i migliori del ranking. Quello che manca è la solidità e la lucidità nei momenti importanti, nel fare le scelte giuste. Ora c’è anche il tarlo della serie di incontri persi, che va a finire nel braccio a erodere la sicurezza dei momenti migliori. Testa bassa ci vuole, e siamo sicuri che Lucone saprà rimetterla, con l’umilità e il sorriso che lo contraddistingue e lo ha fatto amare al pubblico degli appassionati. Forza Luca, ora più che mai.

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