WIMBLEDON: il Pagellone del circuito Atp. I giovani incombono ma non è ancora tempo per il cambio generazionale.

WIMBLEDON: il Pagellone del circuito Atp. I giovani incombono ma non è ancora tempo per il cambio generazionale.

I Championships ci danno appuntamento all’anno prossimo dopo averci regalato un torneo entusiasmante e una finale memorabile, forse la più bella degli ultimi anni tra Djokovic e Federer. Un torneo che ci ha anche detto chi saranno i campioni di domani, con qualche conferma e anche qualche sorpresa.

I Championships ci danno appuntamento all’anno prossimo dopo averci regalato un torneo entusiasmante e una finale memorabile, forse la più bella degli ultimi anni. Federer non è riuscito nell’impresa di vincere per l’ottava volta Wimbledon ma si è trovato di fronte un Djokovic più maturo e determinato a tornare alla vittoria in uno Slam dopo 3 finali consecutive perse. Un torneo che ci ha anche detto chi saranno i campioni di domani, con qualche conferma e anche qualche sorpresa. I giovani crescono e incombono. E presto potrebbe manifestarsi quel cambio generazionale inevitabile.

Ecco le pagelle dei protagonisti di questo Wimbledon 2014.

Novak Djokovic: voto 8
Un torneo giocato e vinto soprattutto con determinazione e forza di volontà, perché non ha espresso sempre un bel tennis. Contro Cilic, Dimitrov e Federer ha attraversato momenti di appannamento che rischiavano di farlo uscire anzitempo dallo Slam e invece è sempre riuscito a riprendere in mano la situazione. Nella finale si trovava in vantaggio 2 set a 1 e 5 a 2 al terzo con match point a disposizione prima che Federer infilasse 5 games consecutivi e gli soffiasse il quarto set. Chiunque al suo posto sarebbe crollato psicologicamente al quinto ma il serbo ha ripreso a macinare il suo gioco, dimostrando una forza mentale che in pochi hanno nel circuito. Un ritorno alla piazza n. 1 del ranking meritato.
Stoico.

Roger Federer: voto 8
Per due volte negli ultimi 6 anni era stato dato per finito e per due volte lo svizzero ha smentito i pronostici. È l’araba fenice del tennis che risorge puntualmente dalle sue ceneri. Uno Slam giocato con gran classe e all’insegna dell’attacco. Il lavoro con Edberg sembra avergli dato maggiore lucidità in campo nelle scelte da prendere. A 33 anni suonati ha dovuto necessariamente cambiare il suo gioco, accorciando gli scambi e attaccando la rete anche in risposta. Con la vittoria netta per 3 a 0 su Raonic ha mandato un messaggio al mondo: non è ancora tempo per il cambio generazionale. Ha giocato una finale leggendaria persa solo al fotofinish. Sarebbe potuto diventare il primo tennista a vincere 8 volte il torneo di Wimbledon ma purtroppo ha mancato l’appuntamento con la storia. Siamo certi che ci riproverà il prossimo anno.
Commovente.

Dimitrov: voto 7,5
Finalmente il talento del bulgaro è sbocciato. Sull’erba di Londra ha dato prova di grande maturità e si candida seriamente a essere l’erede di Re Roger. Ha giocato un gran tennis ed è stato protagonista di una delle partite più belle del torneo con l’ucraino Dolgopolov (sempre un piacere vederlo giocare, voto 6,5). Ha trovato quella solidità mentale che gli permetterà di restare a lungo ai vertici. Ha annichilito il detentore del titolo e padrone di casa Murray ma ha poi peccato di inesperienza contro Djokovic, non approfittando dei momenti di confusione del serbo che lo ha fatto rientrare in partita per ben due volte. Gli è mancato anche quel pizzico di cinismo che gli avrebbe permesso di punire Nole nelle fasi cruciali dell’incontro. Ma va bene così. Il futuro è lui.
Maturo.

Milos Raonic: voto 7
Il canadese ha dimostrato di essere cresciuto tantissimo nell’ultimo anno. Merito sicuramente di coach Ljubicic. Ha pagato forse l’inesperienza e l’inevitabile emozione di giocare la semifinale del torneo più prestigioso del mondo. E poi ha perso contro un Federer stellare, perciò non ha nulla da rimproverarsi. Ha giocato un torneo solido, sfruttando anche un tabellone favorevole, ma la tensione lo ha bloccato inesorabilmente nella sua prima semifinale a Londra. Crescerà ancora.
Timido.

Nick Kyrgios: voto 7,5
L’australiano è la vera rivelazione di questi Championships. Aveva già stupito battendo al secondo turno la testa di serie n. 13 Richard Gasquet ma è diventato una certezza battendo con grande personalità l’ormai ex numero 1 Nadal. Provato dalla grande impresa ha poi perso dal più solido Raonic, ma ha dimostrato di non essere soltanto un fuoco di paglia. Il ragazzo ha stoffa e promette bene.
Incosciente.

Marin Cilic: voto 7
Nessuno all’inizio del torneo avrebbe puntato un euro sul tennista croato. Dopo un 2013 caratterizzato dall’ombra della squalifica di 9 mesi per doping (poi ridotta a 4) è ritornato in gran forma proprio nello Slam che lo portò agli onori delle cronache diversi anni fa. Ha disputato un torneo ad alti livelli e ha saputo mettere paura a Djokovic. Merita di stare nei migliori 20 del mondo ed è un bene per il tennis che Marin sia tornato. Speriamo ritrovi anche costanza nel rendimento.
Sorprendente.

Stan Wawrinka: voto 6,5
Dopo mesi di delusioni è ritornato in forma per lo Slam londinese. La vittoria in Australia a gennaio lo aveva caricato forse di troppe aspettative. Ha giocato ai suoi livelli anche se a sprazzi, eliminando con disinvoltura un Feliciano Lopez (voto 6) in gran forma in questa stagione sull’erba. È uscito ai quarti da un Federer in grande spolvero. Penalizzato dalla pioggia e dal calendario che lo hanno obbligato a giocare tre partite in tre giorni, se la prende con gli organizzatori. Ma con questo Roger probabilmente il risultato non sarebbe cambiato.
Lagnoso.

Andy Murray: voto 5
Cosa sia successo a Andy il giorno del quarto di finale contro Dimitrov resta ancora un mistero. La frase pronunciata dallo scozzese nel corso del terzo set, “Five fucking minutes before the match starts” (5 fottuti minuti prima del match), ha fatto chiaramente pensare che debba essergli successo qualcosa negli spogliatoi che lo ha scaricato fisicamente e distratto mentalmente. Le ipotesi sono diverse ma nessuno si è sbilanciato a riguardo. Un Murray che gioca così male non si era forse mai visto. Troppo falloso e poco lucido, ha spianato la strada all’amico Dimitrov che non si è certo fatto pregare surclassandolo per 3 set a 0. Lo stesso bulgaro a fine partita ha dichiarato che già nella fase di riscaldamento vedeva che in Andy qualcosa non andava. A ogni modo, qualsiasi cosa fosse, Andy avrebbe dovuto superarla in campo e provare comunque a combattere. Come ci si aspetta da un campione che gioca in casa ed è anche detentore del titolo. E invece si è arreso ancor prima di iniziare a giocare il quarto di finale.
Imbarazzante.

Rafa Nadal: voto 5
Sì d’accordo, Rafa non mastica l’erba, ma anche da lui ci si aspettava di più. È arrivato agli ottavi senza incontrare teste di serie, battendo Klizan, Rosol e Kukushkin (tutti e tre intorno alla 50esima posizione nel ranking Atp) ed è uscito sconfitto da Kyrgios, n.144 del mondo. Ha sempre perso il primo set in ogni incontro giocato, segno della poca concentrazione e del troppo tempo che impiegava a prendere le misure agli avversari. Un Nadal così, se fosse andato avanti, avrebbe di sicuro fatto una brutta figura sia con Federer che con Djokovic.
Incolore.

Simone Bolelli: voto 7
Non potevano tralasciare l’ottima prova del tennista italiano che sull’erba di Wimbledon si trova da sempre a suo agio. Il suo ottimo torneo potrebbe rappresentare per lui una rinascita dopo anni sfortunati. Batte Kohlschreiber (voto 5) giocando un tennis di alto livello ma non riesce a superare lo scoglio rappresentato dal giapponese Nishikori (voto 6) nel turno successivo. Perde al quinto set in un match equilibratissimo in cui ha avuto le sue occasioni per portare a casa un altro scalpo di prestigio.
Ritrovato.

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