Génie, che succede?

Génie, che succede?

C’era una volta una tennista che sembrava quasi surreale per quanto fosse bella e brava. Questa principessa veniva dal Canada e sembrava nell’anno 2014 il nuovo che avanza, colei che potesse segnare insieme alla Halep il cambio della guardia alla vetta della classifica WTA.

La principessa Genie nata a Montreal nel 1994, sembrava sulla rampa di lancio, durante lo scorso anno negli impegni che contano, parliamo ovviamente degli slam ha raggiunto almeno semifinale in tre occasioni su quattro: Uscita in semifinale all’Australian open per mano della fortissima LI NA, ancora eliminata in semifinale al Roland Garros perdendo dopo una battaglia contro la numero 2 del mondo Maria Sharapova. Questa Cenerentola del tennis prende il nome di Eugenie Bouchard.

Nello scorso Wimbledon era arrivata la completa consacrazione con il raggiungimento della finale prima di perdere per mano di una ingiocabile Petra Kvitova. Insomma lo scorso anno sembrava per la nostra principessa l’anno del lancio in testa alla classifica. La sua continuità di risultati su ogni superficie lasciava pochi dubbi sulla sua bravura. Il suo gioco totale lasciava poco respiro alle avversarie, una completezza di colpi ed una forma atletica superiori che facevano di lei la favorita di questo 2015 per una vittoria in uno Slam. La cosa che più saltava agli occhi vedendola giocare era la sua forza mentale, la leggerezza con cui giocava i colpi importanti e lo spirito battagliero che non le faceva mollare nemmeno un punto. Insomma dava sempre una sensazione di positività e di piacere di stare in campo.

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Il punto di svolta negativo della sua ascesa è stato forse il WTA premier di Montreàl, subito dopo la finale di Wimbledon, a casa sua, con tutto il paese ad aspettarsi una sua vittoria. Qui per la prima volta si è vista una Bouchard bloccata, che non riusciva ad esprimere il suo tennis migliore, frenata dalla tensione, ha lasciato strada al primo turno alla non irresistibile Shelby Rodgers. Sarà stata la forte delusione per non aver saputo gestire la tensione, oppure per essersi confrontata forse per la prima volta con un momento difficile ma la  principessina di Montreàl non si è praticamente più ritrovata non riuscendo a riavvicinare i risultati ma soprattutto il livello di gioco del suo 2014.

Quest’anno a seguito della separazione con il suo storico coach, Saviano, si è presentata all’Australian Open senza coach, ha raggiunto i quarti battuta da Maria Sharapova, ma non ha mostrato la stessa brillantezza dell’anno precedente. Da qui la scelta della canadese di trovare un nuovo coach. Improvvisamente terminata la collaborazione tra Azarenka e Sumyk, la canadese ne ha approfittato (avrà rubato il coach alla Azarenka?)-.  Il coach francese a tempo di record, si è accasato con la Bouchard. Ci sono importanti similitudini: quando prese la Azarenka, lei aveva 21 ed era numero 7 WTA. Stessa condizione della Bouchard. Sumyk è un top coach del circuito Wta, visti i risultati che ha ottenuto con Azarenka e Vera Zvonareva (finalista a Wimbledon).

La collaborazione tra i due parte ufficialmente con il torneo di Anversa e non nel migliore dei modi. La Bouchard viene eliminata addirittura al primo incontro e da Mona Barthel, non l’avversario più ostico del circuito. Si sa che iniziare con un nuovo coach è sempre dura per un tennista, così tutti ci aspettavamo una Genie in palla per i due premier Mandatory di Indian Wells e Miami: Qui continua la discesa verso il torpore in cui è caduta. Eliminata al terzo turno dalla Tsurenko a Indian Wells e addirittura al primo turno di Miami contro l’outsider Tatjana Maria proveniente dalle qualificazioni. Questi risultati lasciano basiti i numerossissimi fan della Bouchard. Ultima brutta figura oserei dire proprio ieri sera, dove ha perso contro l’americana Lauren Davis al primo turno del torneo di Charleston. Non riuscnedo mai ad impensierire l’americano e letteralmente non riuscendo a mettere una palla in campo.

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Quello che soprende della Bouchard oltrei ai risultati è l’atteggiamento, rinunciataria, spenta. Lei che di solito in campo dava sempre una sensazione di positività sembra aver perso la luce nel suo gioco. Sempre passiva, non reagisce alla negatività. Non la si vede inveire o esplodere in qualche reazione di rabbia. Questo per quanto riguarda l’aspetto mentale, per quanto riguarda il gioco, incredibile l’infinito numero di errori gratuiti in tutte le sue prestazioni, la palla che non viaggia e che finisce spesso ben sotto il net. Davvero incredibile vedere la canadese in queste condizioni. Sumyk dovrà lavorare molto sulla testa della sua nuova tennista per farla uscire da questo tunnel di torpore e negatività in cui dal torneo di Montreal dello scorso anno sembra entrata.

Eugénie Bouchard è il volto nuovo del circuito. Lo scorso anno è esplosa come una bomba. La sua bionda freschezza le ha consentito di entrare tra le top-10. Inoltre si è aggiudicata il suo primo titolo WTA, a Norimberga. E’ tra i personaggi più amati per la sua avvenenza. Lei ne è consapevole: sulla bellezza ha creato un po’ della sua immagine. Se ne sono accorti al colosso IMG, che le sono piombati addosso appena le è scaduto il contratto di sponsorizzazione con Octagon. La Bouchard è piena di occhi puntati addosso. A modo suo è ancora genuina, di sicuro le distrazioni hanno giocato un ruolo molto importante in uno sport come questo che non perdona il minimo momento di flessione. Dalla Bouchard non ci aspettiamo che vinca tutte le partite ma che almeno torni la serenità e la gioia di stare su un campo da tennis. Il contrario sarebbe un peccato per lei e per noi che da spettatori non vediamo l’ora che il tennis femminile trovi una nuova luminosa stella. L’augurio per la principessa Genie è che i colpi vincenti tornino ad essere superiori dei suoi innumerevoli selfie e che torni a giocare come ha dimostrato di saper fare.

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