Le cinque sconfitte più clamorose del 2015

Le cinque sconfitte più clamorose del 2015

Il 2015 in campo femminile è stato contrassegnato da una parte dal dominio incontrastato di Serena, dall’altro da numerosi exploit di carneadi e modeste comprimarie, capaci di sovvertire i pronostici più ostili e dar vita a vere e proprie imprese sportive. Andiamo a ripercorrere alcuni dei più eclatanti miracoli tennistici della stagione appena conclusasi

Il 2015, in campo femminile, è stato contrassegnato da una parte dal dominio incontrastato di Serena, dall’altro da numerosi exploit di carneadi e modeste comprimarie, capaci di sovvertire i pronostici più ostili e dar vita a vere e proprie imprese sportive. Andiamo a ripercorrere alcuni dei più eclatanti miracoli tennistici della stagione appena conclusasi

 

Lucie Hradecka d. Ana Ivanovic. R1, Australian Open (1-6 6-3 6-2)

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La serba, da sempre dedita allo sfrenato autosabotaggio, in Australia ha trovato il modo di perlustrare anche l’ultima frontiera del masochismo. Nel corso del primo Slam stagionale Ana, autrice di una partenza a dir poco incoraggiante nel suo match d’esordio, si è progressivamente squagliata fino alla definitiva polverizzazione, a vantaggio della modesta rivale di turno, la ceca Lucie Hradecka.

 

Daria Gavrilova d. Maria Sharapova. R64, Miami (7-6 6-3)

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L’irruzione da parte di Daria Gavrilova all’interno del circuito WTA è stata dir poco folgorante. Nonostante il fisico minuto e una classifica non propriamente favorevole (fuori dalle prime 200 all’inizio dell’anno) Gavrilova è stata in grado di guadagnare la top 40 nel breve volgere di pochi mesi. Il successo che ne ha certificato il pedigree tennistico Daria lo ha conseguito a Miami, superando in due set Maria Sharapova. Un’affermazione che ha permesso a Gavrilova di acquisire fiducia nei propri mezzi, dote essenziale per aggiudicarsi altri scalpi eccellenti nel corso della stagione, tra i quali vanno annoverati quelli di Ana Ivanovic e Sara Errani.

 

Jana Cepelova d. Simona Halep. R1, Wimbledon (5-7 6-4 6-3)

 

La slovacca non era nuova ad imprese impronosticabili. Poco più di un anno prima, infatti, Jana sconfisse Serena Williams nel primo del torneo di Charleston. L’affermazione su Halep nel corso dell’ultima edizione dei Championships è figlia di una strenua resistenza da parte della slovacca, capace di rimontare un set di svantaggio alla favoritissima Halep, agevolata da una scriteriata condotta di gara da parte della rumena.

 

Petra Cetkovska d. Caroline Wozniacki. R2, US Open (6-4 5-7 7-6)

 

Probabilmente la sorpresa meno clamorosa tra quelle sin qui analizzate. La danese, reduce da una stagione contrassegnata da numerosi insuccessi, affronta gli U.S Open dovendosi sobbarcare la pressione derivante dalla difesa della miriade di punti conquistati nella precedente edizione, quando raggiunse la finale del Major newyorchese. Un peso evidentemente insopportabile per la danese, data la prematura uscita di scena procuratale dalla talentuosa Petra Cetkovska, all’epoca nr 149 della classifica, ma con un passato da top 30.

 

Roberta Vinci d. Serena Williams. SF, US Open (2-6 6-4 6-4)

Tennis US Open, Roberta Vinci trionfa sulla Williams: in finale con la Pennetta

Trattasi della più grande impresa sportiva non solo del 2015, ma della storia del tennis moderno. Quando il Grande Slam di Serena sembrava ormai prossimo al suo ineluttabile compimento, pronto per essere celebrato ed eternato da media e storici del gioco, ecco che la storia devia dai binari della logica, per dirottare verso la trascendenza. La 32enne tarantina, protagonista di una stagione tutto sommato mediocre, è stata in grado di riversare sull’Artur Ashe tutto il talento, la sagacia e la scaltrezza che ne hanno contrassegnato i datati picchi prestazionali. Un successo strabiliante ed abbacinante per tutti gli italiani, una ferita difficilmente sanabile per l’incredula Serena.

 

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