Circuito Wta 2016 , la rivincita delle veterane

Circuito Wta 2016 , la rivincita delle veterane

Al contrario di quanto accade nel circuito maschile, quello femminile non è mai stato terreno di conquista per giocatrici over 30, tranne l’eccezione Serena. Il 2016 , invece, ha visto la rivincita delle “vechiette” del circuito e grandi difficoltà per molte tenniste più giovani.

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LUNGA VITA ALLE VETERANE- E’ una novità assoluta nel circuito rosa. Diversamente dal circuito maschile, dove a dominare sono gli ultratrentenni, quello femminile non è mai stato un circuito facile quando si supera la fatidica soglia dei trent’anni. Eppure è in atto una chiara inversione di tendenza. La stagione appena conclusa ha visto il ritorno, o la permanenza,  a grandi livelli di diverse Campionesse ormai in là negli anni e, di converso, l’appannamento di tenniste più giovani, seppur già abituate a stazionare nei piani altissimi del ranking. Gli “strani” casi di Venus Williams o come quelli di Jelena Jankovic  , Sam Stosur, Mirjana Lucic-Baroni e della nostra Roberta Vinci ci dicono che le ultratrentenni sono  in grado di essere ancora protagoniste assolute. Quindi, se nel 2015 abbiamo avuto l’azzurra finalista Slam, il trend si è addirittura accentuato nel 2016. Venus con i suoi trentasei anni  e Samantha ,con i trentadue già compiuti, hanno raggiunto entrambe due semifinali in un Major. La prima a Wimbledon, la seconda al Roland Garros. Entrambe stazionano tra le prime venti del mondo, come la nostra Roberta che è rimasta comunque competitiva anche in questa stagione. Infine, la serba Jankovic . Jelena, nonostante i suoi molti alti e bassi, continua a rappresentare una mina vagante nel circuito ed è saldamente nella top 100, come d’altronde lo è  la croata Lucic-Baroni.

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L’IMMANE PESO DEL SUCCESSO- E’ già noto che la vita tennistica si sia allungata grazie ai tanti supporti  di cui godono le atlete. Ma si sa anche che, nel tennis femminile, il fattore emotivo conta molto più   di quanto non incida sul versante maschile. Ciò contribuisce in modo determinante a spiegare  la fase discendente di parabole tennistiche  che, ragionevolmente,  ci si attendeva in fase ascendente. La pressione del successo, insomma,  può risultare fatale. Caroline Wozniacki , piuttosto che Eugenie Bouchard o Ana Ivanovic  ne sono  esempi clamorosi. Purtroppo,  sempre più forti si fanno i rumors di ritiro che aleggiano intorno alla danese, ex numero 1. Guardando indietro nel tempo, ma non troppo, altre tenniste sono state bruciate dalla precocità, dal successo giunto troppo presto. Martina Hingis o Anna Kournikova due nomi su tutte; sperando che la precocità non bruci un altro giovanissimo talento elvetico , da poco affacciatosi nel grande tennis, ovvero Belinda Bencic. Al di là degli infortuni patiti, Belinda non sembra esser  del tutto immune a questo rischio. La lezione da apprendere da queste, come da tante altre storie tennistiche che sarebbe arduo raccontare, è quanto mai chiara: chi riesce a tenere il fisico in ordine , con e nonostante il passar del tempo, chi riesce a mantenere la giusta libertà mentale e, con intelligenza,  adattare il proprio gioco all’età che avanza può aspirare a carriere di lunga durata. Chi , invece, raggiunge il successo in giovanissima età deve dotarsi di qualità mentali in grado, innanzitutto e soprattutto,  di impattare l’immane pressione che ne deriva. Pena il rischio di finire  anzitempo il proprio percorso o di viverlo in un eterno gioco di luci ed ombre. Lunga vita alle veterane, dunque. Quelle veterane che hanno attraversato indenni le tante fasi, belle e brutte,  che una carriera tennistica reca con se e che, con grande passione, continuano a regalare spettacolo , grandi emozioni e tennis di rara bellezza sui campi di tutto il mondo.

Britain Tennis - Wimbledon - All England Lawn Tennis & Croquet Club, Wimbledon, England - 27/6/16 USA's Venus Williams celebrates during her match against Croatia's Donna Vekic REUTERS/Andrew Couldridge

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