Coco Vandeweghe, il meglio deve ancora venire

Coco Vandeweghe, il meglio deve ancora venire

Ogni giorno, gli Australian Open regalano continue sorprese e tantissime storie. Il personaggio odierno è senza dubbio Coco Vandeweghe, tennista statiuntitense che, dopo uno straordinario torneo condito dalle vittorie sulla nostra Roberta Vinci e sulla numero uno al mondo Kerber, ha dimostrato di non voler arrestare la sua corsa ed in nottata ha battuto la spagnola Muguruza, centrando il suo miglior risultato in uno slam dopo i quarti raggiunti a Wimbledon nel 2015, e migliorando il suo best ranking portandosi momentaneamente alla 20esima posizione.

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LA CRESCITA DELLA VANDEWEGHE- Coco nasce a New York nel 1991 e fin da subito si trova a contatto con persone piuttosto famose, come la mamma, pluri rappresentante dell’America alle Olimpiadi, ed il nonno, ex cestista dei New York Knicks. Insieme al fratello Beau, comincia a giocare a tennis all’età di 11 anni ed in poco tempo dimostra di poter avere un futuro in questo sport, non a caso, solamente 4 anni dopo, si trova ad esordire nel circuito Wta. Dopo aver ottenuto discreti risultati a livello Junior, tra cui un trionfo agli Us Open senza perdere nemmeno un set, l’americana, anche se un po’ a rilento, comincia a farsi notare nel circuito maggiore facendo il suo ingresso nella Top 100 e raggiungendo la finale a Stanford, dove viene sconfitta dalla connazionale Serena Williams. Successivamente, dopo due anni passati nel limbo, la newyorkese tira fuori l’asso nella manica, riuscendo a vincere il suo primo titolo in carriera, a S’Hertogenbosch, ed affermando, dopo la vittoria, di aver atteso molto questo momento visti i tanti sacrifici fatti negli ultimi due anni. Nonostante i risultati non siano eccezionali, Coco Vandeweghe continua a dare l’impressione di un continuo miglioramento ed infatti nel 2015, riesce finalmente ad uscire allo scoperto, anche in un evento importante, poichè nel torneo di Wimbledon batte in successione Schmiedlova, Pliskova, Stosur e Safarova prima di arrendersi a Sharapova, conquistando comunque il suo miglior risultato in uno slam. Se non fosse ancora chiaro, la superficie preferita della statiunitense è l’erba, dove può esprimere tutto il suo potenziale, in particolare il suo ottimo servizio e la sua incredibile potenza, ed il torneo di S’Hertogenbosch ne è la conferma, infatti, nel 2016, in Olanda, la Vandeweghe vince il suo secondo titolo, sempre sull’erba, e migliora il suo best ranking raggiungendo la posizione numero 29.

UN CARATTERE FORTE- Senza dubbio, l’americana ha varie lacune sia dentro che fuori dal campo, però, ciò che le manca, riesce a colmarlo con una dote assolutamente da non sottovalutare: la personalità. Un esempio palese di questo suo forte carattere sono le dichiarazioni che lasciò qualche anno fa in merito a Carmelo Anthony, cestista che gioca in Nba, il quale, secondo lei, è piuttosto morbido, ovvero non ha quel fuoco negli occhi che lei reputa fondamentale in uno sportivo. Se la personalità è il punto forte del suo carattere, non le manca di certo neanche l’ambizione, come testimoniano le dichiarazioni di qualche anno fa, quando la Vandeweghe affermò che il suo obiettivo era sempre stato il primo posto del ranking, coltivando comunque il desiderio di vincere uno slam.

IL 2017 TENNISTICO- L’americana, comincia la stagione a Sydney, dove supera il primo turno, ma cede nel round successivo alla Duan. Successivamente, si sposta a Melbourne per disputare gli Australian Open, i quali, a quanto pare, sembrano non risultarle troppo favorevoli visto un sorteggio piuttosto insidioso. La statiunitense, nonostante ciò, parte subito bene battendo in 2 set Roberta Vinci, per poi superare nei turni successivi Parmentier e Bouchard, battendo entrambe dopo due match faticosi. La Vandeweghe sembra non avere speranze quando trova sul suo cammino la campionessa in carica, nonchè numero uno al mondo, Angelique Kerber, però, in campo, si dimostra ancora una volta molto solida battendo la tedesca in poco più di un’ora. La stessa sorte è toccata, in nottata, alla spagnola Muguruza, estromessa dal torneo con un netto 64 60, un punteggio che è valso a Coco la prima semifinale slam in carriera. Nei prossimi giorni, affronterà la più grande delle sorelle Williams, Venus, per giocarsi un posto in finale.coco-vandeweghe.vresize.1200.675.high.94

Dopo questo incredibile exploit avuto a Melbourne, che le porterà molti vantaggi, l’americana avrà solo da guadagnare. Innanzitutto, questo torneo australiano le darà un’iniezione di fiducia non indifferente, poi, questi punti la aiuteranno molto in classifica, permettendole l’accesso di diritto in tutti i tornei e magari accreditandola di una testa di serie, anche in tornei di un certo spessore, evitandole avversarie complicate nei primi turni. Infine, la sua parte di stagione preferita è ancora lontana, ma chissà che con una buona preparazione fisica e mentale, non potrà ripetersi a Wimbledon e quindi fare il suo ingresso nelle parti alte del ranking, lì dove si trova Karolina Pliskova, proprio l’argomento centrale di un’intervista alla Vandeweghe, la quale, dopo la sua vittoria sulla ceca a Wimbledon, ha spezzato quel sentimento di sorpresa presente in tutti, affermando di essere più forte della Pliskova. Quindi, se il fisico la assisterà e se lei continuerà a lavorare duro senza montarsi la testa, in questa stagione potremmo assistere ad una vera e propria rivelazione tennistica e sicuramente ci sarà da divertirsi, senza dimenticare, inoltre, che alla fine di agosto, la Vandeweghe disputerà il torneo di casa, gli Us Open, e lì, potrebbe essere veramente un ostacolo molto duro da incontrare.

1 commenti

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  1. Andrea Centoni - 9 mesi fa

    Caro Rafa, da tifoso di Nole ti dico credici, perché insieme a Roger, state regalando emozioni non tanto ai tifosi ma agli amanti del tennis. In bocca al lupo.

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