Cosa ne sarà di Eugenie Bouchard?

Cosa ne sarà di Eugenie Bouchard?

Tante domande e poche certezze: questa è l’attuale Eugenie Bouchard, tennista canadese che, dopo un grande exploit, avuto forse troppo presto, ora sembra non riuscire a trovare una via d’uscita dal suo brutto momento, che va avanti da molto tempo e pare non dover mai finire. Rivedremo mai la vecchia Bouchard oppure il meglio è già, purtroppo, passato?

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5 SCONFITTE AL PRIMO TURNO NEL 2017- Non poteva iniziare in maniera peggiore la stagione 2017 per Eugenie Bouchard, la quale ha preso parte al torneo di Brisbane, dove è stata sconfitta al primo turno da Shelby Rogers, in un match che ha visto la canadese presente solamente nel secondo set, vinto 62, ma che non è stato sufficiente a compensare i restanti due, persi 62 61. Se però dei segnali di miglioramento si sono visti nei due successivi tornei, dove ha raggiunto una brillante semifinale a Sydney, battendo giocatrici del calibro di Cibulkova e Pavlyuchenkova, ed agli Australian Open, dove ha centrato il terzo turno, cedendo alla futura semifinalista Vandeweghe 75 al terzo, la tennista di Montreal ha completamente invertito il trend positivo, inanellando una serie di 4 sconfitte consecutive al primo turno, venendo eliminata subito dai tornei di Acapulco, Indian Wells, Miami e, questa settimana, Monterrey. La cosa che però fa più scalpore, non riguarda le sconfitte in se per se, bensì le avversarie contro le quali sono arrivate e soprattutto il pessimo tennis espresso dalla 23 enne nordamericana, che ha dato l’impressione di non avere le idee molto chiare sul da farsi e non sembra aver risolto nemmeno il dilemma dell’allenatore, dopo le separazioni da Sunyik ed Hogstedt. La speranza per la Bouchard è che la stagione sul cemento, che le ha regalato pochissime gioie, passi in fretta per lasciar spazio a quella sulla terra, dove la canadese dovrà cercare di fare i punti necessari per mantenere un livello di classifica decente ed evitare di sprofondare. 

IL SUO MOMENTO E’ ARRIVATO TROPPO PRESTO?- La carriera di Eugenie Bouchard è stata inevitabilmente condizionata dagli ottimi risultati raggiunti nel 2014, un’annata che ha riservato molte soddisfazioni alla canadese, ma che le ha comunque dato uno scossone non indifferente, il quale si sta rivelando piuttosto controproducente con il passare degli anni. La domanda che tempesta le menti di molte persone è proprio questa: in che modo i risultati centrati dalla Bouchard in giovane età hanno influito sulla crescita e sulla carriera della tennista di Montreal? Partendo con ordine, bisogna tornare indietro fino al 2014, quando una ventenne proveniente dal Canada si affacciava ai vertici del tennis, grazie ad un grandioso cammino negli Open d’Australia, che le consentirono di entrare nella Top 20 per la prima volta in carriera. Questo grande exploit le permise di farsi notare non solo in ambito tennistico, infatti, essendo indubbiamente una bella ragazza, la Bouchard cominciò ad essere molto corteggiata non solo dai giornalisti che le chiedevano continuamente interviste, ma anche dai fotografi, che la bersagliavano, e da molte aziende di diversi settori, anche se solo qualche anno dopo firmò il suo primo importante contratto, diventando testimonial di una nota marca di dentifricio statiunitense. La tennista di Montreal, dopo l’ottimo percorso a Melbourne che aveva inevitabilmente creato delle aspettative, riuscì a ripetersi a Parigi, dove raggiunse, anche al Roland Garros, le semifinali che la proiettarono alla 13esima posizione del ranking. Un nuovo astro nascente del tennis stava venendo alla ribalta ed il Canada sorrideva più che mai poichè aveva trovato una potenziale top player, sulla quale investire in futuro data la sua tenera età, ma il meglio doveva ancora venire: nel terzo slam della stagione, nel tempio del tennis, a Wimbledon, la 23enne di Montreal si spinse fino in finale, diventando la prima tennista canadese a disputare una finale slam, dove fu costretta, però, ad arrendersi a Petra Kvitova. Il 2014 fu allo stesso tempo il potenziale inizio di una carriera piena di soddisfazioni ed il potenziale inizio di un terribile declino; purtroppo, la seconda ipotesi prevalse sulla prima ed Eugenie Bouchard non riuscì a tornare a certi livelli, ma non ci andò neanche vicina. In molti sostengono che ella abbia avuto il suo momento troppo presto e le emozioni, unite alle aspirazioni per il futuro, possano aver preso il sopravvento, non permettendo alla canadese di concentrarsi esclusivamente sul tennis; probabilmente è andata così e la Bouchard non è stata capace di gestire determinate cose e, per certi versi, la sua storia può richiamare a quella di Anna Kournikova, la quale, fattasi notare grazie alla semifinale raggiunta a Wimbledon quando aveva solo 16 anni, divenne celebre prevalentemente per la sua bellezza, ma fu costretta a ritirarsi dal tennis molto giovane. Molti aneddoti raccontano che la russa fosse una delle persone che attraeva maggiormente i media, i quali non perdevano occasione per strapparle una parola o un sorriso, ma indubbiamente le facevano distogliere l’attenzione dal tennis giocato. Forse, se la Bouchard non avesse conseguito questi risultati troppo giovane, bensì qualche anno più tardi, oggi staremmo parlando di una pluri campionessa slam, ma questa è solo un’ipotesi senza alcun fondamento.bouchard-eugenie-140830

COSA NE SARA’ DEL SUO FUTURO?- Se si guardano gli ultimi risultati, il futuro di Eugenie Bouchard non appare molto roseo, soprattutto in virtù dei circa 650 punti da difendere entro la fine della stagione, un compito, però, attualmente non molto facile da svolgere a causa del brutto momento che la canadese sta attraversando. Per la Bouchard, che ora si trova costretta a dover centrare qualche buon risultato per evitare di sprofondare troppo in classifica, paradossalmente, sarebbe meglio ripartire dal basso, senza alcuna pressione e con tutte le buone intenzioni per tornare ai livelli ai quali ha dimostrato di poter competere; ovviamente, spetterà a lei la decisione di concentrarsi sul tennis a tempo pieno o meno. Uno degli aspetti più importanti, se non quello fondamentale, è proprio la decisione sul da farsi in futuro, ovvero se la 23enne canadese vorrà dedicarsi al tennis oppure accantonarlo per lasciare spazio magari ad un’attività imprenditoriale o ad una carriera su altri palcoscenici. La speranza che il mondo del tennis coltiva è che la canadese possa calcare ancora certi campi e regalare agli appassionati delle giocate da campionessa, che tutti si augurano diventi; nel caso la Bouchard decida di intraprendere altre strade, ci sarà ovviamente un po’ di amarezza, ma comunque il desiderio è che Eugenie possa realizzarsi nella vita ed essere felice, anche al di fuori di un campo da tennis. Insomma, dipende tutto da lei ed è forse uno dei pochi casi nel quale il problema è a livello mentale e non tecnico, poichè se la tennista di Montreal decidesse di concentrarsi solo ed esclusivamente sul tennis, probabilmente riuscirebbe a trovare un po’ più di continuità, risollevandosi in una classifica che non rispecchia il suo effettivo valore, e dando al Canada un’atleta nel tennis femminile, che possa reggere il confronto con i connazionali maschili, i quali danno l’impressione di poter diventare veramente forti se si pensa ai giovani Shapovalov ed Auger-Aliassime.

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