Flavia ora fai pace con la terra (rossa)

Flavia ora fai pace con la terra (rossa)

Flavia Pennetta (ITA) - Maria Kirilenko (RUS)

La stagione sul cemento per Flavia Pennetta è stata da dieci e lode. Ora l’attende la terra battuta, la superficie preferita, dove però non ha mai portato a casa risultati rilevanti.

di Lorenza Paolucci

A Flavia Pennetta le cose troppo semplici non sono mai piaciute. I risultati di questo inizio di stagione che l’hanno vista vincente per quattro volte su cinque contro delle top ten e perdere o faticare con avversarie anche fuori dalle prime cento, sono fotografia della carriera della brindisina. La sconfitta al primo turno di Monterrey contro la sempre verde Date – Krume, non cancella di certo un inizio di stagione a livelli altissimi, impensabile dopo che ad inizio gennaio il polso aveva ricominciato a fare capricci.
L ‘acuto nel deserto californiano è stato di quelli assordanti e l’ha consacrata come la racchetta italiana più forte di sempre sul veloce. Il cemento è da tempo habitat naturale di Flavia, e non devono ingannare i sette dei dieci WTA vinti sulla terra battuta, tutti di seconda fascia, nulla rispetto ai risultati sul duro, quelli grazie ai quali ha scritto la storia.
Se le connazionali aspettano come fosse una boccata d’aria la stagione su terra per ritrovare  il loro tennis, per Flavia il rosso sarà un banco di prova affinchè possa mettere una firma indelebile  anche sulla terra battuta.  La n.2 azzurra ha sempre dichiarato di amare la terra  più di ogni altra superfice ma di fatti è il cemento a rinvigorirla, come una fonte dalla quale anela per trarne forza nei momenti di difficoltà.
Al contrario sul rosso la brindisina non ha mai compiuto imprese degne di nota, a parte il terzo turno nel 2008 al Roland Garros, quando superò Venus Williams. Per il resto nei tornei maggiori niente di importante, a Roma non è mai andata oltre i quarti e si sa quando il calorosissimo pubblico romano, che l’ama particolarmente, sarebbe felice di vederla negli atti finali del torneo.  Per non parlare poi del fatto che le prime del mondo sulla terra sono tutte piuttosto ridimensionate e se Flavia riesce a domarle sul cemento potrebbe farlo un po’ più comodamente sulla superficie a lei più congeniale.
Si spera allora che la Pennetta 2.0 ingrani la marcia anche in quelli che sono per tradizione i tornei degli italiani. La superficie dovrebbe favorirla anche se invertire una tendenza non è mai facile.
Però si sa a Flavia Pennetta le cose semplici non sono mai piaciute.

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