Flavia, una semifinale strameritata

Flavia, una semifinale strameritata

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Ieri pomeriggio l’Italia tennistica si è fermata con il fiato sospeso ad assistere all’ennesimo spettacolo che le ragazze del tennis sono riuscite a regalarci ancora una volta. Chi l’avrebbe detto che dopo il derby sororicida dello scorso anno Errani-Vinci, ce ne sarebbe stato un altro, giusto per assicurarci di nuovo un’italiana in semi di slam, di nuovo a New York. E chi l’avrebbe detto che dall’altra parte della rete ci sarebbe stata la “sorella maggiore” di Roberta Vinci, quella Flavia Pennetta che la tarantina ha sempre visto come irraggiungibile singolarista, fino a superarla nel ranking mondiale, a toglierle il posto da titolare in Fed Cup, a guardarla questa volta dall’alto in basso. Soprattutto quella Flavia Pennetta che un anno fa, lo slam americano, il suo torneo preferito, lo vedeva con un braccio ingessato dal divano di casa, pensando forse all’occasione della vita persa l’anno prima contro la tedesca Kerber, quando promise: “mi rifarò…” .
Detto fatto. Oggi Flavia è stata troppo per Roberta, troppo più concentrata, troppo più affamata dal digiuno che mille difficoltà, mille occasioni mai trasformate e mille critiche le avevano inferto.
La prima semifinale slam della carriera a 31 anni può essere visto come un risultato arrivato troppo tardi ma anche come la zampata di un campionessa dall’orgoglio e dalla caparbietà infinita. E’ vero si la brindisina avrebbe potuto averne di più nel suo palmarés, ma troppo spesso è scivolata ad un passo dal traguardo. Brava però ancora una volta a preparasi di nuovo la strada per arrivare lì, dove prima si era sempre fermata, e la grande mela è il percorso che Flavia meglio conosce. Così come l’avversaria di oggi, la quasi-sorella che conosce dall’età di 11 anni, con la quale da ragazzina condivideva la stanza al centro federale di Roma, e con la quale forse mai pensava di arrivare fin qui.
L’esultanza contenuta a fine partita e l’abbraccio all’amica di sempre, sono lo specchio della donna, prima che dell’atleta, così come l’applauso sulla voleè da manuale di Roberta a partita ancora piuttosto aperta.
La Vinci dal canto suo, è sfortunata ad imbattersi sempre nei derby del cuore, quando si tratta di piazzare l’acuto in uno slam, partite da vincere prima emotivamente e poi sul campo. Oggi si è giocata anche uno storico accesso in top-ten ma ci auguriamo che possa rifarsi al più presto, magari contro un’avversaria che le stia sulle scatole.
Tornando alla Pennetta un risultato più che meritato, che rappresenta il giusto coronamento di una carriera intera per l’italiana che forse più di tutte ha saputo in questi anni giocare alla pari e battere le più forti del mondo.
Comunque prosegua il suo torneo Flavia è tornata e lo ha fatto nel suo stile, alla grandissima.

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