Il 2015 di Masha : una corsa sulle montagne russe

Il 2015 di Masha : una corsa sulle montagne russe

Il 2015 di Maria Sharapova è stato caratterizzato da continui alti e bassi. Tante le ragioni, a cominciare dai una condizione fisica non sempre buona.

Commenta per primo!

La sua autobiografia è attesa per il 2017, la nostra l’ha preannunciata ; vedremo se arriverà. Intanto, Masha chiude questo 2015 , un anno per lei certamente non memorabile. Maria chiude la stagione al quarto posto del ranking, superata da Garbine Muguruza.

L’amatissima , dai suoi innumerevoli fans sparsi per il globo, ha vissuto diverse fasi negative e cinque soli picchi: la vittoria a Brisbane, un’ottima finale a Melbourne, il successo a Roma ,l’alquanto inattesa semifinale alle Finals ed , infine, la finale in Fed Cup. Oggettivamente poco per segnare in positivo l’anno appena chiuso. La sensazione che ha accompagnato l’intera stagione di Masha è quella di un’eterna rincorsa; una rincorsa verso una condizione ottimale che, per diverse ragioni, non è quasi mai stata raggiunta.

sharo brisbane
Se la partenza brillante a Brisbane e la finale a Melbourne avevano lasciato ben sperare, il cammino nella prima parte della stagione non l’ha mai più vista continua nel rendimento. Tranne che nella felice parentesi romana, sono riapparsi i soliti problemi al servizio, una certa mancanza di reattività e la già ben nota prevedibilità tattica ; tutti elementi che non sono stati compensati dalla innata solidità mentale che, già nel 2014, aveva “salvato” la russa in molte occasioni.

masha roma

Ecco, forse i prodromi di questo 2015 risalgono alla passata stagione tanto da poter considerare quest’anno come il naturale prosieguo dell’anno precedente, con il suo carico di problemi accentuati e non ancora risolti.

  La ulteriore nota dolente è rappresentata anche dall’alto  numero di infortuni patiti da Maria: dai virus intestinali ai problemi al braccio e al ginocchio, l’anno che si chiude  si è rivelato davvero difficile. Intere fette di stagione sono state saltate a piè pari; dopo Melbourne il bilancio negli Slam è in rosso.

DaWimbledon in poi vederla in campo è stato un evento davvero raro e solo nelle ultime settimane si è rivista , a tratti, la Masha delle prime settimane australiane.
Bilancio negativo dunque, anche perchè, al netto degli i infortuni, l’impressione è che qualcosa nell’approccio e negli schemi di Masha non funzioni più a dovere. Gli upsets subìti nella parte centrale dell’anno denotano una mancanza di continuità, quasi una “distrazione”, che mai era apparsa prima. A Sven Groeneveld, suo coach, il compito di aiutare la sei volte campionessa Slam a ritrovare la strada della continuità , augurandoci innanzitutto che il 2016 veda Masha lontana dagli infortuni e sempre più solida nel suo ruolo di vera icona del tennis femminile.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy