Johanna Konta: “Sono contraria ai cambi di residenza per risparmiare sulle tasse”

Johanna Konta: “Sono contraria ai cambi di residenza per risparmiare sulle tasse”

La tennista britannica non lascerà il suo paese per trasferirsi in un paradiso fiscale e risparmiare sulle imposte, rinunciando, così, ad una pratica sempre più diffusa tra gli sportivi di primo livello.

di Pierluigi Serra, @pierluigi_serra

I giocatori di tennis, a causa dei loro grandi introiti, sono costretti a pagare tasse particolarmente ingenti. Per questo motivo molti atleti decidono di spostare la propria residenza in uno dei molti paradisi fiscali, come Monte Carlo, Bahamas o la Svizzera.

La numero uno britannica, Johanna Konta, in un’intervista per il Daily Mail, ha assicurato che non ha alcuna intenzione di cambiare residenza e che, seppur implichi una perdita importante di denaro, preferisce trascorrere del tempo a casa senza la preoccupazione di dover contare i giorni di permanenza.

Secondo la legge, infatti, si è tenuti a trascorrere un certo numero di giorni nel paese in cui si ha la residenza fiscale; facendo così, Konta avrebbe ancora meno tempo da dedicare ai suoi cari e ai suoi familiari in Gran Bretagna. Ha fatto la stessa scelta anche Andy Murray, che, infatti, è da sempre residente nel Surrey, al contrario di Kyle Edmund, che, invece, tra molte polemiche, ha deciso di trasferirsi alle Bahamas.

“Io personalmente sono contraria”, ha detto Johanna Konta a proposito del cambio di residenza per risparmiare sulle tasse. “Non è una cosa che mi passa per la testa. Questa è casa mia e so che se spostassi la mia residenza all’estero dovrei passare per forza del tempo lontano dal mio Paese. Non mi piacerebbe avere restrizioni sul tempo che voglio passare a casa con la mia famiglia. Non mi voglio mettere in una condizione del genere, per cui pagherò le mie tasse con serenità stando a casa”.

Konta ha recentemente cambiato allenatore e si è unita a Michael Joyce, che vive in Florida: “Le mie radici sono state fisse in Gran Bretagna fino ai quattordici anni. È tantissimo tempo, quasi la metà della mia vita. I miei allenatori provengono da altri paesi e, come tutti gli esseri umani, vogliono trascorrere del tempo con le loro famiglie, per questo sono disponibile ad allenarmi dove vivono loro”.

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  1. Enrico Carrossino - 6 mesi fa

    anche perchè in uk paga un cazzo di suo…

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  2. Leandro Cesare Landi - 6 mesi fa

    Credo che per i super ricchi possono accordarsi per pagare un Fourfet almeno in Italia è così

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  3. Basilio Sileno - 6 mesi fa

    Quindi?

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