La crisi del tennis femminile italiano. Il 2018 e la mancanza di ricambi generazionali

La crisi del tennis femminile italiano. Il 2018 e la mancanza di ricambi generazionali

Due top 100 e la generazione di tenniste nate negli anni novanta che fatica ad affermarsi. Mentre tra le giocatrici nate tra il 1965 e il 1987 c’è stato un costante ricambio.

di Monica Tola

Nessuna rappresentante italiana in tabellone principale ai tornei di Sydney e Brisbane, classici e prestigiosi appuntamenti di preparazione agli Australian Open. Il tennis femminile azzurro sarà presente a Auckland, con Sara Errani, Deborah Chiesa e Jessica Pieri che disputeranno le qualificazioni. Solo Camila Giorgi, infine, in main draw a Shenzhen. Camila Giorgi e Francesca Schiavone tra le 128 giocatrici che a oggi sono sicure della partecipazione al primo Slam stagionale. Per Roberta Vinci e Sara Errani le qualificazioni. Uno scenario desolante se rapportato a quanto abbiamo vissuto in poco più di dieci anni: il trionfo di Francesca Schiavone al Roland Garros 2010, la finale della “Leonessa” un anno dopo. Terra parigina che ha sorriso anche a Sara Errani, finalista nel 2012. Poi la storica finale azzurra agli Us Open 2015 tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Quattro ex top 10 con Francesca Schiavone capace di diventare la quarta giocatrice al mondo, Sara Errani la quinta, e i best ranking di 6 e 7 rispettivamente per Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Aggiungiamo anche quattro Fed Cup vinte tra il 2006 e il 2013. Il fantastico quartetto rappresenta un ciclo quasi chiuso: Flavia Pennetta si è ritirata a fine stagione 2015. Robertina Vinci ha recentemente annuciato che chiuderà la carriera ai prossimi Internazionali d’Italia , Francesca Schiavone giocherà, come è normale che sia alla soglia dei 38 anni, senza fissarsi particolari obiettivi. Sara Errani, infine, precipitata sotto le prime 140 è in attesa della sentenza del Tas di Losanna per via del ricorso presentato dalla Nado. Ranking alla mano, le maggiori aspettative sono dunque legate a Camila Giorgi, giocatrice capace di battere una top 10 e perdere al turno successivo da una perfetta sconosciuta. Prigioniera dei propri rigidi schemi di gioco la Giorgi ha finora smentito chi per lei aveva previsto grandi affermazioni e un rapido accesso tra le grandi del tennis. C’è poco da sorridere se si scorre la classifica delle prime 10 italiane: due top 100 (Giorgi numero 79 e Schiavone numero 92). A seguire: Roberta Vinci (117), Sara Errani (143), Jasmine Paolini (172), Deborah Chiesa (191), Martina Trevisan (205), Georgia Brescia (206), Jessica Pieri (225), Giulia Gatto-Monticone (271).

IL VUOTO GENERAZIONALE – Le tenniste nate negli anni sessanta (Raffaella Reggi classe 1965 e ex numero 13 al mondo, Sandra Cecchini coetanea della Reggi e ex numero 15), hanno trovato il pronto ricambio generazionale nelle ragazze degli anni settanta: Silvia Farina, (classe 1972 e best ranking 11), Tathiana Garbin (nata nel 1977 e ex numero 22 al mondo), Rita Grande (classe 1975 e ex numero 24). Lo stesso è avvenuto nel passaggio con gli anni ottanta rappresentati da Francesca Schiavone (1980), Flavia Pennetta (1982), Roberta Vinci (1983) e Sara Errani (1987). Sembra proprio che la continuità si sia interrotta. A meno che qualche insperato exploit delle più giovani che attualmente arrancano tra le retrovie non ci smentisca.

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  1. Andrea Mennilli - 6 mesi fa

    Vogliamo la Giorgi, speriamo in un miracolo, una tennista da enormi potenzialità inespresse.

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  2. Diego Rasoli - 6 mesi fa

    quelle di adesso non hanno voglia di fare una minchia vanno a scuola il pomeriggio dormono ed escono poi alla sera fino alle 5 del mattino tra l altro ubriache!!

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  3. Claudio Garbati - 6 mesi fa

    Purtroppo poi le migliori dei primi anni 90 chi per infortuni chi per poca testa chi perché ha mollato le abbiamo perse quasi tutte…. besser j.mayr dell’angelo eccel barbieri poi Burnett e dentoni che o nel 2018 o mai più… molte troppe lasciate al loro destino. Poi tra le poche alcune rubate tipo oprandi Sabino ecc perché la nostra federazione se ne frega…. cmq vedremo .forza azzurre

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  4. Alessandro Pelliccia - 6 mesi fa

    Perché come in politica, ci sono i raccomandati ( figli di maestri, ecc.) che vengono favoriti già da bambini, e così facendo si perdono per strada molti possibili talenti “veri”.
    Lo dico perché lo vivo di persona, non mi invento niente!

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  5. Trimonti Maurizio - 6 mesi fa

    La pennetta manca molto.
    Fighetta e brava.

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  6. Virginia Valdinocci - 6 mesi fa

    Siete sempre nel mio cuore ciaoooooooo

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  7. Isabella Acquario - 6 mesi fa

    Che campionesse grandiiiiiiiiiiiiii ❤

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  8. Enrico Carrossino - 6 mesi fa

    l’addio della pennetta non ci voleva…

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    1. Michele Monfasani - 6 mesi fa

      Va per i 36 l’anno prossimo…

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    2. Enrico Carrossino - 6 mesi fa

      Si ma si è ritirata due anni fa all’apice

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  9. Maria Casartelli - 6 mesi fa

    Non che il tennis italiano maschile stia meglio!!!
    Anzi dobbiamo andare agli anni 70 per avere un quartetto con Panatta Bertolucci Barazzutti Zugarelli che ha vinto l’unica Coppa Davis e Panatta Roma e Parigi Poi più niente
    Direi che negli ultimi 40 anni hanno fatto meglio le donne che gli uomini
    Parliamo di 40 anni :dagli anni 70 al 2018 e il tennis italiano ne esce piuttosto male
    Non certo per colpa dei giocatori e delle giocatrici E’ la federazione che deve interrogarsi sul perché.

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    1. Serafino Paoloni - 6 mesi fa

      La federazione chiede solo soldi ai circoli.. Senza dare praticamente nulla in cambio.. Vergogna

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