La roulette del circuito femminile

La roulette del circuito femminile

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In questi anni l’unica certezza nel circuito WTA sembrava essere la quasi imbattibilità di Serena Williams. Ora con l’americana in crisi il tennis in gonnella è diventato ancor di più un’ autentica roulette, con pochi punti fermi e tante sorprese.

di Lorenza Paolucci

Che il tennis maschile sia più bello ed affascinante del tennis femminile è una sacrosanta verità, basta vedere il numero di appassionati che attirano i match in calzoncini, rispetto a quelli in gonnella. Un’altra verità sacrosanta però sta nel fatto che il circuito WTA ci regala da anni emozioni, sorprese, ed una piacevole incertezza che nell’ATP è difficile trovare.
L’unica variante che spingeva in una prassi consolidata anche la WTA era la quasi imbattibilità di Serena Williams: di fronte allo strapotere dell’americana nulla può nessuna avversaria, tanto più forte Serena in tutto, fisico in primis. La n.1 del mondo però sta vivendo una stagione disastrosa, mai oltre gli ottavi nei tornei dello Slam e con “appena” tre titoli all’attivo nel 2014, lo scorso anno di questi tempi ne aveva vinto esattamente il doppio, tra i quali il Roland Garros. Per carità una battutta d’arresto ci può stare, d’altronde Serena è umana anche lei e resta sempre la più forte di tutte, ma vederla scivolare per tre Slam di fila e per fino a Wimbledon ha sorpreso tutti.
Dietro Serenona però non c’è nessuna pronta a diventare dominatrice nel circuito femminile. Con Victoria Azarenka tormenatata dagli infortuni, l’unica che sembra viaggiare più spedita delle altre è Maria Sharapova, che ha la cattiveria e la mentalità della fuoriclasse assetata di vittorie, cosa che manca alle rivali.  Nemmeno la russa però è una schiacciasassi, ha vinto a Parigi rincorrendo spesso e a Londra, dove con l’uscita di Serena era diventata la favorita numero uno, ha pagato l’ennesima partenza in deficit cedendo ad Angelique Kerber.
Sembrava potesse essere la stagione di Li Na, vincitrice senza appello del primo Slam dell’anno. L’asiatica ad inizio stagione aveva intrapreso un ruolino di marcia incredibile con tre sole partite perse tra gennaio e marzo per mano della ceca Cetkovská ( a Doha), di Flavia Pennetta (ad Indian Wells) e Serena Williams (a Miami). La primavera però l’ha spinta in una fase discendente difficilmente spiegabile, culminata nelle brutte sconfitte di Parigi e Wimbledon. C’è poi il gruppo dell’eterne incompiute, della quale fa parte Agneska Radwanska: intelligenza tattica e sublime sensibilità di braccio ma sembra quasi faccia di tutto per non vincere uno Slam. La sconfitta negli ottavi a Londra è solo l’ultima di una lunga serie di occasioni sprecate dalla polacca per portare finalmene in bacheca un titolo Major.
La segue Ana Ivanovic, il talento proporzionato ad una forte instabilità di nervi. La serba uno Slam lo ha vinto, nel 2008, ma nonostante gli ultimi sintomi di reazione, la bella Ana continua a fermarsi sempre ad un passo dal traguardo: a Parigi ha buttato all’aria una ghiottissima possibilità di bissare il titolo al Roland Garros. In fine ci sono le nuove leve, Halep, Bouchard, Muguruza, Stephens. La rumena con la finale persa in Francia contro la Sharapova ha finalmente superato al prova Slam, dove lo scorso anno non aveva mai brillato. Con l’uscita delle favorite ora è lei, insieme a Petra Kvitova, la più accreditata a vincere i Champioship, dove anche quest’anno tira aria di outsider.

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