Laura Robson, pronta a sbocciare?

Laura Robson, pronta a sbocciare?

Laura Robson parla della stagione ormai alle porte, sostenendo la sua volontà di voler tornare ai piani alti del tennis femminile.

Ci siamo. Laura Robson è, finalmente, pronta a buttarsi alle spalle l’incubo della operazione al polso che l’ha tenuta lontana dai campi da gioco per più di un anno e mezzo. E, guardare avanti verso un 2016 ricco di successi.

Dopo il suo rientro in estate, Laura Robson, era riuscita a disputare solo otto tornei prima che a settembre si riacutizzassero i problemi al polso che l’avevano costretta a subire un’operazione e a restare lontana dai campi per più di un anno e mezzo. Dopo l’eliminazione al primo turno degli Open statunitensi ad opera della tennista russa Alena Vesnina, con il punteggio di 6-3 3-6 5-7, l’ex numero uno di Gran Bretagana era stata costretta ad un nuovo stop. Oggi la tennista inglese si sente finalmente pronta per il 2016.

Il momento più difficile, dichiara, è stato un paio di settimane prima degli Us Open quando ha ricominciato ad avvertire del dolore lancinante. “Il dolore andava e veniva. Continuamente.  Non riuscivo a capire cosa fosse. E, non l’ho detto a nessuno per paura di dovermi fermare nuovamente.”

“Così, subito dopo New York, quando il dolore si era fatto più persistente, sono stata costretta ad andare a trovare nuovamente il mio chirurgo. Sono state settimane difficili. Rimettere il tutore è stato veramente fastidioso.  E’ stata un lungo processo e, non e ancora finito. Ho di nuovo un buon ranking. Ma c’è ancora un sacco di lavoro da fare. Sarà un lungo rientro. Credo di potercela fare. Altrimenti, mi sarei probabilmente, già, ritirata parecchio tempo fa.”

Nonostante ora la ventunenne inglese stia bene ha comunque deciso di non prendere parte agli Australian Open, preferendo disputare qualche torneo minore in febbraio. Il suo obiettivo, di breve periodo, è partecipare in marzo al torneo di Indian Wells. Una delle tappe più importanti del circuito.

La Robson ha avuto la possibilità di usufruire del “protected ranking”. Una opportunità che viene concesse alle giocatrici vittime di gravi infortuni che le tengono fuori dal circuito per parecchio tempo. Ha usufruito di questa opportunità per partecipare aglii Us Open. E così avrebbe potuto fare anche per gli Australian Open.

Non giocare Melbourne è stato una decisione molto sofferta”, ammette la numero 53 del mondo. “Mi sarebbe piaciuto molto giocare. E’ ovvio che avrei voluto essere là. Come chiunque altro. E’ il mio posto preferito per iniziare la stagione. Ho la possibilità di sfruttare due “protected ranking”.

“Il primo l’ho utilizzato a New York per prendere parte agli Us Open. Ora spero di disputare un bel po’ di incontri ed utilizzare il secondo per il Roland Garros.  Avrei, anche, potuto chiedere una wild card ma credo che, per adesso, la cosa più importante sia giocare quante più partite possibile e salire di classifica. Partecipando, solamente, a quei tornei cui posso accedere senza dovere andare in giro a chiedere wild card o sfruttare il protected ranking.”

Di F. Messina

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