Le gioie e i dolori di Garbine Muguruza, classe 1993 e n°4 del mondo

Le gioie e i dolori di Garbine Muguruza, classe 1993 e n°4 del mondo

Arrivata al top del ranking femminile in pochissimo tempo Garbine Muguruza racconta in un’intervista a “Marca” come per arrivare al successo ci voglia un’immensa passione, dedizione e fatica

Intervistata dalla rivista spagnola “Marca”, Garbine Muguruza ha parlato della sua veloce ascesa al tetto del tennis femminile ed ha analizzato come l’attenzione dei media e dei fans sia cresciuta di conseguenza in modo esponenziale.

“Ho dovuto crescere velocemente, chiaramente non so neanche che cosa sia la vita di una persona della mia età, ma non cambierei mai la mia vita con quella di altri. Penso che il tennis sia una grande scuola di vita. Mi sono persa qualcosa della mia infanzia? La verità è che non lo so, ho da sempre voluto giocare a tennis, ed è ciò che ho fatto. I miei fratelli maggiori giocavano ed io volevo essere come loro. All’inizio era passione, ora è pressione. Amo il tennis e non esiste altro che vorrei fare. Ho molto rispetto per lo sport, la competizione e gli avversari. Mi piace competere”

Hai mai avuto dei rimpianti? “No assolutamente, il tennis è ciò che voglio fare, a volte essere così competitiva però ti fa giocare peggio, ma niente di più”

 

Qual è stata l’ultima volta che hai pianto per un match? “Non molto tempo fa”

 

Come si vede il mondo dalle posizioni alte del ranking? “Il mio team ed io siamo sempre uguali: le vittorie sono piacevoli e attraenti, ma so che devo continuare a svegliarmi alla mattina e scendere in campo o in palestra, altrimenti non va bene. Voglio restare coi piedi per terra. Mi piace stare dove sto, intendo nel ranking, perché ciò significa che sto lavorando bene”

 

Perdi un match e nello spogliatoio, cosa ti passa per la testa, come gestisci la sconfitta? Preferisci stare sola, o condividere la cosa con qualcuno?

“Sto migliorando in questo. Prima mi arrabbiavo e desideravo stare da sola ma ora ho più esperienza. Normalmente devo andare in conferenza stampa e quindi parlo con Sam Sumik, il mio allenatore e facciamo un’analisi del match. Cerco di essere positiva e di imparare dalle sconfitte”

E quando vinci? Non c’è molto tempo per godersi la vittoria.

“Devo sempre andare in conferenza stampa, e non  c’è tempo,in effetti,  perché il giorno dopo devo giocare il turno successivo. Non puoi perdere concentrazione, è bello vincere, ma la nostra competitività ci porta a volere sempre di più”

 

Lontani i suoi migliori risultati, la vittoria a Pechino, i quarti al Roland Garros, ma soprattutto la finale a Wimbledon contro Serena Williams. Garbine ha raccontato come ha vissuto il giorno prima del gran giorno della sua vita

 

“Era tutto così intenso, ero nervosa ma fiduciosa. Penso di aver dato tutto, era tutto così speciale, diverso, e ho cercato di giocarmi una palla alla volta, senza curarmi di ciò che accadeva intorno”

Delle pubblicità che fa per gli sponsor dice  “Mi piace girare gli spot. Si fanno cose divertenti e ho l’occasione di vedere me stessa in situazioni strane, in un certo senso sono privilegiata. Fa comunque parte del mio lavoro,  cerco di divertirmi, di conoscere i dettagli e infatti faccio infatti molte domande”

 

Infine ha detto ciò che pensa su Maria Sharapova e sul test risultato positivo al Meldonium “Vedremo come andrà, chiaramente non è una buona notizia per il tennis femminile e per lo sport in generale”

 

 

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