Le grandi delusioni delle WTA Finals di Singapore: Halep e Muguruza

Le grandi delusioni delle WTA Finals di Singapore: Halep e Muguruza

Dovevano essere le protagoniste dell’ultimo, prestigiosissimo, appuntamento della stagione 2017, dovevano coronare una stagione vissuta da protagoniste, erano attese al varco, alla prova del nove, ma hanno fallito, deludendo fan ed addetti ai lavori. Esaminiamo le circostanze che hanno determinato la disfatta delle due giovani campionesse.

Commenta per primo!

Halep e Murugurza, Muguruza ed Halep: questi sono i due nomi che hanno animato le discussioni e gli almanacchi della seconda metà di stagione, le ultime due esponenti di una specie tanto diffusa nel circuito femminile, quella delle numero 1 di passaggio, delle regine ad interim, che occupano seggi vacanti senza però mettersi mai troppo comode. Garbine Muguruza, 24 anni, era giunta a Singapore forte di una seconda parte di stagione memorabile, che l’aveva vista trionfare a sorpresa a Wimbledon, imponendosi in finale sulla sempiterna Venus Williams, e nel Premier di Cincinnati, sconfiggendo in finale proprio la rumena con un netto 6-1 6-0; una cavalcata emozionante, che le ha permesso di agguantare la tanto agognata corona della classifica WTA l’11 Settembre. Un regno quello della spagnola che si è però rivelato breve. brevissimo: dopo nemmeno un mese dall’incoronazione dell’iberica, ecco difatti sopravanzare l’altra protagonista del nostro racconto, Simona Halep. Una rincorsa iniziata oltre un anno prima, quando la rumena aveva visto andare in frantumi il sogno di ogni tennista in finale agli Open di Francia, mancando l’aggancio alla prima posizione del ranking sotto le cannonate della lettone Ostapenko; poi altre opportunità, tutte mancate, con il progressivo profilarsi di quella che sembrava una maledizione per la pover Simona, incapace di raggiungere l’obiettivo per una manciata di punti più di una volta. Il 9 Ottobre Simona Halep diventa però finalmente la nuova numero 1 del ranking femminile.

Tutto sembra predisporsi per un succulento scontro fra titani in quel di Singapore, scenario che vede la sfida delle sfide, il rush finale che oppone le migliori otto giocatrici della stagione: Halep e Muguruza non hanno scampo, se vogliono affermare il loro ruolo da protagoniste nell’ultimo capitolo del romanzo devono prendere il centro della scena, onde evitare che il lettore si dimentichi del protagonista lasciandosi ammaliare dal finale a sorpresa dominato dai personaggi secondari. Il mondo del tennis aspetta al varco le nostre due eroine, ma loro non entrano.

Dopo una partenza a razzo per il duo Halep Muguruza, che vede entrambe vincenti nel loro match d’esordio in due facili set sulle rispettive avversarie Caroline Garcia e Jelena Ostapenko, vittorie che corroborano la convinzione di chi vede nelle prime due giocatrici del ranking le papabili finaliste, accade però l’imprevedibile: sia Garbine sia Simona infatti perdono i restanti due incontri del round robin, senza fra l’altro risultare in grado di vincere neanche un set contro le pur forti avversarie. Muguruza, sconfitta nell’ultimo match da Venus Williams, scivola al terzo posto del Gruppo Bianco, Halep, cedendo alla Svitolina, assiste inerme al sorpasso di una miracolosa Garcia, scivolando addirittura all’ultimo posto del Gruppo Rosso. Alea iacta est: Williams, Pliskova, Garcia e Wozniacki in semifinale, Halep e Muguruza costrette a guardare le compagne dal divano di casa.

Un finale amaro, tanto per la rumena quanto per l’iberica. La Halep potrà consolarsi col premio di numero 1 del mondo di fine anno, assicuratole dalla vittoria della bella Caroline in semifinale sull’altra pretendente al trono, la Pliskova; un anno altalenante per la nativa di Costanza, segnato dall’unico successo ottenuto nel pur prestigioso Premier Mandatory di Madrid e dalla sopracitata folle e ai limiti del tragico rincorsa verso la vetta del ranking, obiettivo in fin dei conti raggiunto dalla rumena;  la Halep può senza dubbio ritenersi soddisfatta di una stagione vissuta per lo meno da coprotagonista, sebbene i diversi ed alternati vuoti lasciati dalla cronica mancanza, protrattasi per tutto l’anno, di una vera dominatrice, le avrebbero forse permesso di ottenere qualche successo in più. Il 2018 la vedrà partire in pole position, con l’onere però di non disattendere ulteriormente le attese di chi vede in lei una potenziale campionessa: Halep dovrà passare dalla potenza all’atto, e solo il futuro saprà dirci se ne sarà in grado.

Muguruza dal canto suo potrà cercare conforto nell’enorme piatto intarsiato ottenuto dalle parti di Church Road, successo quanto mai prestigioso che garantisce a Garbine la possibilità di leggere anch’ella il suo nome fra le coprotagoniste nei titoli di coda della stagione, indipendentemente da quello che sarà l’esito della finale di Singapore. Muguruza si è difatti dichiarata pienamente soddisfatta del suo 2017, definito dalla spagnola stessa come “un anno incredibile, il mio migliore sinora”, un anno dove “sono migliorata sotto diversi aspetti”. 

Vissero tutti felici e contenti? Forse sì, forse no. Se la Wozniacki trionferà nella finale di oggi, potremo dire di aver concluso la stagione forse più schizofrenica della storia del tennis femminile con un’ennesima affermazione inattesa, se sarà la Venere Americana ad avere la meglio, ricopriremo il 2017 della WTA con una patina di aureo passato che non potrà però che concorrere anch’essa nel mettere il punto ad un romanzo senza trama, regalandoci un finale emozionante ma al tempo stesso destabilizzante. Viva le regine del tennis femminile, chiunque esse siano!

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy